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Un volo di 55.000 km
06/11/2020
Ufficio Generale del Capo di SMA

Tutto ebbe inizio nel 1924 quando Francesco De Pinedo, dopo le due crociere "Brindisi-Istanbul-Brindisi" e "Sesto Calende-Olanda-Roma", decise di compiere la prima grande trasvolata intercontinentale.

Il giovane ufficiale prese spunto dall'impresa compiuta nel 1920 da Arturo Ferrarin e Guido Masiero, che raggiunsero Tokyo per via aerea partendo da Roma, per organizzare una trasvolata ben più impegnativa. Il progetto di massima venne preparato alla fine di dicembre 1924, periodo in cui De Pinedo ricopriva la carica di Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Regia Aeronautica.

Con questa impresa, il pilota si proponeva di dimostrare che un idrovolante potesse viaggiare per il mondo contando solo sulle risorse locali; pertanto il percorso da compiere doveva essere di notevole lunghezza. Infatti, il progetto risultò di 55.000 km, pari a quasi una volta e mezzo la lunghezza dell'equatore terrestre, e di 12.000 km in più del massimo percorso fino ad allora eseguito in volo, ossia il giro del mondo compiuto dai valorosi aviatori americani, per un totale di 43.000 km.

L'itinerario intersecava quattro volte il Tropico del Cancro e due volte quello del Capricorno e si svolgeva dall'Italia all'Australia con ritorno attraverso il Giappone, disegnando un triangolo i cui vertici erano Roma, Melbourne e Tokyo.

Il progetto venne presentato il giorno di capodanno del 1925 e approvato; ma successivamente, per ragioni finanziarie, venne sospeso. Per eliminare ogni difficoltà, Francesco De Pinedo rilasciò una dichiarazione in cui poneva a proprio carico (o a carico dei propri eredi in caso di incidenti) il costo dell'apparecchio. E fu così che l'Alto Commissario dell'Aeronautica, Benito Mussolini, autorizzò definitivamente la ripresa degli studi e l'inizio dei preparativi della crociera lunga 55.000 km.

Finalmente il 20 aprile 1925, il pilota Francesco De Pinedo, con il motorista Ernesto Campanelli, a bordo di un idrovolante SIAI S.16 ter, battezzato "Gennariello" dal nome del santo protettore di Napoli, partì da Sesto Calende e arrivò a Melbourne il 9 giugno, dopo 23.500 chilometri di volo. Successivamente, il percorso di 13.500 km da Melbourne a Tokyo si concluse il 26 settembre. Ripartiti da Tokyo il 17 ottobre, De Pinedo e Campanelli coprirono in 20 giorni i 18.000 chilometri del volo di ritorno, arrivando il 7 novembre a Roma.

Alle ore 15.00 l'idrovolante "Gennariello" ammarrò sul fiume Tevere, all'altezza di Ponte Ripetta, acclamato da un'immensa moltitudine che si affollava sui ponti e i parapetti come sulle scale di un antico circo Romano.

I due aviatori conclusero così un'impresa eccezionale per quei tempi, volando per 370 ore su tre continenti, percorrendo 55.000 km prevalentemente sul mare o seguendo il corso di grandi fiumi.

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