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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Albania
Missione in Albania

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L’Albania ha subito dopo la II Guerra Mondiale una durissima dittatura durata quarantacinque anni: benché terminata nel 1990, essa ha lasciato il Paese in preda ad una profonda crisi economica, sociale e istituzionale.
Questo cambiamento radicale è sfociato, nel 1991, in un esodo massiccio della popolazione verso l’Italia, Nazione vicina, ricca e libera. Il pericolo di un esodo incontrollato e l’allarme suscitato nei cittadini pugliesi delle regioni costiere del sud della Penisola hanno portato il Governo ad intervenire per rimpatriare gli esuli e inviare aiuti umanitari di prima necessità. L’Aeronautica Militare è intervenuta con aerei ed elicotteri impegnando, per un periodo di ventotto mesi, i velivoli della 46^ Brigata Aerea di Pisa che hanno trasportato, oltre a 238.000 tonnellate di materiali per aiuti umanitari, anche 3.300 persone mentre gli elicotteri HH-3F del 15° Stormo hanno effettuato 800 uscite di pattugliamento del basso Adriatico per un totale di 1.800 ore di volo. Dopo circa quattro anni di relativa calma, l’Albania cade in preda all’anarchia, senza più controllo da parte delle Istituzioni e delle Forze Armate e di Polizia che vengono travolte dalla popolazione in rivolta. Per evitare che questo clima insurrezionale possa sfociare e allargarsi ai Paesi vicini, il 28 marzo 1998 l’ONU autorizza l’istituzione di una Forza di protezione multinazionale per riportare la legalità e la sicurezza in Albania e garantire la sicurezza alle organizzazioni internazionali che vi operavano da tempo. Il supporto aerotattico alla Forza di protezione è assicurato per la quasi totalità dall’Aeronautica Militare che, per le esigenze dell’Operazione “Alba” impiega, nelle missioni di ricognizione sia gli F-104S/ASA sia i Panavia 200 Tornado ADV e IDS e i cacciabombardieri ricognitori AMX, cui si aggiungono anche i velivoli da trasporto leggero Piaggio P-166 DL3 di Guidonia (Roma). Inoltre, l’Aeronautica Militare provvede a rendere agibile e sicuro al traffico aereo l’aeroporto di Tirana. In quegli anni difficili, l’Albania ritrova nell’Italia il vicino pronto a tendere una mano e nell’Aeronautica Militare il generoso apporto dei suoi Reparti e dei suoi uomini.

​Il coinvolgimento dell’Aeronautica Militare Italiana in Albania è poi proseguito con l’Operazione "ALBIT" (acronimo di ALBania e ITalia) nell’ambito della quale è impegnato il Gruppo Autonomo di Valona (GAV) dell’Aeronautica Militare, un Ente fuori dai confini nazionali sotto la dipendenza diretta del COFA (Comando Operativo Forze Aeree ora denominato COA - Comando Operazioni Aeree)​ di Poggio Renatico (Ferrara). L'Operazione ALBIT si inserisce nel più ampio quadro degli accordi bilaterali fra Italia e Albania sottoscritti a Roma il 28 agosto 1997. Il GAV opera presso Valona, città dell’omonimo Golfo nel sud dell’Albania, è ospitato presso una struttura ex coloniale e possiede una propria autonomia logistica​. ​I compiti del Gruppo, scaturiti dal protocollo d'Intesa, sono quelli di garantire una proficua attività di cooperazione e assistenza per la ristrutturazione delle infrastrutture logistiche e addestrative presso l’Accademia delle Forze Aeree a Valona e per la risistemazione della vicina pista di volo in terra battuta a Pish-Poro. Oltre ai compiti espressamente definiti dall’accordo intergovernativo, il GAV svolge anche una importante funzione di catalizzatore sociale, contribuendo ad allacciare e consolidare i rapporti tra la popolazione albanese e tutti gli italiani che lavorano e operano nel sud dell’Albania. La missione ha avuto inizio il 16 marzo 2000 ​ed è tacitamente prolungabile ove ne sussistano ragionevoli motivi.

In particolare il personale della missione:
  • ha avviato il progetto "Scuola di Volo di Valona", assicurando la supervisione, l’assistenza tecnica e, ove necessario, gli interventi realizzativi a carattere dimostrativo e addestrativo, al personale delle Forze Armate Albanesi che esegue le opere di ristrutturazione;
  • garantisce la vigilanza dell’area di accantonamento;
  • assicura la vigilanza nelle aree di cantiere dei materiali e dei mezzi impiegati per le attività connesse alla realizzazione del progetto di ristrutturazione della Scuola di Volo e al ripristino della striscia di atterraggio di Pish-Poro nell’arco dell’attività giornaliera del cantiere;
  • garantisce la sicurezza dei convogli militari collegati al Progetto "Scuola di Volo di Valona",
inoltre, nei limiti delle capacità esprimibili, concorre, esclusivamente in situazioni di emergenza di particolare gravità e su ordine, alla sicurezza del personale del Ministero dell’Interno presente nella città di Valona.
 

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