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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Somalia
Somalia

​​L’Operazione "Restore Hope" risulta il primo intervento di “ingerenza umanitaria armata” per rendere più sicuri i porti, gli aeroporti e i centri di assistenza umanitaria in Somalia e per mantenere l’embargo sull’importazione di armi. Formalmente definita Unifi e Task Force (UNITAF) è una missione sancita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite allo scopo di stabilizzare la situazione nel Paese a fronte di un crescente stato di anarchia e di grave carestia. La missione umanitaria avviene sotto il controllo statunitense e con il supporto di personale di altre Nazioni. L’obiettivo dell’operazione è quello di arginare la disastrosa carestia della Somalia in piena crisi e soggetta all’arbitrio di alcuni signori della guerra. Il 9 dicembre 1992 il Governo italiano approva l’invio in Somalia di un contingente di 3.600 uomini, la Missione 'Ibis', alla quale l’Aeronautica Militare partecipa organizzando un ponte aereo con velivoli B-707, C-130, G-222, DC-9 e Falcon 50, per trasporto truppe, e con due G-222 e tre elicotteri HH-3F da impiegare in zona d’operazioni. Il 15 dicembre, il primo C-130 atterra a Mogadiscio. Vengono impiegati 734 uomini di cui 207 Ufficiali e 527 Sottufficiali con una rotazione di 1.043 persone. La base di AIRSOM (Reparto di Volo autonomo Aeronautica Militare Somalia​) viene collocata ad est dell’aeroporto in una tendopoli costituita da tende pneumatiche di avanzata tecnologia e camminamenti di griglie.


​​Il collegamento settimanale con l’Italia è assicurato dai C-130 della 46^ Brigata Aerea di Pisa (da una a tre volte a settimana);  un C-130 è presente anche a Luxor (Egitto) e, secondo le esigenze, vengono impiegati anche i velivoli del 14° Stormo di Pratica di Mare e del 31° Stormo di Ciampino. I G-222 riforniscono i presidi dell’ITALFOR (Italian Force) "Ibis" dislocati sulla strada che da Mogadiscio porta in Etiopia usando le piste di Gialalassi, Bulo e Burti. Le missioni degli HH-3F, sia di giorno sia di notte, sono svolte con l’impiego simultaneo di due vettori per garantire loro la reciproca copertura; il profilo di volo è svolto ad alta velocità, ad una quota compresa tra i 50 e i 100 piedi. La tipologia delle operazioni comprende voli di ricognizione, MEDEVAC (Medical Evacuation), scorta Combat SAR (Search and Rescue), aviotrasporto, ricerca e soccorso, nonché collegamento per un totale di 789 uscite e 773 ore di volo. I G-222 sono impiegati principalmente per trasporto passeggeri o materiali per un totale di 1197 uscite e 1749 ore di volo con movimentazione di 9411 passeggeri e 234 tonnellate di materiali. Il 25 marzo, con l’atterraggio a Pisa dell’ultimo C-130, la Missione "Ibis"​ risulta formalmente conclusa. Il continente africano risulta uno dei teatri più frequentati dall’Aeronautica Militare per l’estremo e costante bisogno di supporto umanitario e medico in aree dove sopravvivere è una sfida quotidiana.​

 

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