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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Eritrea
Eritrea

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​​In Eritrea, "terra rossa" dal nome greco erythros, le questioni relative ai confini costituiscono un nervo scoperto che, oltre a un conflitto cruentissimo con l’Etiopia, hanno causato 70.000 morti e un milione di profughi. L’intervento della comunità internazionale si traduce, nel 2000, in una risoluzione dell’ONU, in forza della quale l’Italia torna nella vecchia colonia affacciata sul Mar Rosso. L’Accordo di Algeri, firmato il 18 giugno 2000 tra Etiopia ed Eritrea, sancisce la cessazione delle ostilità, iniziate nel maggio 1998: allo scopo di supportare le operazioni di peacekeeping, il Consiglio di Sicurezza approva, in data 31 luglio 2000, la risoluzione "1312", con la quale viene autorizzata la costituzione della United Nations Mission in Ethiopia and Eritrea (UNMEE). Nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza del giugno 2000, il Segretario Generale descrive l’accordo come il primo ed essenziale passo verso il ristabilirsi della pace fra i due Paesi. Egli informa il Consiglio della sua intenzione di inviare un "appropriato" numero di Ufficiali di collegamento, cui avrebbe fatto seguito l’invio di un gruppo di osservatori militari. Viene quindi previsto l’invio graduale di cento osservatori militari delle Nazioni Unite nel corso dei successivi due mesi, in attesa dell’istituzione dell’operazione per il consolidamento e il mantenimento della pace. La missione sotto l’egida delle Nazioni Unite consiste in un centinaio di osservatori militari e un certo numero di personale civile di supporto, in previsione della costituzione dell’operazione di peacekeeping, subordinata ad una successiva autorizzazione del Consiglio di Sicurezza stesso. A tale gruppo di osservatori è affidato il compito di stabilire e mantenere il collegamento tra le parti in conflitto, di visitare i Comandi e siti militari dei due Paesi in tutta l’area di operazione, e di stabilire e attuare la procedura per la verifica della cessazione delle ostilità. Un’ulteriore Task Force riguarda la preparazione dell’insediamento della Commissione Militare di Coordinamento (Military Coordination Commission), con lo scopo di fornire assistenza nella pianificazione dell’operazione di peacekeeping. Le parti in disputa continuano i negoziati al fine di raggiungere una completa risoluzione pacifica del conflitto. I colloqui, favoriti dall’allora Presidente dell’Algeria Bouteflika, si concludono il 12 dicembre 2000 ad Algeri con un completo accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea. In tale accordo, le parti accettano di terminare permanentemente le operazioni militari tra di loro e di astenersi dal minacciare o usare la forza per risolvere le loro controversie.​


​​Il profilo dell’intervento dell’Aeronautica Militare, durato due anni, è consistito principalmente nel controllare che da ambo le parti le clausole dell’accordo per la cessazione delle ostilità venissero rispettate. A questo intervento hanno fatto seguito un piano di distribuzione di aiuti umanitari, un compito di consegna delle armi da parte delle fazioni, una campagna sanitaria e un monitoraggio aereo del territorio. Dall’Italia vengono precettati per questa missione i G-222, i bimotori Piaggio P-166DL3/APH, dotati di sofisticate apparecchiature per l’attività di aerofotogrammetria, e gli elicotteri NH-500E che si trasferiscono in Eritrea nel dicembre del 2000. Tutti i velivoli sono dipinti di bianco, con le sigle delle Nazioni Unite di colore nero sulle fusoliere. L’operazione, iniziata il 16 dicembre 2000 nell’ambito della missione ONU UNMEE, si conclude il 23 dicembre 2002 con il rientro in Italia degli ultimi cinquantadue uomini del contingente. In più di due anni il 3° ROA (​Reparto Operativo Autonomo) ​ha svolto missioni di ricognizione, aerofotogrammetria, trasporto ed evacuazione medica totalizzando oltre 3500 ore di volo. I soli G-222 ne hanno totalizzate ben 1200, trasportando 8000 passeggeri e 160 tonnellate di materiale. Il personale del 3° ROA si è inoltre distinto e prodigato in varie attività umanitarie tra cui raccolta di fondi a favore di orfanotrofi, scuole e centri di assistenza, reperimento di farmaci e generi di prima necessità introvabili in Eritrea, visite mediche a favore della popolazione civile. L’Aeronautica Militare ha fornito inoltre alla Commissione di arbitraggio Internazionale dell’Aja la mappatura dettagliata della zona di confine. I dati cartografici ottenuti hanno avuto una fondamentale rilevanza per la definizione delle aree contese e per chiudere definitivamente il contenzioso. Per questo peculiare obiettivo, i due P-166DL3/APH aerofotogrammetrici si sono rivelati una importantissima risorsa per l’intero contingente ONU. Secondaria al compito principale, ma non per questo meno importante, l'attivazione in concorso con la Croce Rossa, i Carabinieri e la Marina Militare, di​ un ponte aereo per trasportare in Italia bambini affetti da patologie che richiedono cure altamente specializzate. 

 

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