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60° Stormo, dove volano gli alianti
19/04/2017
Ufficio Generale del Capo di SMA

Il 60° Stormo nasce il 15 febbraio del 2015 a Guidonia Montecelio, sull'Aeroporto Alfredo Barbieri". La sua costituzione riapre la storica numerazione assegnata fino al 1993 alla 60ª Brigata Aerea di Amendola, sede della Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti.

Lo Stormo, alle  dipendenze del Comando Scuole A.M./3ª Regione Aerea, è così articolato: 

- Gruppo di Volo a Vela,

- Servizio Efficienza Aeromobili,

- Gruppo Servizio Tecnico Operativi,

- Gruppo Servizio Logistico Operativo,

-  Infermeria di Corpo,

- Servizio Amministrativo,

- Compagnia Protezione delle Forze.

 I compiti assegnati allo Stormo sono: 

  • fornire adeguato supporto logistico agli Enti e Reparti presenti sul sedime aeroportuale, quali la Scuola di Aerocooperazione, il Centro di Selezione, i Magazzini Centrali, la Sezione Calibrazione e nucleo Velivoli Storici;
  • svolgere i Corsi di Volo a Vela per gli allievi dei Corsi Normali dell'Accademia Aeronautica di Pozzuoli e della Scuola Militare "Giulio Douhet" di Firenze;
  • concorrere all'attività promozionale dell'immagine della Forza Armata, mediante lo svolgimento dei corsi di Cultura Aeronautica;
  • supportare l'attività di volo del Comando delle Scuole AM;
  • supportare il programma nazionale di addestramento per Forward Air Controller della Scuola di Aerocooperazione.

Il Gruppo Volo a Vela è composto da due Squadriglie, la 422ª e la 423ª, ed è a tutti gli effetti il "braccio" operativo dello Stormo, perché si occupa di tutte le attività inerenti al volo.

I Corsi di Cultura Aeronautica rientrano nel quadro delle attività informative ed orientative volte a diffondere la cultura aeronautica tra i giovani del Paese, predisposte dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica in accordo con il MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca). Tali corsi, interessano gli studenti delle scuole medie superiori in ambito nazionale.

In particolare il corso di Cultura Aeronautica si articola in due settimane e consiste in una fase teorica che prevede un ciclo di conferenze a carattere divulgativo riguardanti i principi del volo e il funzionamento dell'aeroplano, e una fase pratica che prevede un volo di ambientamento su velivolo a elica Siai S 208M pilotato da un istruttore di volo del 60° Stormo.

Il Corso di Abilitazione aliante è uno degli step previsti dal nuovo iter formativo per il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare per gli allievi piloti dell'Accademia Aeronautica.

L'attività di volo a favore degli allievi della Scuola Militare "Giulio Douhet" di Firenze, è effettuata in aderenza ai programmi previsti anche in ambito civile, consentendo ai frequentatori di acquisire il necessario "know how" per il conseguimento della licenza di pilota di aliante. I corsi di Volo a Vela per il personale navigante della Forza Armata, svolti lungo tutto l'arco dell'anno, prevedono livelli crescenti di istruzione e hanno lo scopo di creare una cultura volovelistica in seno alla Forza Armata.

L'aliante è inserito nell'iter addestrativo perché ritenuto molto formativo e introduttivo all'apprendimento della coordinazione in generale, in particolare sull'utilizzo dei comandi da parte dell'allievo.

L'attività di volo con aliante è effettuata con alianti Grob Twin Astir (alianti scuola biposto), Nimbus 4D e Nimbus 4DM (alianti biposto per competizioni volovelistiche classe "libera", di cui uno motorizzato) e LAK 17A (alianti monoposto per competizioni volovelistiche classe "15/18 metri").

Gli Istruttori del 60° Stormo danno un proprio apporto ai corsi JTAC/FAC (Joint Terminal Attack Controller/Forward Air Controller) organizzati dalla Scuola di Aerocooperazione sia nelle attività teoriche che in quelle pratiche.

L'attività di volo viene effettuata con aviogetto MB 339A/CD, velivoli ad elica S208/M, ed elicotteri NH 500/E. I piloti del centro sono abilitati su tutte le linee di volo e sono istruttori su alianti e su velivoli S208/M.

Ad oggi, il 60° Stormo, è l'unico Reparto della Forza Armata ad avere in dotazione l'aliante.

