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Kindu: 55 anni fa il tragico eccidio
11/11/2016
Ufficio Generale del Capo di SMA

​Sono passati 55 anni dai tragici giorni di Kindu, prima missione internazionale che l'Aeronautica Militare affrontava dopo il secondo conflitto mondiale. Sotto l'egida dell'ONU cominciavano a concretizzarsi una serie di interventi di tipo umanitario, oggi genericamente identificati dal grande pubblico come attività di "peace-keeping". La Forza Armata in quell'operazione si era prodigata oltremodo, lavorando sempre al limite delle possibilità di uomini e mezzi, raccogliendo il plauso internazionale.

Purtroppo, in quel fatale 11 novembre 1961, l'Aeronautica Militare pagò un prezzo altissimo in termini di vite umane.

La storia: 

11 novembre 1961, due velivoli da trasporto della 46ª Aerobrigata di Pisa assegnati al contingente delle Nazioni Unite in Congo atterrano all'aeroporto di Kindu, non lontano dal confine con il Katanga, la regione dalla quale è dilagata la sanguinosa guerra civile che minaccia la giovane Repubblica Africana. Terminate le operazioni di scarico dei due C-119, i tredici uomini escono dall'aeroporto per recarsi presso la vicina mensa della guarnigione ONU dove, inaspettatamente, vengono sorpresi da militari congolesi ammutinatisi. Nell'aggressione uno degli ufficiali, il medico, viene ucciso, gli altri vengono trascinati nella prigione della città. Lì saranno brutalmente trucidati.

La notizia del massacro dei 13 aviatori colse il Paese di sorpresa. I drammatici resoconti, le cronache giornalistiche che non risparmiarono i dettagli più raccapriccianti del massacro fecero inorridire e sussultare la Nazione, che si strinse idealmente intorno alle famiglie dei caduti, in un'incredibile gara di solidarietà. Le salme dei 13 aviatori furono tumulate presso il Sacrario dei caduti di Kindu, il tempio aeronautico costruito all'ingresso dell'aeroporto militare di Pisa grazie a una sottoscrizione pubblica lanciata all'indomani della notizia dell'eccidio.

Per l'Aeronautica Militare, ricordare Kindu è sempre motivo di commozione e orgoglio; per tutta la comunità nazionale un'occasione per riflettere sul fatto che la via per il mantenimento della pace non è solo lastricata di buone intenzioni, ma da atti e fatti concreti; e che su quel difficile cammino può, purtroppo, capitare di seppellire piccoli grandi eroi del quotidiano.

Nel 1994 fu riconosciuta ai caduti la Medaglia d'oro al Valor Militare.​

Questi i nomi degli aviatori che componevano i 2 equipaggi:

A bordo del C-119 India 6002 (nominativo radio "Lyra 5")

- Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani;
- Sottotenente pilota Onorio De Luca;
- Tenente medico Paolo Remotti;
- Maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani;
- Sergente Maggiore montatore Silvestro Possenti;
- Sergente elettromeccanico Martano Marcacci;
- Sergente marconista Francesco Paga.

A bordo del C-119 India 6049 (nominativo radio "Lyra 33")

- Capitano pilota Giorgio Gonelli
- Sottotenente pilota Giulio Garbati;
- Maresciallo motorista Filippo Di Giovanni;
- Sergente Maggiore Nicola Stigliani;
- Sergente Maggiore Armando Fabi;
- Sergente marconista Antonio Mamone.

Sulle porte del Sacrario di Pisa è riportata la seguente epigrafe:
''Fraternità ha nome questo Tempio che gli italiani hanno edificato alla memoria dei tredici aviatori caduti in una missione di pace, nell'eccidio di Kindu, Congo 1961. Qui per sempre tornati dinnanzi al chiaro cielo d'Italia, con eterna voce, al mondo intero ammoniscono. Fraternità''.


 

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