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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Il PISQ
01/08/2019
Ufficio Generale del Capo di SMA

Il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di "Salto di Quirra" (PISQ) è un polo d'eccellenza per la sperimentazione, tecnologicamente all'avanguardia, attento all'ambiente e capace di ospitare una molteplicità di attività militari e civili.

Il Poligono è situato nella parte sud-orientale della Sardegna, nella subregione denominata Ogliastra, un'area che si trova a cavallo delle province di Cagliari e Nuoro, sulla quale si estende un vasto altopiano geograficamente conosciuto come "Salto di Quirra".

La storia

Il PISQ, per esigenze legate alle diverse tipologie di attività, è suddiviso in due aree morfologicamente molto differenti ed è articolato su due installazioni militari: il "Poligono a terra", con sede a Perdasdefogu, dove risiede il Comando del PISQ, e il "Poligono a mare", con sede a Capo San Lorenzo, dove sorge l'omonimo Distaccamento. Nel 1956 l'Aeronautica Militare, in virtù della sua scarsissima densità di popolazione, scelse questo territorio per l'ubicazione del Poligono al fine di poter disporre di un'area attrezzata a scopo:

  • scientifico, per applicazioni in campo meteorologico e aerospaziale;
  • sperimentale, per l'esecuzione di prove in volo di vari prototipi di missili e aereo-bersagli, nonché la messa a punto di razzi aria/aria e terra/aria;
  • addestrativo, per le esercitazioni di reparti militari ai tiri reali.

Dopo l'iniziale costituzione del Comando del PISQ nell'area nei pressi del paese di Perdasdefogu, nel 1962 nasce il dipendente Distaccamento del Poligono del Salto di Quirra", con sede a Capo San Lorenzo, a ridosso della costa sud-est della Sardegna.

Nato sulla spinta dell'innovazione tecnologica nel campo della difesa, il Poligono è presto diventato un polo di eccellenza dove l'allora Prof. Luigi Broglio, padre della sperimentazione aerospaziale nazionale, a quei tempi Tenente Colonnello del Genio Aeronautico che all'inizio degli anni '60 aveva fondato il Comitato delle Ricerche Spaziali Italiane (CRSI) - ente da lui stesso presieduto che operava in collaborazione con i tecnici della NASA  - decise di porre le basi per "lanciare" l'intero Paese verso la conquista dello spazio.

Dai primi test in atmosfera con lo scopo di studiarne i fenomeni meteorologici (sistema NIKE-CAJUN – test "nube di sodio") fino allo sviluppo di programmi strettamente legati alle attività aerospaziali poi confluite nel progetto internazionale "San Marco", sono stati ottenuti vari risultati quali il lancio in orbita equatoriale di un satellite scientifico italiano, spinto nello spazio da un vettore americano lanciato da una piattaforma galleggiante, quella del progetto "San Marco".

Dalle sperimentazioni aerospaziali fino al lancio del primo satellite per le telecomunicazioni interamente di produzione nazionale, la vita del Poligono ha fatto registrare una molteplicità di prove, test, collaudi e una conseguente crescita dell'industria oltre alla nascita professionale di varie eccellenze che ancora oggi si dimostrano leader nel settore della difesa e della tecnologia.

La sicurezza e tecnologia

Molteplici sono le collaborazioni e le attività congiunte svolte negli anni e nelle aree del PISQ e che hanno visto, tra gli altri, il coinvolgimento di altri Ministeri oltre alla Difesa, ed Enti e vari Corpi dello Stato tra i quali il  Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, i Corpi destinati alla tutela del territorio e all'ambiente, la Protezione Civile, le associazioni di volontariato.

L'apparato tecnologico del PISQ ha pochi eguali in Europa ed è articolato per garantire l'inseguimento e monitoraggio di quanto testato con il fine principale di sviluppare la tecnologia nel rigoroso rispetto della sicurezza e con una sempre più marcata attenzione per la tutela ambientale.

