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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Lohner L-127
Lohner L-127

​Il Lohner “L.127” appartiene ad un lotto di 24 apparecchi modello “TI” costruiti dalla Ungarische Flugzeugwerke A.G. (U.F.A.G.) di Budapest-Albertfalva su licenza della ditta JACOB LOHNER & CO. di Vienna-Florisdorf. Derivato da precedenti esperienze costruttive, il Lohner tipo “L” (denominazione militare) è un idrovolante a scafo ligneo e cellula biplana. Le ali hanno struttura in legno con rivestimento in tela, i piani di coda sono tubi metallici rivestiti in legno; un castello centrale in tubi sorregge il motore RAPP da 150 cavalli a sei cilindri in linea, raffreddato a liquido, con il radiatore frontale e l'elica posteriore spingente. Questo idrovolante fu prodotto sino al Settembre del 1916 in 93 esemplari per essere impiegato nei ruoli di ricognitore e bombardiere. Nel corso del 1917, a seguito della produzione dei nuovi modelli di tipo “K”, la serie “L” fu relegata all'impiego addestrativo.

​L'esemplare esposto, L.127, fu consegnato all'Imperiale Regia Marina nel Giugno del 1916 e partecipò sino a tutto il 1917 a missioni di bombardamento contro obiettivi Italiani. Di base a Lussino, dove veniva impiegato per la sorveglianza delle coste Dalmate, all'alba del 3 Giugno del 1918 due matrosen (marò) di origine italiana, decisi a disertare, lo trafugarono e attraversato in volo l'Adriatico ammararono nelle acque antistanti Fano; avvistato dal personale del 2° Treno Armato, fu identificato e catturato insieme all'equipaggio. Nelle ore successive dalla Stazione Idrovolanti di Ancona furono inviati sul posto, con un idrovolante FBA, due piloti, il Tenente di Vascello Aldo Pellegrini ed il S.Tenente di Vascello Alberto Briganti, con il compito di recuperare il velivolo. Il Lohner “L.127” trascorse il resto della guerra negli hangar di Ancona. Nel 1988, dopo alterne vicende ed una serie di laboriosi restauri, questo magnifico idrovolante fu definitivamente trasferito al Museo Storico di Vigna di Valle ed ivi esposto come unico esemplare al mondo.

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