Campini-Caproni 2

 

I primi studi per un motore a turbogetto risalgono agli anni ’20 ad opera dell’inglese Frank Whittle e tuttavia sino alla fine degli anni ’30 non furono realizzati velivoli a reazione. Nel giugno del 1939 volò l’aereo razzo Heinkel He.176 seguito, nell’agosto dello stesso anno, dall’Heinkel 178 spinto da un motore a getto con compressore centrifugo; nell’agosto del 1940 volò il Campini Caproni. Questo singolare aereo è quindi uno dei primi al mondo ad avere volato con propulsione a getto. Il velivolo, a propulsione ibrida, era definito “motoreattore” in quanto spinto da un motore alternativo che azionava un compressore assiale e da un postbruciatore attraverso il quale il flusso d’aria, precedentemente accelerato, veniva miscelato con carburante e quindi bruciato provocando la propulsione a getto. Sicuramente lontano da un tradizionale motore a getto – composto da compressore, camere di combustione, turbina ed ugello di scarico – questo aereo va annoverato comunque tra quelli che contribuirono al successivo sviluppo della tecnologia aeronautica.