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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Rivista Aeronautica n. 2/2018
Gli anniversari, come quello per i 95 anni della costituzione dell'Aeronautica Militare celebrato lo scorso 28 marzo, offrono sempre l'opportunità per riflettere su ciò che è stato e per soffermarsi su quel "continuum" di tradizioni, di imprese e sacrifici, a volte anche di protagonismi di uomini dall'eccezionale valore, che hanno segnato e impreziosito, fin dall'inizio, la storia di un'organizzazione. Parlando di storia dell'Arma Azzurra c'è un concetto che il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare richiama sovente, il constatare che «75 anni su 95, sono stati ben spesi nel contribuire prima all'affermazione dei valori democratici e nella fondazione della Repubblica e, successivamente, nel consolidare e salvaguardare la Costituzione nel segno di assoluta lealtà e fedeltà alle Istituzioni democratiche legittimamente costituite».

Una riflessione che, puntualmente, ha trovato spazio anche negli interventi che il gen. Vecciarelli ha tenuto a Firenze, in occasione della cerimonia a Piazzale Michelangelo, nonché al Quirinale quando, con una rappresentanza dell'A.M., è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Riflessione, che è soprattutto un'esortazione a rileggere le vicende dell'Arma Azzurra secondo quello che è il nostro riferimento fondamentale come militari e come cittadini, quella Costituzione a cui ispirarsi e che è garanzia – come ha ribadito il gen. Vecciarelli di fronte al Capo dello Stato – «che ogni impresa, ogni operazione che ci verrà richiesta, sarà sempre e soltanto in linea con la cultura, i valori e gli ideali della nostra collettività».
Concetti che ben si sposano con quanto il Presidente Mattarella ha scritto nel messaggio per il 95° anniversario dell'Aeronautica Militare. Accanto al ricordo degli «aviatori di ogni ordine e grado dell'Arma Azzurra, caduti per la difesa della Patria, per la salvaguardia delle libere istituzioni democratiche e della pace» nelle parole del Capo dello Stato ci sono la riconoscenza del Paese e la gratitudine del popolo italiano per l'Aeronautica Militare, che «in un contesto di continue sfide agli equilibri internazionali, che in quest'inizio di millennio pongono stabilità, sicurezza e diritti umani al centro delle preoccupazioni dell'intera collettività» raccoglie «unanime apprezzamento in Italia e all'estero grazie all'elevatissima professionalità delle proprie donne e dei propri uomini, alle loro qualità umane, all'elevata prontezza ed efficacia operativa e ai propri mezzi caratterizzati da elevate prestazioni e contenuti tecnologici». Il plauso per l'opera della Forza Armata abbraccia tutte sue molteplici espressioni, segno che «un'Aeronautica sempre più coesa e sempre più utile al Paese» è davvero la strada giusta. 

Stefano Cosci


 

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