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Aeronautica Militare
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La Festa della Repubblica
02/06/2017
Ufficio Generale del Capo di SMA

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Informazioni dettagliate, storia, simboli, immagini, video, sono disponibili sul portale del Ministero della Difesa

Segui la diretta streaming della cerimonia su WebTV Difesa  

Con il referendum del 2 giugno 1946, per volontà del popolo italiano, nasce la Repubblica Italiana e con essa tutte le Istituzioni dello Stato assumono un nuovo nome. La Regia Aeronautica delle grandi imprese aviatorie, delle crociere, delle trasvolate atlantiche, dei primati di velocità e di altezza e della Coppa Schneider chiudeva definitivamente le ali. Nata il 28 marzo 1923 a seguito di un Regio Decreto, dopo 23 anni le veniva conferito un nuovo nome e una nuova bandiera.

Tutto ha origine dalla rovinosa uscita del Paese dalla Seconda Guerra Mondiale. Il Regno d'Italia era entrato in guerra il 10 giugno 1940. Su tutto il territorio dell'Impero, come allora veniva chiamato il dominio coloniale italiano dopo la conquista dell'Etiopia, erano dislocati vari contingenti militari italiani, tra cui quelli dell'aviazione.

L'Italia come potenza dell'Asse, schierata con la Germania del Terzo Reich, si trova a fronteggiare gli Alleati anglo-americani sia sul territorio nazionale,  sia nel Mediterraneo che nelle colonie.

Il Paese subisce gravissimi attacchi militari, molti dei quali soprattutto dal cielo. Uno dei più significativi avviene la mattina del 19 luglio 1943. Quella mattina Roma è bersaglio del più massiccio bombardamento che la Capitale ricordi. 930 aerei americani, di cui 662 bombardieri e 268 caccia sganciarono sulla Città Eterna oltre 4.000 bombe, più di 1.000 tonnellate, causando 3.000 morti e 11.000 feriti.

Il quadro drammatico delineò subito un'instabilità politica che portò alla caduta del regime e alla firma dell'armistizio l'8 settembre "riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria" come dirà il Maresciallo Badoglio nel suo messaggio radiofonico alla nazione.

A questo punto l'Italia si spacca letteralmente in due. Da una parte quelli che restano fedeli al Re che nel frattempo era fuggito a Brindisi, in terre più sicure già liberate dagli anglo-americani, e dove proseguiva la continuità dello Stato legittimo con la denominazione di "Regno d'Italia", dall'altra parte la Repubblica Sociale Italiana totalmente invasa dalle forze di occupazione naziste fino a Napoli. Nell'estate del 1943 la stessa Accademia Aeronautica, che si era trasferita da Caserta a Forlì, verrà trasferita nell'ottobre dello stesso anno  presso il Collegio Navale di Brindisi con i corsi Zodiaco, Aquila II, con soli 45 allievi, e Borea II con i 27 allievi che raggiungeranno Brindisi in un secondo momento per iniziare l'anno accademico 1944-45 nella speranza di poter ricominciare la ricostruzione del Paese anche dagli istituti di formazione dell'Aeronautica.

In questa spaccatura si divide pertanto anche l'aviazione italiana. Saranno poco più di 200 i velivoli che raggiungeranno il sud Italia e 2.000 i militari dell'aviazione. Una guerra lunga 59 mesi lascerà la Forza Armata con "esigue unità" come la definì il Generale Ajmone-Cat, nuovo Capo di Stato Maggiore nel 1945. Nonostante i 20 mesi di cobelligeranza, l'Italia al termine del conflitto sarà ugualmente considerata un paese nemico e sconfitto. Bisognerà attendere almeno il 1° gennaio 1946 per il ritiro del governo militare alleato da tutto il territorio nazionale e per la ripresa di un controllo autonomo del nostro territorio.

La questione istituzionale intanto preme e il 2 giugno 1946 il Paese va alle urne: l'Italia diventa una Repubblica.

Ma il cambiamento epocale non renderà meno mite il trattato di pace di Parigi firmato il 10 febbraio 1947 che ci obbliga drasticamente a ridurre le risorse nella difesa.

La Regia Aeronautica, che da questo momento in poi assumerà il nome di Aeronautica Militare, sarà quindi autorizzata ad avere non oltre 25.000 uomini, 350 aerei di cui solo 200 armati per il combattimento e la ricognizione e in gran parte di fabbricazione alleata, perdendo molte di quelle capacità produttive e industriali che ci avevano fatto primeggiare per anni in campo aeronautico.

Intanto il 16 febbraio 1947 nell'Accademia Aeronautica, oramai a Nisida (NA), gli allievi giurano fedeltà alla Repubblica e nell'ottobre dello stesso anno verrà sostituita anche la vecchia Bandiera di Guerra con quella nuova e repubblicana priva dello scudo sabaudo. Sarà proprio durante il 1947 che i reparti della neonata Aeronautica Militare cominceranno a ridistribuirsi su tutto il territorio nazionale.
L'ingresso dell'Italia nella NATO nel 1949 e successivamente nell'ONU nel 1955 porteranno giovamenti alle condizioni del sistema di difesa di cui il Paese potrà disporre.
Da qui la ripresa militare della nazione in un contesto internazionale che vedrà l'impegno dell'Italia per il bene comune ed il mantenimento della pace che non verrà mai meno negli anni a venire.

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