Cenni storici

L'aeroporto di Guidonia Montecelio intreccia le sue radici con quelle della stessa Aeronautica Militare. In previsione dell'intervento italiano nella prima grande guerra, infatti, furono istituite diverse Scuole di Volo una delle quali organizzata nel 1916 sull'attuale sedime nei pressi di Montecelio.

L'aeroporto, denominato "Campo di Aviazione di Montecelio" fu intitolato al Ten. Col. Piota Alfredo Barbieri caduto in combattimento in quell'anno. La scuola di volo si rivelò particolarmente vitale. Gli allievi stessi contribuirono alla sistemazione logistica costruendo alcuni edifici.

Al termine della guerra, anche l'aeroporto di Guidonia rispecchiava il triste stato di tutta l'Aeronautica di allora ma, come poi sarebbe successo anche in futuro, riuscì a resistere alla campagna dissolvitrice dovuta alla terribile congiuntura economica. Ancora una volta indissolubilmente legato alle sorti dell'Aeronautica stessa, nel 1923 l'Aeroporto di Montecelio iniziò una vera e propria rinascita con l'attività di sperimentazione.

Tra il 1925 ed il 1928 l'aeroporto assunse gli attuali connotati con l'innovativa pista di lancio in discesa (tutt'oggi proficuamente utilizzata) e delle altre strutture ancora adesso visibili se non addirittura, come abbiamo visto, impiegate. L'attività di sperimentazione abbracciava tutti i campi dell'Aviazione, dalla medicina ai record di velocità ed altezza passando per strumenti e motori.

In questo fervente clima di scienza, nel collaudo di un paracadute, perse  la vita il Gen. Alessandro Guidoni, fondatore e Capo del Genio Aeronautico, esperto pilota di idrovolanti. Era il 27 aprile del 1928. Il sacrificio del prode Aviatore fece sì che la cittadina sorta intorno all'Aeroporto fosse a lui intitolata prendendo, appunto, il nome di Guidonia.

All'interno dell'Aeroporto sono ancora visibili i resti di quello straordinario periodo di ingegno e sviluppo: la galleria idrodinamica, tra le più grandi e moderne lunga 500 mt ampliabile fino a 1500, con le rotaie livellate in modo da seguire la curvatura terrestre; impianto aerodinamico, 6 gallerie del vento 5 orizzontali e una verticale per lo studio della vite; galleria ultrasonica, la più avanzata, per potenza e dimensioni, e la migliore del mondo in quel periodo. Vi si poteva raggiungere la velocità di 2500 Km/h, in questo contesto si può affermare che le basi per il volo supersonico furono gettate proprio a Guidonia.

Fino al 1937 l'attività di sperimentazione proseguì con immutato slancio ed eccezionali risultati. Dopo le note vicende belliche relative al 2° conflitto mondiale, sull'Aeroporto di Guidonia operarono lo Stormo Notturno ed il 1° Stormo da bombardamento "Baltimore" che sull'aeroporto di effettuò intensa attività di addestramento. Dal 1° stormo Baltimore nel 1948 nacque il 3° Stormo poi 3° Aerobrigata mentre lo Stormo Notturno andò a ricostituire il 36° Stormo che assunse poi la denominazione di 36° Stormo Caccia su Gioia del Colle il 1° giugno del 1966.

Nei tempi più moderni l'Aeroporto di Guidonia è sede del Comando Generale delle Scuole, poi rinominato in Comando Scuole AM, della Scuola di Aerocooperazione, del Centro di Volo a Vela, del Centro di Selezione, dei Magazzini Centrali, della Sezione Calibrazione nonché del Nucleo Velivoli Storici. Il 1° luglio del 2008 il Comando Scuole A.M. si trasferisce a Bari.

La storia del Gruppo Volo a Vela ha radici molto lontane poiché erede della tradizione della Scuola di Pavullo nel Frignano fondata nel 1927. La costituzione vera e propria di reparti dedicati all'addestramento su alianti in seno all'Aeronautica Militare va sicuramente attribuita ad Adriano Mantelli (classe 1913) che nel 1951 costituisce il Centro Militare di Volo a Vela, dapprima sull'aeroporto dell'Urbe (Roma) e poi trasferendolo a Guidonia.

Il 28 marzo 2013, il Reparto, denominato nel 2011 Comando Aeroporto di Guidonia/Centro di Volo a Vela, assume denominazione di Comando Aeroporto/Gruppo di Volo a Vela di Guidonia, per diventare poi, nel 2015, 60° Stormo.

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