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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
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LA RICOGNIZIONE AEREA
1915 - 1918
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L'occhio dal cielo diventa mobile

L'osservazione aerea è stata indubbiamente una delle maggiori e più importanti rivelazioni della guerra.

Inizialemente gli aeroplani per il servizio da ricognizione presentavano delle deficienze : dal Parasol-Macchi al Pomilio, al Sia 7 B, salvo il Saml, ma un ottimo apparecchio veramente arrivò al fronte solo l'ultimo anno di guerra con la serie dei monoposti SVA, dominatori della ricognizione strategica, e, purtroppo solo in pochissimi esem­plari, con gli apparecchi SVA biposti. La scarsità di apparecchi non rese possibile la realizzazione dei reparti per fanteria e cavalleria, nel numero che sarebbe stato necessario per una più completa e più superba affermazione di questi due speciali servizi aerei preziosissimi e, in date situa­zioni della guerra di movimento, indispensabili.

Nelle fasi di movimento del grande conflitto, l'immensità delle masse componenti gli eserciti in lotta, la vastità delle zone di operazioni, la loro profondità, l'imponenza degli spostamenti, la potenza delle armi moderne, tolsero alla cavalleria il compito dell'esplorazione lontana, affidandola al nuovo mezzo esplora­tivo : l'aeroplano.

La potente capacità dell'occhio alato, attivo nella ricerca, sicuro nella scoperta, che arrivava rapido, improvviso sulle truppe in marcia, sugli accantonamenti, sui centri di rifornimento, sulle stazioni ferroviarie, costrinse a limitazioni sempre maggiori nei movimenti diurni, riservandoli alle ore notturne. L'intensificarsi delle esplorazioni aeree nel campo strategico, mezzo di controllo delle notizie pervenute da tutte le altre fonti, diede ai comandi, la possibilità di eseguire la manovra sulle informazioni ben più sicura che se compiuta per ipotesi o per intuito.

Nella fase di stabilizzazione dei fronti, con gli avversari nascosti nelle profonde trincee e nelle caverne, col duplice, triplice ordine di reticolati, coi movimenti svolgentisi nel groviglio dei cammi­namenti, l'osservazione aerea era l'unico mezzo di precisa sco­perta e di esatta individuazione.

I sistematici rilevamenti fotografici, sottoponenti tutta la fascia delle difese ad un'analisi minuziosa, come un preparato sotto la lente del microscopio, davano modo ai comandi di seguire i lavori e di avere i dati per la individuazione dei bersagli.

La preparazione e lo sviluppo di ogni battaglia hanno avuto, od avrebbero dovuto avere, nella esplorazione aerea e nel conse­guente documento fotografico, il mezzo informativo più esatto. La saggia e completa consultazione di esso ha sempre reso noti­zie di incalcolabile valore per il successo dell'azione come, ad esempio, durante l'offensiva dell'agosto 1917, con l'ausilio delle fotografie aeree fu possibile bloccare entro le capaci caverne del S. Michele intere unità austriache.

Il progresso della ricognizione aerea portò alla necessità del ma­scheramento alla visione dall'alto, ed alla creazione di falsi lavori per ingannare il nemico. Ebbe così origine tutta un'arte basata sull'astuzia, sul mimetismo delle forme e dei colori, per celare all'osservazione aerea i lavori militari.

Questi accorgimenti ebbero più larga applicazione presso il ne­mico che presso di noi : ad esempio talvolta non si maschera­vano razionalmente, o si mascheravano solo a lavori ultimati, appostamenti di artiglierie che l'occhio alato nemico aveva in­tanto potuto seguire da alte quote, giorno per giorno. Ma il miglior mezzo di difesa contro l'esplorazione aerea fu la conquista del dominio dell'aria. Questa conquista impossibile a realizzarsi in estensione di spazio e di tempo, fu raggiunta, per alcune giornate e su ristretti tratti di fronte, durante determi­nate operazioni di guerra. La nostra padronanza del cielo nelle giornate delle battaglie del Piave e di Vittorio Veneto, fu fattore determinante di successo per l'assoluta cecità dell'avversario, per la conseguente imprecisione dei suoi tiri e per la possibilità delle nostre artiglierie di effettuare la loro intensa attività senza essere scoperte e battute.

La costanza e la passione degli aviatori esplicate nella loro opera di persuasione e di propaganda, la ricchezza e la precisione delle notizie, l'utilità del controllo fotografico delle informazioni o dei tiri, convinsero, poco a poco, i Comandi sulle possibilità del­l'osservazione aerea, sicché essa riuscì, se non ovunque ed in modo completo, certo con la maggioranza dei Comandi, ad im­porsi per il suo giusto valore e ad essere creduta, considerata e richiesta.

L'aviazione d'artiglieria col suo operoso, instancabile, metodico lavoro, riuscì ad assolvere quotidianamente il compito della ri­cerca degli obbiettivi e fornì agli Uffici Informazioni i documenti base per la compilazione delle carte della sistemazione difensiva del nemico ed ai Comandi d'artiglieria gli elementi per la deter­minazione dello schieramento dell'artiglieria avversaria. Perfezionati i mezzi di comunicazione fra aereo e suolo, adottati metodi rapidi per la localizzazione dei colpi e la condotta di tiro, realizzato l'affiatamento fra aviatori ed artiglieri, l'osserva­zione dei tiri di smonto e di neutralizzazione divenne, specie sul fronte del Piave, lavoro quotidiano ricco di risultati tangibili. Prove inconfutabili del lavoro scrupoloso delle ali in servizio per l'artiglieria emersero nei controlli effettuati sul Carso, sull'alto­piano di Asiago, e sui fronti di Gorizia e Plava, del Grappa e del Piave, dopo operazioni vittoriose che portarono all'avanza­mento delle nostre linee sul terreno conquistato. Comandi di artiglieria e Comandi di aviazione, effettuarono la ricerca dei bersagli rilevati e battuti per verificare la esattezza della indivi­duazione e segnalazione fatta dagli aerei e dei risultati dei nostri tiri quali erano stati segnalati dagli osservatori dall'aeroplano. Questi controlli sul terreno costituirono una delle più grandi sod­disfazioni dell'aviazione d'artiglieria.

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