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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Si entra in guerra

Alla vigilia del secondo conflitto mondiale, le forze aeree della Regia Aeronautica (R.A.) sono suddivise in Armata Aerea e in Aviazioni ausiliarie per il Regio Esercito e per la Regia Marina.

L'Armata Aerea è organizzata (Piano di Radunata 12) in 1^, 2^ e 3^ Squadra Aerea, 4^ Zona Aerea Territoriale, Aeronautica della Sardegna, Aeronautica dell'Albania, Aeronautica della Libia, Aeronautica dell'Egeo e Aeronautica dell'Africa Orientale Italiana (A.O.I.). Vista la volontà della Jugoslavia di non partecipare al conflitto al fianco di Inghilterra e Francia, lo Stato Maggiore della R.A. decise di rafforzare lo schieramento delle forze aeree al Sud: Sicilia, Sardegna e Libia. Più delle altre forze armate, la R.A. inizia a combattere con notevoli limiti di sviluppo che riguardano sia i mezzi che i concetti operativi: le guerre di Etiopia e Spagna avevano dato la facile illusione di possedere una forza aerea potente, che non necessitava di ulteriori sviluppi, e non rappresentarono, purtroppo, un momento di riflessione e di  analisi per potenziare e perfezionare linee di volo e dottrine per future esigenze. Furono lasciati ampi margini alle aviazioni ausiliare, specie a quella del Regio Esercito, e si continuò a considerare l'Aeronautica una forza preminentemente difensiva. Infatti, lo Stato Maggiore Generale (S.M.G.), dove la R.A. era poco rappresentata (il grado più elevato non fu mai più alto di quello di colonnello), partiva dal presupposto di una guerra futura esclusivamente terrestre, contro potenze continentali confinanti.


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