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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Delagrange
1903 - 1914
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Il precursore in Italia

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L'idea di iniziare in Italia esperimenti pratici di volo sorse in un gruppo di uomini di fervido entusiasmo e di sicura fede, con a capo l'on. ing. Carlo Montò, durante i primi successi riportati in Francia da Leone Delagrange, pioniere, fra i primissimi nel mondo, del volo.

Nel marzo del 1908, questo gruppo, del quale facevano parte il dott. Aldo Weillschott, il dott. Francesco Guastalla, l'avv. Cesare Goria-Gatti, il cav. Ernesto Cavalchini, si costituiva in Comi­tato presieduto dall'on. ing. Montò e partiva per Mourmelon le Grand per proporre a Delagrange di voler effettuare in Italia i suoi importanti esperimenti, ognuno dei quali doveva essere conside­rato come una piccola tappa verso la risoluzione definitiva.

Gli accordi furono conclusi e Delagrange venne in Italia, dove si organizzarono manifestazioni aviatorie, e precisamente a Roma, Milano e Torino: le primissime del genere anche per l'Europa.

Quando si diffuse la notizia della venuta di Delagrange per eseguire le sue esperienze di aviazione, non pochi erano coloro che ignoravano la differenza che passa fra un pallone e un aeroplano.

Quello stesso pubblico, che era così poco informato delle più elementari nozioni di aviazione, fu spettatore degli esperimenti e si ritenne in diritto, anzi, in dovere, di commentare, giu­dicare e criticare.

Delagrange aveva allora 35 anni. Era nato ad Orleans il 13 marzo 1873 ed era un  giovane eclettico pieno di ardore ed entusiasmo, scultore di buona fama e brillante scrittore.

DELAGRANGE A ROMA

Delagrange giunse a Roma il 15 maggio 1908, insieme all'ing. Clovis Thouvenot della casa Fratelli Voisin di Parigi.

La capitale era stata tappezzata da innumerevoli manifesti multicolori, dai titoli roboanti "Delagrange volerà!" e "Oggi si vola!".

L'aeroplano di Delagrange era un tipo Voisin del peso complessivo di 550 kg, munito di un motore Antoinette 50 CV a otto cilindri a raffreddamento ad acqua del peso di 150 KG.

Il ciclo delle manifestazioni pubbliche cominciò il 24 maggio 1908. Il giorno prima Delagrange aveva compiuto delle prove in linea retta senza tentare di alzarsi.

Nella Piazza d'Armi di Roma era convenuta un'immensa folla. Il tempo era sfavorevole, piovigginava. Purtroppo, nonostante numerosi tentativi di alzarsi dal suolo, Delagrange non riuscì nell'intento! Solo nell'ultimo tentativo Delagrange si alzò ad altezza appena percettibile da terra, e riuscì così a percor­rere in volo la distanza di 1.800 m.

Ma l'enorme folla, già presa dall'impazienza, dalla delusione, incominciò a protestare rumo­rosamente.

Il 26 maggio Delagrange ripete la prova e a pochissima altezza riesce a compiere un volo di circa due km.

Il 28 maggio si eleva di due o tre metri dal suolo compiendo tre voli, due dei quali di oltre due km.

Il 30 maggio l'esperimento riesce più felicemente: Delagrange compie per sette volte il giro della Piazza d'Armi all'altezza di due-tre metri, per un tempo ufficialmente controllato di 13 minuti e 25 secondi, percorrendo 12 km e 750 m.

Conquistava così a Roma il primato europeo di volo per durata e distanza.

Il Re, che aveva assistito con vivissimo interesse, in piedi vicino alle tribune, allo svolgimento di questa meravigliosa prova, porgeva all'aviatore le sue congratulazioni, e la grande folla romana si ricredeva e tributava a Delagrange una vibrante ovazione.

Il 1° giugno, alla  presenza della Regina Margherita, si chiudeva la serie degli esperimenti romani.

DELAGRANGE A MILANO

I primi esperimenti di Delagrange a Milano ebbero luogo giovedì 1° giugno; purtroppo dopo una prima prova andarono falliti, non per colpa dell'aviatore o dell'aeroplano, ma del motore.

