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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Comando Aeroporto di Aviano
Missione
Il compito istituzionale del Comando Aeroporto “Pagliano e Gori” di Aviano è quello di sovrintendere all’applicazione degli accordi bilaterali relativi alla presenza di Reparti USA rischierati sull’aeroporto, assicurare le funzionalità di tutti i servizi generali dell’aeroporto e fornire il supporto tecnico-logistico agli enti rischierati.

Storia
Sulla scia dei successi della Scuola di Aviazione Civile della Comina, sorta nel 1910 alla periferia nord della città di Pordenone, i Comandi Militari dell'epoca individuarono nella pianura (denominata praterie di Aviano) compresa tra i Comuni di Roveredo in Piano ed Aviano, per le sue     caratteristiche morfologiche e climatiche, l'area ideale ove sviluppare un Campo d'Aviazione per l'addestramento dei loro piloti. Il Reparto trae quindi origini dalla costituzione del primo Campo d'Aviazione di Aviano, sorto in questo lembo di terra della pianura friulana nel 1911 e che ha visto la nascita e vissuto tutto il vertiginoso sviluppo bellico del mezzo aereo. Il primo Comandante del Campo di Aviazione si insediò ufficialmente il successivo 19 aprile. L'attività di volo fu subito molto intensa, le macchine volanti, precisamente 4 monoplani Bleriot e 3 biplani H. Farman, decollavano direttamente dal manto erboso ed utilizzavano  ricoveri campali. Nell'ottobre dello stesso anno un gruppo di Ufficiali piloti, tra i quali alcuni ex istruttori della scuola di  Aviano, venne assegnato alla 1^ Flottiglia Aeroplani di Tripoli per partecipare alla guerra che l'Italia stava combattendo contro la Turchia per la  conquista della Libia. Nella 1^ Flottiglia furono incorporati i Cap. Piazza, Cap. Moizo, Ten. De Rada, S.Ten. Gavotti e S.Ten. di Vascello De Rossi; questi piloti diedero vita alle prime azioni aeree belliche che la storia ricordi: proprio Gavotti, per primo, si trovò a sganciare un rudimentale armamento di caduta contro le truppe turche. Molti degli assi che combatterono durante il primo conflitto mondiale, si addestrarono ed operarono dall'Aeroporto di Aviano: tra questi si cita il giovane Tenente Francesco Baracca, in procinto di essere assegnato alla IX Sq. Farman. A seguito della mobilitazione, operata già dal Marzo del 1915, fu creato a Pordenone il Comando Battaglione Aviatori, al comando del T.Col. Barbieri. Nell'Agosto del 1915 la Comina ed Aviano ricevettero i primi bombardieri Caproni Ca.3 300Hp/450Hp. Questi precursori dei moderni strumenti del potere aereo, vennero inquadrati nelle Squadriglie 1^,8^,13^ (Comina) e 2^,3^,4^,6^,7^ (Aviano) e, operando da questi due Aeroporti sotto il 4° Gruppo, scrissero alcune delle più gloriose pagine degli albori dell'aviazione. Ajdussina, Lubiana, Chiapovano, Tolmino, Idria, Trieste e Pola divennero obiettivi resi famosi da imprese epiche, cui prese attivamente parte il poeta Gabriele D'Annunzio in qualità di osservatore di bordo. Tale scenario venne   stravolto ai primi di novembre del 1917, quando, in seguito agli eventi di Caporetto, gli aeroporti furono evacuati ed occupati dall'esercito Austro-Ungarico. Alla data del 1° Ottobre 1917 operava sulla Base di Aviano l'XI  Gruppo, al comando del Magg. Armani, con le Squadriglie:  2^, 3^, 4^,6^, 7^. Dal Novembre 1917 al Novembre 1918  la Comina ed Aviano, basi delle Flik 30J, 68J e 102/103/104G dell'Aviazione Imperiale Austro Ungarica, divennero importanti obiettivi dei Caproni italiani. Con la nascita della Regia Aeronautica, nel 1923, l'Aeroporto ebbe un notevole sviluppo. 

