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Fucilieri dell'aria   ...mai più Kindu
22/11/2017
Ufficio Generale del Capo di SMA


Proteggere aerei, personale, basi e materiale dell'Aeronautica Militare, in Italia e all'estero è la missione dei Fucilieri dell'Aria, che da ormai 15 anni operano nelle fila del 16° Stormo "Protezione delle Forze" di Martina Franca e del 9° Stormo di Grazzanise.

Pronti a muovere con preavviso di poche ore, potreste incontrare i Fucilieri dell'Aria a bordo dei velivoli da trasporto dell'Aeronautica Militare diretti o di rientro dai Teatri Operativi, ma anche notarli a bordo di elicotteri impegnati in ricognizione di aree sensibili o, più semplicemente, vederli all'opera in zone che solo mezzi aerei possono raggiungere e lì potrebbe rendersi necessaria una cornice di sicurezza.

La fanteria dell'aria – come il Primo Ministro inglese Winston Churchill definì i fucilieri della Royal Air Force, quando ne dispose più di 70 anni fa l'istituzione, all'indomani della perdita dell'isola di Creta difesa da parte di forze dell'esercito – sono una realtà dell'Aeronautica Militare, consolidata e altamente operativa.

Ricostituiti per meglio rispondere all'esigenze aeronautiche delle moderne operazioni militari, recuperando l'esperienza della 2^ Guerra Mondiale del Battaglione Loreto, impegnato sul fronte nord africano per la presa o la riconquista dei campi d'aviazione nemici, i Fucilieri dell'Aria si sono guadagnati in pochi anni plausi e riconoscimenti, innanzitutto per il servizio di sicurezza a bordo degli aerei, più noto con il termine anglosassone "Air Marshall Security Service".

In operazioni all'estero, oggi squadre di Fucilieri dell'Aria assicurano questo servizio durante l'imbarco sui velivoli dell'Aeronautica Militare, a bordo, all'atterraggio e subito dopo nelle fasi di movimento negli aeroporti. Il loro operare qualificato conferisce un senso di sicurezza e di confidenza al personale sotto la loro protezione. Una funzione particolarmente apprezzata ad esempio nelle operazioni di rimpatrio di connazionali da aree di crisi, quando le inevitabili difficoltà e il comprensibile disagio di momenti talvolta concitati rendono più vulnerabili ai rischi. 

Di più, i Fucilieri difendono, proteggono e contrastano le minacce di medio/corto raggio degli aeroporti; all'estero anche nelle aree circostanti le basi aeree, in particolare lungo i sentieri di avvicinamento, atterraggio e decollo. Sono una importante risorsa specializzata del dominio aeroportuale, un deterrente contro potenziali aggressori, per la dottrina un assetto abilitante il Potere Aereo.

Nel tempo i fucilieri dell'aria hanno effettuato oltre 33.000 ore di volo per, in e da tutti i teatri dove hanno operato e operano le Forze Armate italiane. Ad Haiti durante le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto, come avviene in questi giorni per il sisma che ha colpito l'Iraq e l'Iran. In Africa operano dalla Libia alla Somalia e poi ancora a Gibuti, senza dimenticare le attività svolte in Gabon e Congo. In Afghanistan hanno assicurato la protezione della base aerea di Herat, la "base italiana" in quel Paese, per circa 10 anni continuativi. E in ultimo, solo in ordine di tempo, il considerevole contributo - tuttora in corso - alle operazioni di contrasto allo Stato Islamico. Nel complesso un impegno in 36 diverse missioni, 16 teatri operativi e per un totale di oltre 21.000 ore per la sicurezza degli aeromobili dell'Aeronautica Militare e di chi si trova a bordo.

Quale forza di sicurezza ad alta specializzazione aeronautica i Fucilieri dell'Aria hanno accresciuto le competenze specifiche indispensabili per abilitare il Potere Aereo nelle sue innumerevoli espressioni.


Nelle operazioni all'estero, ma anche in Patria quando esigenze di ordine pubblico lo richiedono in occasione di grandi eventi, i Fucilieri dell'Aria concorrono al dispositivo di difesa dello spazio aereo nazionale nel ruolo di Slow Mover Interceptor Operator a bordo di elicotteri della Forza Armata per intercettare e se necessario neutralizzare velivoli di piccole dimensioni o ultraleggeri. Inoltre, assicurano un indispensabile contributo per l'avvistamento di droni anche di piccolissime dimensioni, che volano a bassa velocità rendendo difficile l'acquisizione visiva anche grazie alla possibilità di occultarsi dietro ostacoli naturali ed edifici.

I Fucilieri dell'Aria hanno anche acquisito le capacità di Joint Terminal Attack Controller. Essi sono in grado di interagire con gli assetti aerei da combattimento in missioni di supporto ravvicinato alle truppe operanti sul terreno, come pure con le unità terrestri, per dirigere il supporto di fuoco a favore delle forze amiche in contesti di conflitto convenzionale o asimmetrico. Una professionalità in via di consolidamento per garantire massima efficacia al potere aereo perseguendo, sempre e comunque, l'obiettivo "zero danni collaterali".

Per assicurare efficacia all'azione specifica dal cielo della Forza Armata nei confronti di aeroporti o zone aeroportuali in situazione di crisi, i Fucilieri dell'Aria hanno acquisito oggi anche la capacità di aviolancio grazie al trasferimento di conoscenze da parte dei paracadutisti delle altre Forze Armate, in particolare della Brigata Paracadutisti Folgore dell'Esercito. In alcuni casi a questa capacità è anche associata quella di aviorifornitore per rispondere alle intuibili necessità operative quando si opera in basi semi preparate o come si usa dire fuori campo. 

Significative sono anche l'integrazione e interoperabilità che i Fucilieri dell'aria hanno sviluppato con le forze analoghe delle altre Forze Armate, in particolare i Fucilieri di Marina della Brigata San Marco, grazie ai quali il progetto dei fucilieri dell'aeronautica Militare ha potuto svilupparsi inizialmente.

Intense e continue le attività addestrative con gli incursori del 17° Stormo e le componenti di volo del 15° Stormo di Cervia e della 46^ Brigata Aerea di Pisa che quali componente di volo sono oggi con i Fucilieri un binomio sempre più inscindibile.

Oggi dove un velivolo o un elicottero dell'Aeronautica Militare viene impiegato in un contesto operativo caratterizzato da minaccia o rischio effettivo, i Fucilieri dell'Aria sono pronti ad assicurarne, a bordo e/o a terra, la protezione dell'assetto, dell'equipaggio e del relativo materiale, integrando le forze di sicurezza in loco presenti. Il tutto quale componente ad alta specializzazione, modulabile, ovunque il Paese lo richieda al fine di garantire il continuo delle Operazioni Aeree.

In volo il Fuciliere dell'Aria è parte dell'equipaggio e con esso lavora silenziosamente per proteggerlo e scongiurare un'altra Kindu.


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