Ignora comandi barra multifunzione
Torna a contenuto principale
Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Macchi M-67
Macchi M-67

​Dopo la cocente delusione sofferta nell'edizione della Coppa Schneider del 1927 a Venezia, vinta dagli inglesi con un Supermarine S.5, gli italiani sognavano la rivincita con una vittoria clamorosa proprio in Inghilterra, nell'edizione di Calshot del 1929. Per raggiungere questo obiettivo ben quattro case costruttrici si cimentarono nella realizzazione di potenti ed innovativi idrocorsa: la Piaggio che realizzò il rivoluzionario PC.7 (progetto dell'ing. Pegna), un idrovolante senza scafi con due sottili pinne immerse, un'elica trattiva per il volo ed una marina per permettere il distacco dall'acqua; la SIAI che propose l' S.65, un bimotore progettato dall'ing. Marchetti; la Fiat realizzò il C.29, progettato dall'ing. Rosatelli; la Macchi realizzò l' M.67, un vero purosangue dalle linee affilate e con un motore potente progettato dall'ing. Castoldi sulla scia dei precedenti idrocorsa, che già avevano ben figurato nelle precedenti edizioni della Coppa. Tra questi proprio l' M.67 fu l'unico idrovolante di ultima generazione in grado di partecipare alla gara di Calshot del 1929, anche se la morte del pilota collaudatore Motta, ai comandi dell'unico l'esemplare pronto per la gara, a pochi giorni dalla stessa mandò subito deluse le aspettative di vittoria della squadra italiana. Nel corso della competizione gli altri due esemplari di M.67, pilotati da Cadringher e Monti, furono costretti a ritirarsi per gravi problemi tecnici.

Questo sito utilizza cookie tecnici e analitici, anche di terze parti, per migliorare i servizi.

Se vuoi saperne di più clicca qui. Continuando la navigazione accetterai automaticamente l’utilizzo dei cookie.