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Crociera del Decennale
01/08/2022
Ufficio Pubblica Informazione

Al rientro della 1ª Crociera Aerea Transatlantica, Italo Balbo volle organizzare un nuovo volo di massa nel primo decennale della Regia Aeronautica e anche per la Century of Progress, l'Esposizione Universale di Chicago, in occasione del centenario della fondazione della città statunitense. La pianificazione avvenne nei minimi dettagli e il volo venne chiamato appunto "del decennale" per celebrare i dieci anni della fondazione della Regia Aeronautica. Per l'occasione, Balbo chiese sostanziali modifiche all'idrovolante S.55A: ne derivò un nuovo modello denominato S.55X (dove X stava, appunto, per decennale, ma questa volta del velivolo S.55) con le eliche metalliche, serbatoi con maggiore capacità di capienza, un radiatore diverso, qualche modifica strutturale e, soprattutto, un nuovo motore.

La Crociera del Decennale ebbe così inizio il 1° luglio 1933 da Orbetello alla volta del Nord America con la partenza di 24 idrovolanti (più uno di riserva).

La 1ª tappa della Crociera fu Amsterdam dove l'idrovolante del Capitano Mario Baldini fu sostituito da quello di riserva perché, al suo arrivo, ammarò in malo modo rovesciandosi e il motorista Sergente Ugo Quintavalle morì. Gli idrovolanti fecero poi tappa a Londonderry, nell'Irlanda del Nord, per poi dirigersi verso la località di Reykjavik. Atterrati nella capitale dell'Islanda, Balbo e i suoi piloti si fermarono per 6 giorni a causa del maltempo e solo il 12 luglio il team ripartì per la tappa più difficile, Cartwright, nel Labrador. Le tre tappe successive per arrivare a Chicago (U.S.A.) furono voli brevi, quasi per permettere agli Stati Uniti d'America di riprendersi dalla sorpresa e di preparare i festeggiamenti superiori a ogni immaginazione.

A Chicago gli atlantici vennero subito portati, con un grande corteo di automobili fra le strade colme di folla, in uno stadio pieno di decine di migliaia di persone. Il sindaco di Chicago comunicò che quella giornata sarebbe stata proclamata per sempre "Italo Balbo's Day" e che il Consiglio Comunale aveva deciso di intitolare la settima strada proprio a suo nome.

Italo Balbo e la sua squadra partirono il 19 luglio da Chicago e, dopo 4 ore circa, arrivarono a New York con 24 idrovolanti in perfetta formazione sopra i grattacieli. Il traffico della città si fermò, tutti si affacciarono alla finestra, nel porto le navi suonarono con un unico fischio assordante di saluto, le rive del fiume Hudson dove la flotta ammarò erano affollatissime. Il culmine della missione americana si raggiunse quando Italo Balbo venne portato al Madison Square Bowl di Long Island dove il grande aviatore si rivolse alla platea: "Ospiti della grande America, siate la parte eletta dell'antica e della nuova Patria: rispettate le sue leggi per essere rispettati; esaltate insieme con il tricolore, la bella bandiera stellata: da anni e anni esse si intrecciano al vento, ne mai il passato le disunirà, ne mai le dividerà nell'avvenire".

Il 25 luglio gli idrovolanti ripartirono, e in due rapide tappe arrivarono a Shoal Harbor, sull'estrema punta est dell'isola di Terranova. Dopodichè l'8 agosto Italo Balbo partì con tutti i 24 aerei verso le Azzorre dove ammararono tranquillamente. Nella ripartenza, il giorno successivo, avvenne un secondo incidente: l'idrovolante del Capitano Celso Ranieri si rovesciò e il suo secondo pilota Tenente Enrico Squaglia morì, mentre tutti gli altri apparecchi erano già in volo per Lisbona dove arrivarono senza nessun problema. Da Lisbona la squadra capitanata da Italo Balbo arrivò trionfalmente a Roma alla foce del Tevere il 12 agosto.

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