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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Con umiltà riconquistiamo il cielo

Terminata la guerra, l'Aeronautica Militare deve affrontare i diversi problemi della ricostruzione con le "esigue unità rimaste", ovvero con i reparti che, riuniti fin dal 15 ottobre 1943 nell'Unità aerea, rappresentano tutto il potenziale aeronautico della Nazione. L'Italia, infatti, deve fronteggiare problemi fondamentali per la vita e lo sviluppo del paese, tra cui non solo la riparazione dei danni di guerra e la ripresa economica, ma anche il recupero di un ruolo internazionale, compresa la ristrutturazione delle FF.AA: infatti nel 1946 la Regia Aeronautica lascia il posto all'Aeronautica Militare.

Il Trattato di Pace del 1947 introduce clausole limitative che, per l'Aeronautica Militare, consistono, tra l'altro, nel divieto di costituire nuove basi in Puglia, Sicilia e Sardegna e nell'autorizzazione a disporre di un totale di non più di 350 aeroplani, di cui 200 da caccia e da ricognizione ed il resto per il trasporto, l'addestramento, il soccorso e il collegamento.

Il 02 febbraio 1947 i Ministeri di Guerra, Marina e Aeronautica sono raggrupppati in un unico dicastero con al vertice Luigi Gasparotto, primo Ministro della Difesa. In questo quadro il Capo di SMA., Gen. Mario Ajmone Cat, ricostruisce, intorno ai pochi mezzi e alle infrastutture esistenti, una nuova Forza Armata; infatti già nel corso del 1947 i Reparti dell'Aeronautica Militare tornano a distribuirsi su tutto il territorio nazionale, ormai progressivamente liberato dalla presenza alleata. 

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