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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Articolo Magg. Solfrizzo

​Confesso di aver scoperto solo recentemente, per mia colpa, l’esistenza di questo prezioso spazio virtuale a disposizione degli Ufficiali del Ruolo delle Armi per condividere percorsi professionali, competenze e conoscenze. L'ho scoperto grazie all’incontro avvenuto di recente all’ISMA con il suo curatore ed ispiratore, il Col. Francesco Donato RIZZO, al cui stimolo a partecipare rispondo con questo contributo legato alla mia esperienza nel settore del Project, Program e Portfolio Management (P3M). Provengo dai corsi di complemento (103° A.U.C.) e sono transitato d’ufficio nel Ruolo Normale delle Armi all’atto dell’immissione in servizio permanente: qualificato Rifornimenti M.S.A. nel 1996, ho svolto i miei primi 8 anni di servizio presso il 6° Stormo di Ghedi, dove ho svolto gli incarichi previsti nell’ambito del Servizio Rifornimenti M.S.A. fino a diventarne il Capo Servizio dal 1999 al 2004, quando sono stato trasferito alla Divisione Aerea CBR (trasformatasi poi nel Comando delle Forze da Combattimento) dove da allora mi occupo di servizi di supporto. A partire dalla fine del 2012, con la frequenza dell’8° Corso di Project Management, sono entrato in contatto con i Colleghi che in Forza Armata si occupano di P3M, scoprendo queste metodologie di gestione del cambiamento organizzativo; ho successivamente avuto l’opportunità di approfondire la mia conoscenza del sistema P3M grazie al periodo di Staff Tour svolto presso l’allora Ufficio Generale per il Controllo Interno (oggi Ufficio Generale di Innovazione Manageriale), in seno al quale era appena stato costituito il Project Management Office (PMO) di F.A., Ufficio deputato alla promozione ed implementazione della metodologia di gestione per progetti.
Oggi questa articolazione si è trasformata in Project, Program e Portfolio Office (P3O) di F.A. e di recente sono stati costituiti, quali organi di demoltiplica funzionale, i Project e Program Office (P2O) in seno agli Stati Maggiori di Alto Comando, a testimonianza dalla volontà del Vertice di adeguare la struttura stessa dell’Organizzazione alla gestione strutturata dei processi di cambiamento e di dare forma ordinativa alla scelta metodologica effettuata. Attualmente in F.A. il sistema di P3M rappresenta quindi l’apparato metodologico di riferimento per la gestione strutturata del cambiamento nelle organizzazioni, cioè l’insieme di metodologie che guidano il cambiamento ad ogni livello organizzativo: dalla definizione degli obiettivi strategici di cambiamento, cioè di una vera e propria strategia di cambiamento che disegna l’Organizzazione auspicata, si passa alla definizione di un portafoglio di iniziative di cambiamento, cioè l’individuazione di progetti, programmi ed altre attività la cui implementazione può permettere la realizzazione degli obiettivi strategici di cambiamento auspicato; si arriva infine alla consegna di questo portafoglio mediante la scelta e l’implementazione di programmi e progetti che realizzino al meglio gli obiettivi di cambiamento, mediante la consegna di prodotti in grado di generare benefici misurabili, di innovare i processi operativi e di modificare la forma delle organizzazioni. La scelta di dotarsi di un approccio al cambiamento metodologicamente organizzato è, essa stessa, una prima scelta di cambiamento in quanto rappresenta un tentativo di scardinare le resistenze al cambiamento legate a modelli culturali dominanti: tali modelli ispirano comportamenti quali, ad esempio, l’assegnazione di valore all’improvvisazione considerandola officina di creatività, o l’orientamento alla performance ed alla realizzazione individuale invece che di team o organizzativa, o ancora la diffidenza verso la misurazione oggettiva delle prestazioni di processi ed individui, in quanto considerata semplice preambolo di meccanismi premiali o punitivi e non efficace strumento di miglioramento organizzativo e personale. Decidere di adottare metodologie strutturate di gestione del cambiamento comporta quindi in ogni contesto, in ultima analisi, anche una scelta etica di revisione della scala dei valori di riferimento.
