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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
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Il volo Suborbitale
Per convenzione ogni volo in cui non si supera la quota di 100 km può essere definito "suborbitale". In genere, però, ci si riferisce alla porzione di spazio compresa tra i 15 e i 100 km. Nello Space Transportation, ad esempio, i velivoli escono dall’atmosfera, per rientrarvi immediatamente, sfruttando la resistenza dell'aria: una nuova frontiera per assicurare collegamenti point-to-point sulla superficie terrestre che potrebbero consentire collegamenti Roma-New York in un'ora. 
I velivoli spaziali come lo Space Shuttle cederanno il passo ai cosiddetti piccoli “spazioplani”, che si accingono a raccoglierne l’eredità, per ogni genere di opportunità, sia militare e sia civile (trasporto passeggeri, materiale, sperimentazione in microgravità, docking -aggancio- con la Stazione Spaziale Internazionale, addestramento dei futuri astronauti, ecc.).
Negli Stati Uniti sono nate anche diverse iniziative commerciali, per le possibilità che sembrano emergere nel campo della ricerca scientifica e nei voli turistici spaziali. Una di queste compagnie ha assunto, come pilota, Nicola Pecile, un ex pilota AM di Tornado e del Reparto Sperimentale di Volo. 

Aeronautica Militare e Space Transportation
In ambito nazionale, l’Aeronautica Militare, per la sua stessa connotazione e storia, è interessata ad “acquisire competenze nel settore delle tecnologie e dei sistemi di volo ipersonico, con riferimento a profili di volo suborbitali e/o di alta quota”. La disponibilità di una tale capacità rientra nel più ampio contesto dell’accesso autonomo allo spazio che garantisca caratteristiche di responsiveness uniche e flessibili ed una efficace risposta nei diversi contesti operativi. Dispiegare oggetti orbitanti in tempi brevi potrebbe rivelarsi come una capacità fondamentale per il supporto nelle aree d’operazioni, le risposte alle emergenze e, più in generale, per contribuire alla homeland security (Sicurezza nazionale). 
Maturare esperienze in questo settore favorisce anche la crescita e lo sviluppo nel Paese delle già consolidate competenze acquisite, sia a livello sperimentale e sia a quello dell’industria nazionale.
In particolare, l'Aeronautica Militare è attualmente impegnata, assieme all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e all’Agenzia Spaziale, nella regolamentazione del settore (licenze, autorizzazioni e normative per i cosiddetti terzi sorvolati) negli spazioporti e nella certificazione/omologazione dei velivoli. Si tratta di una attività che coinvolge il Reparto Sperimentale di Volo, con specifico riferimento alle attività di identificazione degli aeroporti candidati a diventare “spazioporti” ed alle analisi dei rischi ai quali sarebbero soggetti i cosiddetti “terzi sorvolati”. Tra l’altro, sono stati realizzati: 

  • uno studio di fattibilità per le verifica delle possibilità di addestramento di equipaggi alle caratteristiche specifiche del volo suborbitale;
  • apposite simulazioni di incidenti, impiegando particolari tool per la generazione dei detriti e la relativa dispersione sul territorio nell’ipotesi di “spazioplani” decollati da aeroporti militari italiani, allo scopo di valutare preventivamente l’incidenza sulla sicurezza dei “terzi sorvolati”.
 

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