Le note dell'epoca narrano di un magnifico sole che splendeva sulla vasta Piazza d'Armi. Le tribune erano gremitissime di pubblico di tutti i ceti. Alle 17.25 l'aeroplano, tratto dai meccanici dall'aviorimessa, veniva portato davanti alle tribune. Alle 17.35 Delagrange iniziava le sue evoluzioni.

All'improvviso, quando più acuta e viva era l'attesa degli spettatori, il motore bruscamente s'inchiodava.

I meccanici accorsero in aiuto, lavorarono alla riparazione del motore, che già dal giorno prima aveva dato segni di possibili guasti. Dopo circa un quarto d'ora Delagrange ripartiva, ma l'elica, turbinando, mostrava di non funzionare regolarmente.

L'aeroplano compiva, librandosi a un'altezza di circa un metro, un mezzo giro della Piazza d'Armi per poi fermarsi di nuovo.

Quando l'ing. Raffaele Voisin, che era venuto a Milano a raggiungere l'amico, tornò dopo aver visionato la macchina, portò al pubblico una sconfortante notizia: l'asse del motore si era irrepara­bilmente guastato, causando la rottura del "carter".

Frattanto Delagrange, seccatissimo, "masticava" rabbiosamente una sigaretta, mentre l'ing. Voisin imprecava contro la sfortuna che perseguitava gli audaci tentativi del caro amico.

Il Comitato organizzatore dispose subito affinché un meccanico si recasse a Parigi a recuperare un nuovo motore.

Il 22 giugno, nella prova di collaudo del nuovo motore, Delagrange compiva un volo di 13,30 minuti su un percorso di circa 15 km, superando i suoi precedenti primati.

Il sindaco di Milano, il marchese Ettore Ponti, dopo tale prova, offriva una Coppa e un premio di 10.000 lire all'aviatore che, in esperimento pubblico, compisse un volo della durata di 15 minuti.

Il 23 giugno, verso sera, Delagrange effettuava dieci volte il giro della Piazza d'Armi coprendo, in due riprese, oltre 17 chilometri ed 800 metri in un totale di 18 minuti e 30 secondi.

Disgraziatamente egli non poté aggiudicarsi il premio del "quarto d'ora" stabilito dal sin­daco di Milano, al quale tanto ambiva, perché avendo sfiorato il terreno, come la Commissione ebbe a constatare e Delagrange stesso riconoscere, nel volo prudentemente tenuto basso, gli venne calcolato soltanto un tempo di minuti 11'27" e 1/5.

I voli di Milano erano finiti con vivo dispiacere di Delagrange che avrebbe voluto ritentare la prova.

DELAGRANGE A TORINO

Il debutto di Delagrange a Torino fu alquanto laborioso. Tuttavia egli poté offrire al pub­blico torinese alcuni interessanti tentativi di volo.

L'8 ​luglio, in uno dei suoi primi lanci, riusciva a compiere un piccolo volo di circa 250 metri a pochissima altezza, portando come passeggero la signora Teresa Peltier: la prima donna nel mondo che abbia volato su aeroplano a motore.

Verso le ore 20 effettuava un lungo volo di sei giri della Piazza d'Armi, restando in aria ben 7-8 minuti a un'altezza fra uno e tre metri. Dovette scendere per mancanza di benzina. I nu­merosi presenti lo accolsero con una clamorosa dimostrazione di simpatia.

Il 9 luglio effettuava diversi distacchi da terra. In un volo di oltre 300 metri portava a bordo l'ing. Montù che, per la storia, resta il primo italiano che abbia volato su aeroplano a mo­tore come passeggero.

Ma nelle prove successive la fortuna lo abbandonò riuscendo com­piere solo qualche breve salterello, fra l'indifferenza del numerosissimo pubblico insoddisfatto.

L'ultima esperienza, poi, riuscì infelicissima: Delagrange andava a impigliarsi, con l'apparecchio, nei rami di una pianta del viale della Piazza d'Armi.

Anche se questi primi esperimenti in Italia non ebbero sempre successo, resteranno comunque una brillantissima pagina nella storia dell'aviazione.

Dal punto di vista finanziario l'impresa Delagrange fu un vero disastro.

La grande massa del pubblico rimase ancora perplessa e dubitosa,​ ​ma co­loro che assistettero alle esperienze di Delagrange, anche i più scettici, riportarono la convinzione che l'umanità si trovava finalmente molto prossima alla risoluzione della navigazione aerea con un mezzo più pesante dell'aria.

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