Iniziativa 5+5: concluso il Workshop dedicato ai cambiamenti climatici ed agli eventi estremi per la meteorologia di supporto alle Operazioni Aero-Navali nel Mediterraneo

Il Centro Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia Aerospaziale (CNMCA) ha organizzato un Workshop con le delegazioni di Tunisia, Algeria, Libia e Marocco, Francia e Spagna per un confronto sulla meteorologia di supporto alle Operazioni Aero-Navali nel bacino del Mediterraneo

Nei giorni 30 novembre e 1 – 2 dicembre ha avuto luogo a Roma il Workshop dal titolo “On Climate Change And Extreme Weather Events: Support For Aero-Naval Operations In The Mediterranean Basin“, organizzato dal Centro Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia Aerospaziale (CNMCA) su mandato dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, al quale hanno preso parte delegazioni di Tunisia, Algeria, Libia e Marocco, per la sponda sud del bacino Mediterraneo e Francia e Spagna per la sponda nord.

Il seminario rientra nel quadro delle attività dell’Iniziativa 5+5 Difesa: accordo di collaborazione nato nel 1990 e consolidato nel 2004, tra i Paesi affacciati sul Mediterraneo Occidentale.

Tale accordo ha definito forme di collaborazione in diversi settori, tra i quali la difesa e l’ambiente. Il Workshop è stato dedicato ai temi del clima e della meteorologia, le cui dinamiche sono strettamente correlate con la sicurezza e la prevenzione.

L’iniziativa 5+5, negli anni, è risultata essere particolarmente funzionale ad affrontare la cooperazione in materia di sicurezza e difesa tra i Paesi membri che si trovano a fronteggiare sfide comuni, mirando a rafforzare e promuovere attività pratiche nei settori della Sorveglianza Marittima, della Sicurezza Aerea, del contributo delle Forze Armate alla Protezione Civile e della Formazione e Ricerca. Nel dettaglio, ogni anno vengono approvate in questo contesto e ad opera dei rispettivi Ministeri della Difesa, attività che mirano ad aumentare la mutua conoscenza, condividere strategie di prevenzione e contrasto alle comuni minacce e promuovere l’interoperabilità tra le Forze Armate dei diversi Paesi membri.

I lavori sono stati aperti dal Colonnello Luca Graniero, Vice Capo del 4° Ufficio Meteorologia dell’Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia dello Stato Maggiore Aeronautica (AVIAMM), con un saluto di indirizzo e benvenuto, proseguendo poi con una breve presentazione dell’evento e delle capacità del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.

A seguire, è iniziato il programma degli interventi, nei quali, tramite l’analisi dei cambiamenti climatici in atto sull’area mediterranea e l’impatto di questi nel contesto geopolitico dell’area, sono state evidenziate le possibili ripercussioni per il mondo militare e civile. Durante l’incontro è stato mostrato come il trend della temperatura dell’aria per gli ultimi decenni sia sostanzialmente restato simile per tutta l’area, così come l’incremento della temperatura del mare, fattori che hanno un impatto sullo sviluppo dei sistemi convettivi e, quindi anche degli eventi intensi sul mare e sulle zone costiere. 

Ampio spazio è stato dedicato ai prodotti di supporto alle operazioni aero-navali nel Mediterraneo, nonché agli eventi atmosferici precipitativi ed all’utilizzo di piattaforme satellitari per l’osservazione e l’identificazione delle diverse tipologie di perturbazioni atmosferiche che interessano l’area del Mediterraneo.

Sono stati inoltre esaminati gli strumenti utili all’individuazione e alla previsione di eventi intensi ed estremi, quali le piattaforme satellitari e la rete LAMPINET, rete nazionale ad alta risoluzione per la rilevazione delle fulminazioni. Al riguardo, si è mostrata la futura l’efficacia dei nuovi satelliti Meteorologici di Terza Generazione (MTG), anche verso le regioni africane, strumenti dai quali ci si attende un miglioramento nella capacità di individuazione e caratterizzazione in tempo reale dell’attività elettrica dei corpi nuvolosi.

Non da ultimi, sono stati discussi fenomeni che mettono a rischio la sicurezza delle comunità costiere, come le eruzioni vulcaniche e relative emissioni di cenere vulcanica, le inondazioni delle coste e dell’immediato entroterra ed è stata presentata l’attività di monitoraggio e previsione degli impatti delle dinamiche solari sui sistemi tecnologici in uso alla Difesa, una capacità recentemente acquisita dal Servizio meteorologico dell’AM, senza tralasciare l’intervento sulle attività svolte dal Centro A.M. di Montagna (CAMM) di Monte Cimone, particolarmente apprezzato dai partecipanti.

Ha concluso i lavori il Generale di Brigata Luca Baione, Capo dell’Ufficio Generale Aviazione Militare e Meteorologia e Rappresentante Permanente per l’Italia presso l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, sottolineando i valori fondamentali che cementano l’attività di collaborazione nel consesso 5+5. “Tra questi valori è particolarmente importante la formazione per il quale l’AM dispone di una propria capacità per il personale del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. Peraltro, questa capacità è messa a disposizione degli alleati e dei partner con la possibilità di concepire corsi “ad hoc” sulla base delle specifiche esigenze degli utenti.”

Il Workshop, in conclusione, ha rappresentato un foro di dialogo dall’alta valenza tecnica in cui sono state condivise le conoscenze specifiche sul cambiamento climatico e sugli eventi estremi per rafforzare e favorire la collaborazione tra i Paesi del Mediterraneo occidentale.

Il Centro Nazionale per la Meteorologia e Climatologia Aerospaziale (CNMCA), con sede a Pratica di Mare, assicura supporto meteorologico a molteplici realtà in ambito sia militare che civile. Il Centro, senza soluzione di continuità, fornisce il supporto meteorologico agli assetti di Forza Armata, della Difesa, della NATO e dell’Unione Europea ovunque impiegati, sia sul territorio nazionale che in teatro operativo, garantendo, al contempo, i servizi meteorologici per la Navigazione Aerea in favore del Traffico Aereo Operativo e Generale. In questo senso, il Centro ha le competenze di Sorveglianza Meteorologica Aeronautica (Meteorological Watch Office – MWO) sulle Flight Information Region (FIR) di Roma e Brindisi per le quali emette i necessari messaggi di sicurezza per il volo.

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