​Nel 1924 si brevettarono ad Aviano i primi Ufficiali dell'Accademia Aeronautica, 25 Sottotenenti del Corso "Aquila 1°" e negli anni successivi la base superò rapidamente i 400 ettari di estensione. Fu costruita una seconda pista e vennero eretti gli imponenti hangars "Breda", tutt'oggi esistenti, a nord ed a sud dell'area aeroportuale. Nella seconda metà degli anni '30, rispondendo alle nuove esigenze infrastrutturali stabilite dalla Regia Aeronautica, venne dato corso alla realizzazione di una serie di edifici in stile nazionalista, che tuttora possono essere ammirati. Tali fabbricati, che rispecchiano analoghe strutture ancora esistenti presso diversi aeroporti, divennero un esempio d'eccellenza del concetto di standardizzazione funzionale aeroportuale, riprendendo nelle forme specifiche la destinazione d'uso del manufatto (Palazzina Comando, Uffici, Circoli, Alloggi ed Officine). Tra gli anni trenta e quaranta, in considerazione delle ottime condizioni climatiche della zona e dell'enorme spazio disponibile, l'Aeroporto fu sede del 18° Stormo Bombardamento Terrestre (31° e 37° Gruppo, posizionati nella zona nord del campo), della Scuola Bombardamento terrestre (zona sud, presso la quale prestò servizio come istruttore il futuro asso degli aerosiluranti Carlo Faggioni) e successivamente del 1° Nucleo Addestramento Caccia d'assalto. Dopo l'armistizio dell'8 Settembre 1943 il Pagliano e Gori venne occupato dai tedeschi ed ospitò Reparti della Luftwaffe. Nel periodo tra il Novembre 1944 e l'Aprile 1945, operò dalla base il 2° Gruppo Caccia ANR (disperso tra Aviano e Osoppo). In questo drammatico periodo l'Aeroporto di Aviano subì pesanti bombardamenti alleati, che ne distrussero parte delle infrastrutture. Nell'Aprile del 1945 l'Aeroporto  Pagliano e Gori fu occupato da Reparti Inglesi, che vi operarono per un breve periodo. Negli anni successivi al secondo conflitto mondiale fu deciso un  drastico ridimensionamento dell'Aeroporto. L'area fu divisa in due parti: quella nord venne ripristinata e ristrutturata ed ospitò per alcuni anni la 51^ Aerobrigata dell'Aeronautica Militare. Quella a sud fu ceduta in uso all'Esercito che vi insediò il 132° Reggimento Carri ed intitolò la caserma alla memoria della Medaglia d'oro Tenente Colonnello "S. ZAPPALÀ". Nei primi anni cinquanta la 51^ Aerobrigata si trasferì sull'Aeroporto di Istrana e, in seguito ai trattati NATO-SOFA, l'Aeroporto "Pagliano e Gori" fu destinato a ospitare su base rotazionale reparti di volo statunitensi operanti in Europa. I primi quattro velivoli dell'U.S. Air Force atterrarono ad Aviano nel 1955, e da allora, per  quasi 40 anni, la Base divenne una sede operativa temporanea di Unità aerotattiche che vi si schieravano con criterio rotazionale. L'insediamento sulla base nel 1994 del 31° Fighter Wing con due Gruppi di Volo equipaggiati con velivoli F.16 e la stesura di nuovi trattati, comportò un riassetto ordinativo di tutto l'Aeroporto, compreso il Comando Aeroporto "Pagliano e Gori". Le nuove esigenze logistiche americane richiesero la riacquisizione dell'Area ceduta a suo tempo in uso all'Esercito Italiano, per cui dal febbraio 1996 l'Aeroporto "Pagliano e Gori" riprese l'originale massima estensione. In seguito, tutta la zona impiegata per le manovre carri è stata riorganizzata con il progetto denominato "Aviano 2000", realizzando un complesso di edifici adibiti ad alloggi per militari statunitensi e strutture destinate ai servizi come Post Office, Teatro/Cinema, BX/Commissary etc.. Nel 2018 sono giunti dalla Gran Bretagna il 56° Squadrone (equipaggiati con elicotteri HH-60 "Pave Hawk") ed il 57° Squadrone (aerosoccorritori).  La Base aerea è considerata il fiore all'occhiello del Comando delle Forze Aeree Americane in Europa (USAFE) che sussiste su un territorio di sovranità nazionale.

 

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