Nei tre anni trascorsi dal 2012 ad oggi, ho avuto quindi l’opportunità di essere coinvolto contemporaneamente da un lato in un percorso strutturato di formazione continua su tutti gli aspetti di gestione di progetti, programmi e portfolio organizzativo, studiando metodologie, modelli e strumenti di definizione e consegna del cambiamento organizzativo, dall’altro di poter applicare immediatamente le mie conoscenze a progetti reali della F.A. (JFAC, 55° PAN ed altri), collaborando a vario titolo nei team costituiti per la loro gestione, realizzando così un percorso di crescita professionale caratterizzato da un connubio estremamente proficuo di teoria e pratica, di acquisizione ed immediata applicazione di conoscenze al mio contesto organizzativo. Accanto al profilo professionale di Ufficiale Logistico che mi era stato assegnato sin dall’arruolamento, ho avuto quindi la fortuna di poter sviluppare una competenza trasversale ed aggiuntiva nel settore del P3M, e ciò ha profondamente mutato la mia percezione sia dell’Organizzazione nel suo complesso sia del mio ruolo al suo interno. Innanzitutto uscire dal contesto legato al mio ruolo funzionale (la logistica dei Reparti Aerotattici del Comando Squadra Aerea) ha modificato la visione statica e compartimentata che avevo dell’Organizzazione dal mio settoriale punto di osservazione, mettendomi in relazione con persone, professionalità e settori della F.A. che altrimenti non avrei mai intercettato, approfondendo in questo modo la mia conoscenza del contesto organizzativo e rendendo la mia visione dinamica e multidimensionale. In secondo luogo l’acquisizione di questa competenza ha rivitalizzato la mia percezione del ruolo che occupo nell’Organizzazione, aggiungendo al ruolo funzionale, che svolgo quotidianamente nell’ambito del mio Comando a supporto dei Reparti Aerotattici, un ruolo all’interno di un Team trans-funzionale che lavora per il cambiamento della nostra Organizzazione nel suo complesso, una sorta di Hub o EdO virtuale che supera l’organizzazione per funzioni sviluppando un approccio trasversale per competenze, attingendo a professionalità e talento ovunque essi siano disponibili nella F.A. per metterli in rete al fine di creare valore competitivo. Corollario non secondario di questa nuova percezione è stato l’apporto di nuova linfa motivazionale ad irrorare un percorso professionale che era giunto ad un punto di stallo. Ovviamente non posso nascondere che tutto ciò è stato possibile solo in quanto si sono verificate contemporaneamente almeno tre coincidenze fortunate: la prima è quella di aver incontrato Colleghi che hanno creduto nelle mie capacità ed hanno deciso di investire su di me; la seconda è quella di avere dei Capi che mi hanno lasciato libero di sviluppare questa competenza assecondando il mio desiderio di realizzazione professionale; la terza è quella di avere dei Collaboratori che mi supportano oltre ogni aspettativa nel mio lavoro quotidiano, creando di fatto le basi perché il connubio fra incarico funzionale ed attività per il cambiamento possa realmente funzionare. Ma, al di là delle vicende specifiche che hanno caratterizzato il mio personale percorso, mi preme sottolineare che la possibilità di costruirsi questa competenza manageriale è realmente aperta a tutti e non è legata a particolari profili di carriera, proprio perché è una competenza trasversale e tende a superare vincoli funzionali o specializzazioni tecnico-professionali. Ciò testimonia che questa competenza può essere patrimonio di ogni componente della F.A., sicuramente di tutti gli Ufficiali ed in particolare degli Ufficiali del Ruolo delle Armi, in quanto caratterizzati da ecletticità e flessibilità e chiamati ad ogni livello a svolgere funzioni direttive o dirigenziali nell’Organizzazione. Le metodologie del sistema P3M rappresentano un’area di conoscenza in continua evoluzione ed una opportunità da cogliere per non trovarsi impreparati al confronto con un contesto in continua e vorticosa trasformazione e, per noi Ufficiali del Ruolo delle Armi, una opportunità di arricchimento culturale ed una area preferenziale di sviluppo delle nostre professionalità.

Magg. A.A.r.a.n. Armando SOLFRIZZO

 

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