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Il Centro Produzione Audiovisivi
17/05/2019
Capitano Debora Corbi


Un approfondimento su una realtà dell'Aeronautica Militare, talvolta poco nota, che ha il compito principale di documentare l'attività addestrativa ed operativa della Forza Armata, a terra ed in volo. Stiamo parlando della Sezione Centro Produzione Audiovisivi, articolazione inserita alle dirette dipendenze del Capo del 5° Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica.

Uomini e donne che operano con strumentazioni all'avanguardia per realizzare contenuti multimediali e raccontare così l'impegno dell'Aeronautica Militare in Italia e all'estero.

Personale in possesso di requisiti fisici e di elevata professionalità ed esperienza, competenze maturate spesso a bordo di aerei o elicotteri, sia di giorno che di notte, personale abilitato ad operare su tutti i velivoli in linea della Forza Armata.

Immagini spettacolari e video emozionali realizzati direttamente dal cockpit di un aereo caccia o nell'abitacolo di un aeromobile da trasporto.

Professionalità peculiari, quelle del personale del Centro, meglio conosciuto come "Troupe Azzurra", professionalità spesso accompagnate da una naturale propensione alla creatività, qualità quest'ultima che completa le caratteristiche degli appartenenti a questa squadra che lavora spesso dietro le quinte per realizzare prodotti che sono visti ed apprezzati all'esterno.

Spesso il materiale girato dal Centro Produzione Audiovisivi si può trovare sulle riviste specializzate e di settore, dallo scatto in volo al momento di vita quotidiana di uno specialista, sino ad arrivare a veri e propri reportage di operazioni nazionali ed internazionali.

Le immagini riportate sulle riviste, che a volte diamo per scontate, sono realizzate con impegno ed attenta preparazione professionale, i servizi fotografici e video sono sempre pianificati con accuratezza.

Tra i compiti del Centro c'è anche quello di custodire la cineteca e la fototeca storica della Forza Armata; una cineteca costituita da immagini che risalgono ai primi del novecento fino a quelle dei giorni nostri, documentazione che rappresenta un patrimonio di inestimabile valore storico e culturale e che il personale della Troupe Azzurra custodisce con estrema attenzione e con una particolare affezione.

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Un pò di storia

Le origini del volo e della fotografia sono quasi coincidenti e ancora di più lo sono i loro sviluppi tecnologici. Le prime riprese fotografiche in volo risalgono ai primi aerostati nel 1855-1858, quando a Parigi venne applicato un sistema che consentiva di realizzare fotografie dal pallone.

Nel nostro Paese, in campo militare, venne costituito a Roma nel 1896 il Servizio Aerofotografico Militare alle dipendenze del Servizio Aerostatico del Regio Esercito.

Prima ancora che in campo bellico, il connubio tra fotografia e volo ebbe sviluppi in campo civile con le mappature delle città di Roma e Venezia e il rilevamento del fiume Tevere che portò a conseguire la medaglia d'oro al I Congresso Fotogrammetrico Internazionale di Bruxelles. Successivamente, l'utilizzo della fotografia trovò ampio spazio in campo bellico nella Grande Guerra. Quando nel 1923 l'Aeronautica Militare (più correttamente Regia Aeronautica) venne costituita come Forza Armata autonoma alla pari di Esercito e Marina, ereditò le competenze nel campo della fotografia aerea ed inserì nei suoi quadri i fotografi.

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La Regia Aeronautica collaborò da subito con il glorioso Istituto Geografico Militare per la parte della aerofotogrammetria e con l'Istituto Luce, incaricato della produzione e diffusione dei cinegiornali, per la parte di documentazione a terra e in volo. Il primo vero banco di prova fu la campagna in Etiopia, dove, senza il supporto del mezzo aereo per la mappatura del territorio con la redazione in tempo reale di vere carte geografiche, l'esercito a terra non avrebbe potuto avanzare in territori praticamente inesplorati. Con la conclusione della II Guerra Mondiale, l'Aeronautica Militare subì un forte ridimensionamento fino a quando l'Italia non aderì al Patto Atlantico; a quel punto la Forza Armata e con esso il Servizio Fotografico fu "costretta" ad allinearsi alle altre Forze Aeree europee che, nel frattempo, avevano continuato il loro aggiornamento tecnico-professionale. L'occasione propizia capitò quando, nell'ambito del trattato Open Skies che consentiva la ricognizione reciproca nei territori del Patto Atlantico e del Patto di Varsavia (in piena guerra fredda), venne chiesto al Servizio Fotografico di dare una dimostrazione pratica delle proprie capacità. Nel frattempo, i compiti che venivano affidati al Laboratorio Fotocinematografico aumentavano, così come crescevano le esigenze degli organi di informazione fino al punto che, la Forza Armata decise di creare un Centro di Produzione Materiale per la Pubblica Informazione (1976) alle dipendenze dell'Ufficio Documentazione e Attività Promozionali dello Stato Maggiore dell'Aeronautica.

​I documentari illustrativi sull'attività dell'Arma Azzurra assumevano sempre più importanza e i materiali prodotti venivano messi sempre più spesso a disposizione di produttori privati. Questo comportava una sempre maggiore qualità dei prodotti e, di conseguenza, una differenziazione nei compiti e una crescita professionale degli operatori che sempre più spesso si vedevano in tutte le circostanze sia addestrative che di rappresentanza nei vari aeroporti d'Italia. Vennero costituiti due Laboratori separati, uno Fotografico e uno Cinematografico, sancendo così definitivamente le differenti destinazioni professionali. Nel 1977, durante le riprese del documentario "g acrobatico" sulle Frecce Tricolori, un giornalista "battezzò" gli operatori che aveva conosciuto nell'occasione "la Troupe Azzurra"; il nome piacque e da quel momento fu adottato quale identificativo del Gruppo.

Nel 1979 nasceva il Centro Produzione Audiovisivi dello Stato Maggiore dell'Aeronautica. Oggi si chiama Sezione Produzione Audiovisivi ed è suddiva in 4 Laboratori (Fotografico, Cinematografico, Multivisione e Video).

        

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