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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Libia
1903 - 1914
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Il primo utilizzo bellico della forza aerea

Settembre 1911: Libia, primato nell'intervento aereo in guerra

Il 28 settembre 1911, l'ordine "Riservatissimo" del Comando Battaglione Specialisti dispone che il dipendente Reparto Avia­zione fornisca una "Flottiglia Aeroplani" al Corpo d'Armata speciale da mobilitarsi in zone pianeggianti d'oltre mare in Libia. Il giorno dopo la diramazione dell'Ordine, il comandante del Reparto Aviazione, ten. col. Vittorio Cordero di Montezemolo, assegna alla richiesta Flottiglia Aero­plani i seguenti cinque piloti, forniti di brevetto superiore: cap. Carlo Piazza, comandante della Flot­tiglia, cap. Riccardo Moizo, ten. Leopoldo De Rada, s.ten. vasc. Ugo De Rossi, s.ten. compl. Giulio Gavotti. La forza della Flottiglia consisteva in nove aeroplani, e precisa­mente due Blériot, tre Nieuport, due Farman e due Etrich Taube, tutti equipaggiati con motore da 50 CV e muniti ciascuno del proprio hangar. Il primo volo di guerra nel mondo vede protagonista il comandante della Flottiglia Aviatori, capitano Carlo Piazza che, levatosi in volo alle 6.19, col Blériot, nota subito, lungo la strada che conduce ad Azizia (a 6-8 km da Tripoli), alcuni accampamenti nemici.

1 Novembre 1911: I primi lanci di bombe

L'idea di lanciare bombe dall'aeroplano sorgse spontanea nei nostri aviatori fin dai primi voli sopra il nemico. Le prime bombe disponibili per tale impiego sono le Cipel­li, poco più grandi di un'arancia (dal peso di 2 kg) e lanciate con una mano dopo averne tolto la sicura, strappata tal­volta con i denti, per non abbandonare il pilotaggio del velivolo. Il 1° novembre Gavotti lancia una bomba su Ain Zara e tre nell'oasi di Tagiura. Si realizza in tal modo per la prima volta il concetto del bombardamento aereo. 

4 marzo 1912: I primi voli notturni

Il 4 marzo il cap. Piazza e il ten. Gavotti, approfittando della luna quasi piena, eseguono una prova ciascuno di volo notturno della durata di mezz'ora. 

17 agosto 1912: Il primo aviatore ferito

Il 31 gennaio 1912, il cap. Montù, osservatore a bordo di un Farman, è colpito dalla fucileria nemica, risultando così il primo aviatore ferito in volo dal fuoco nemico.

25 agosto 1912: Il primo caduto

Il 25 agosto 1912 si ha la prima vittima dell'aviazione in guerra: il pilota s.ten. di cavalleria Piero Manzini, partito per eseguire una ricognizione fotografica sul nemico e  caduto tragicamente in mare.

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