Nella sua veste tecnologica, il Poligono può essere considerato al pari di una grossa macchina da cinepresa, in grado di inseguire oggetti a decine di chilometri di distanza con un'accuratezza elevatissima del dato di traiettoria. Apparati ottici, radar, di telemisura, all'infrarosso e tanto altro vengono coordinati e condotti per il raggiungimento degli scopi dei singoli test e diretti in modo sinergico dal "cuore" del Poligono ove confluiscono tutti i dati in tempo reale e dove viene monitorata e garantita la sicurezza. Il nuovissimo Posto di Comando e Controllo (PCC) rappresenta il fiore all'occhiello per tecnologia disponibile e professionalità di quanti vi operano e consente di condurre le missioni addestrative e sperimentali riproducendo scenari complessi, simulati e reali su larga scala.

La sperimentazione, l'ambiente e la tutela del paesaggio

E' presso il PISQ che le attività dei centri interforze e di Forza Armata, quali ad esempio il Centro Sperimentale di Volo (CSV) di Pratica di Mare, vengono svolti i test reali a valle delle complesse attività di studio e ricerca condotte preliminarmente per l'aggiornamento costante degli assetti in dotazione alla Difesa. E' qui che vengono testate le fondamentali misure di autoprotezione dei velivoli della Forza Armata destinati ad operare nei teatri operativi internazionali.

Inoltre, è stato sviluppato, in collaborazione con le autorità competenti regionali e nazionali, un complesso piano per il recupero dei materiali ferrosi ad esito dei test di prova e che, con un'attenzione sempre più spinta verso le necessità di tutela del patrimonio ambientale, si è tramutato in articolate campagne di ricerca, raccolta e successivo conferimento del recuperato. A queste si aggiungono i contratti posti in essere per il recupero periodico dei materiali di risulta e le regolamentazioni interne confluite in un disciplinare per la tutela ambientale con lo scopo di analizzare la fattibilità delle attività da eseguirsi, secondo un pre-determinato processo di valutazione. Sempre in tema ambientale, fondamentali sono anche tutte le attività di controllo e verifica interne che hanno portato il Poligono a conseguire la certificazione ambientale ISO 14001.

L'innovazione e la ricerca

Grazie alle capacità ed alle strutture delle quali dispone il Reparto, il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di "Salto di Quirra" è il sito ideale scelto per l'avanzamento di prestigiosi programmi di sviluppo nel settore della ricerca aerospaziale. Infatti, enti importanti quali l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), e tante industrie di settore quali la Avio SpA e Leonardo, nell'ambito di programmi internazionali altamente sfidanti e di interesse per l'economia del paese, hanno sviluppato ed esportato tecnologie ed eccellenza nazionale.

Il Dipartimento della Protezione Civile in concorso con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e varie associazioni di volontariato collaborano con il Poligono sia nella formazione del personale che nelle esercitazioni congiunte di assetti e capacità, non ultima la lotta contro gli incendi boschivi.

Ma la prerogativa base di questo Ente è la vocazione verso la ricerca aerospaziale e quei programmi che, partendo dai primi esperimenti del Prof. Broglio, hanno dato lustro all'Italia intera in più di 60 anni di attività arrivando a testare razzi e motori per la messa in orbita di vettori internazionali. Tra le maggiori attività in corso si cita lo "Space Situazional Awareness", un progetto nato per monitorare la ''spazzatura spaziale" con il fine di tutelare la sicurezza del nostro pianeta.

Il territorio e le realtà locali

La disponibilità di zone di spazio aereo pressoché illimitate in quota e di ampia estensione in miglia quadrate, attivabili ad esigenza, contribuisce a rendere il PISQ la sede ideale dove le tre componenti terra, mare e cielo, possono essere utilizzate per i test sulle nuove tecnologie. La possibilità di disporre di dati di traiettoria al termine delle missioni addestrative e sperimentali, in formato digitale di altissima qualità, consente di ottimizzare le fasi di test e la post-analisi ed apportare, ove necessario, le migliorie.

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