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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
L'arboreto dell'Istituto

L'arboreto delle Cascine rappresenta una preziosa collezione dendrologica di notevole interesse scientifico e didattico meritevole di una maggiore considerazione da parte di tutti gli Enti coinvolti nella sua gestione sia per la presenza di numerosi e rari taxa appartenenti a tutti i continenti, sia per la notevole importanza didattica, data la sua ubicazione in prossimità del centro di Firenze e della Facoltà di Agraria e Scienze Forestali. 
Le principali notizie storiche sono state riprese dalle pubblicazioni di Puecher-Passavalli et al. 1935 e di Allegri et al. 1984 che si sono occupati di riportare questa struttura all'attenzione del mondo scientifico. 
L'arboreto sperimentale delle Cascine fu realizzato nel 1914, su una superficie di 2,5 ettari, dalla cattedra di Selvicoltura del Regio Istituto Superiore Agrario e Forestale a quei tempi tenuta dal Prof. Cotta e successivamente dal Prof. L. Piccioli. La collezione fu realizzata principalmente per verificare Ie possibilità di acclimatazione di numerose specie esotiche, considerate in quei tempi di notevole importanza per la selvicoltura del nostro Paese. 
Il progetto originale prevedeva la realizzazione di due sezioni: quella del Lauretum (Lauretum dell'Australia, L. dell' Asia, L. dell'Europa, e L. dell'America) e quella del Castanetum (Castanetum dell'Asia, C. dell'Europa e C. dell'America) le quali furono protette da un frangivento di Cupressus arizonica, C. lusitanica realizzato sul lato N.E. dell'arboreto, mentre la porzione centrale fu adibita a vivaio.

Durante il periodo bellico l'arboreto, per carenza di mezzi e di personale, venne poco curato e negli anni successivi fu anche abbandonato il criterio di tenere separate le specie per area di origine. Nel1931 la gestione dell'Arboreto fu affidata al Prof. A. Pavari, Direttore della Stazione Sperimentale per la Selvicoltura di Firenze, il quale aveva collaborato con il Prof. Cotta alla sua realizzazione; nel 1935 fu pubblicato un primo elenco completo delle specie presenti (L. Puecher Passavalli et al.) con l'indicazione della numerazione, l​'inquadramento sistematico, la sezione dell'Arboreto e le principali caratteristiche dendrometriche. 

Nel 1938 fu costruita la Scuola di Applicazione dell'Aeronautica Militare e l'Arboreto si trova incluso nell'area assegnata. Con la realizzazione della Scuola vennero inoltre eseguite, all'interno del perimetro, delle infrastrutture: quali strade di servizio, impianti sportivi, che determinarono la soppressione di un certo numero di taxa. Anche la rete di irrigazione venne modificata, ciò provoca la scomparsa degli esemplari più esigenti. Successivamente a tali interventi, la superficie utile dell'Arboreto si ridusse a 2,20 ettari. Ulteriori danni vennero inferti a questa pregevole collezione durante il periodo bellico in quanta venne utilizzata come rimessaggio di automezzi militari delle truppe alleate. 
Nel dopo guerra, all'interno del parco delle Cascine furono eseguiti trivellazioni per soddisfare le esigenze di approvvigionamento idrico della città che provocarono l'abbassamento della falda freatica di tutta l'area causando la scomparsa di altri esemplari. Nel 1966 l'alluvione che colpì Firenze provocò ingenti danni determinando la morte di numerosi esemplari e la perdita dell'etichettatura esistente. Nel 1967, a seguito della riforma della Sperimentazione Agraria, la Stazione Sperimentale di Selvicoltura fu trasformata in Istituto Sperimentale per la Selvicoltura can sede ad Arezzo e l'arboreto delle Cascine fu affidato alla Sezione Operativa di Firenze. 
Nel 1984 (E. Allegri, et al.), per iniziativa dell'Istituto Sperimentale per la Selvicoltura e del Laboratorio di Botanica Forestale, si è provveduto ad eseguire la riclassificazione di tutte le piante presenti nell'Arboreto, la loro numerazione provvisoria e la verifica delle eventuali variazioni rispetto al precedente inventario. 
In quest'ultimo decennio l'arboreto delle Cascine ha subito limitati interventi di manutenzione ordinaria consistenti, quasi esclusivamente, in operazioni di dendrochirurgia ed eliminazione delle piante morte. Nel 1994 per migliorare l'arboreto i due enti coinvolti nella gestione hanno deciso di provvedere alla riclassificazione dei taxa sopravvissuti (in quanta gran parte della precedente numerazione si era persa) e alla realizzazione di una etichettatura definitiva. Al​ piede di ogni pianta, su un apposito supporto in metallo, è stato posto un cartellino plastificato con indicato il numero di inventario, la famiglia, il genere, la specie, l'autore, l'areale, e se nota, la varietà ed il nome volgare. II tutto è stato registrato anche su un archivio elettronico ed è stata anche predisposta una planimetria delle piante presenti in ogni sezione. 
Per quanto concerne le caratteristiche climatiche dell'area si ritengono sufficientemente rappresentativi i dati rilevati presso l'Osservatorio Ximeniano di Firenze, relativi al periodo 1971-1994; occorre però precisare che l'Osservatorio Ximeniano si trova nel centro di Firenze e l'utilizzazione di questi dati ci permette di qualificare il clima urbano della città che si differenzia per alcuni aspetti da quello del parco delle Cascine, in quanto le dimensioni del parco conferiscono a quest'area caratteristiche quasi "rurali". 
Oggi l'Arboreto ha perso la sua finalità originaria pur mantenendo, nel contempo, un notevole interesse scientifico come collezione dendrologica data la presenza di piante non frequentemente riscontrate in altre collezioni delle stesso tipo (Quercus serrata Thunb., Pistacia atlantica Desf., Ehrethia macrophilla Wall, Zantoxylum bungei Hance). Inoltre, la sua ubicazione all'interno del perimetro urbano della città di Firenze, può fornire degli utili suggerimenti sulle specie da utilizzare nel verde urbano, problema particolarmente sentito in questi ultimi tempi, in sostituzione delle specie che ormai hanno mostrato maggiore sensibilità al crescente inquinamento.​
 

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