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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Afghanistan
Tornado ISAF

​​​​​​​​​​​​​​​Enduring Freedom

​​Dal 10 maggio al 28 ottobre 2002 l’Aeronautica Militare è presente in terra afghana con Reparti d’élite per partecipare all’Operazione "Enduring Freedom", con la quale la comunità internazionale si ripropone di recuperare alla vita democratica un Paese di grande storia e civiltà oppresso da un sistema politico oscurantista e sprezzante dei diritti umani. È al lavoro degli uomini del Genio Campale dell’Aeronautica Militare che si deve la rimessa in funzione dell’aeroporto di Bagram, quasi del tutto distrutto da eventi bellici prima e dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York, l’11 settembre 2001. Ed è nell’ambito di questa operazione, condotta su vasta scala, in uno dei teatri dei più difficili e ostili dello scacchiere internazionale, che operano i C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, inviati presso la base aerea di Manas dislocata nella regione nord-ovest del Kirghizistan, in supporto del contingente italiano inquadrato nella forza di stabilizzazione ISAF. Nel 2005 l’Aeronautica invia in Afghanistan un altro reparto di élite, il Reparto Mobile di Supporto (RMS). Costituito nel 1999, con sede presso l’aeroporto di Villafranca (Verona), al Reparto è affidato il compito di assicurare la sopravvivenza operativa e il sostegno logistico ai reparti di volo e alle unità mobili operanti fuori area. In marzo il Reparto viene spostato presso l’aeroporto di Herat, nell’ambito della Task Force "Aquila", e dà inizio all’allestimento della Forward Support Base (FSB), punto strategico per il funzionamento delle operazioni aeree e per la stabilizzazione dell’area. I lavori di allestimento vengono portati a compimento in quarantacinque giorni, secondo la tempistica prevista dalla NATO, con la messa a punto delle infrastrutture per assicurare le attività di Combat Service Support e di Combat Support, garantendo la gestione dello scalo, il supporto logistico al personale italiano, a quello alleato in forza alla base avanzata e a quello del Team di Ricostruzione Provinciale costituito presso la città di Herat. Nell’ambito dei rapporti con la popolazione locale, l’Aeronautica svolge servizi ambulatoriali e di pronto soccorso nella stessa città.

ISAF

L’Italia ha fornito, sin dal 2002, un contributo di assoluto rilievo alla Missione ISAF (International Security Assistance Force), detenendone anche il Comando tra il 2005 e il 2006. Italiani, in due occasioni (2006 e 2008), sono stati i Comandanti della Regione di Kabul. Il nostro Paese contribuisce alla Missione ISAF con circa 4.200 unità, risultando il quinto fornitore di truppe. Il contributo italiano è suddiviso tra Kabul e la regione occidentale, soprattutto nelle Province di Herat e Farah. I cacciabombardieri Tornado, impiegati dalla base tedesca di Mazar-e-Sharif, nel nord dell’Afghanistan, sono stati poi avvicendati a novembre 2009 dai caccia AMX, che hanno iniziato ad operare dalla Forward Support Base (FSB) di Herat, sulla cui pista dell’aeroporto sono stati effettuati dei  lavori di adeguamento. L’Italia fornisce un contributo sostanziale, oltre alla FSB di Herat, anche alla Forward Operating Base (FOB) nel distretto di Bala Murghab, provincia di Badghis sotto controllo spagnolo. Nel secondo semestre del 2010 durante il periodo elettorale, è stato previsto il completamento della riconfigurazione verso ovest della presenza militare. L’Italia guida dal 2005 il PRT (Provincial Reconstruction Team) di Herat, capoluogo dell’omonima Regione. Il PRT, al cui interno è inserito anche un funzionario diplomatico in quanto rappresentante della componente civile, opera attraverso un’estesa attività CIMIC (Civil Military Cooperation) e costituisce altresì un essenziale punto di riferimento per ogni forma di intervento che la comunità internazionale e le maggiori agenzie intendono condurre nell’area, nel rispetto di una pianificazione a livello territoriale definita Provincial Development Plan.​

​Joint Air Task Force(JATF) - ISAF

Nell’ambito del Regional Command-West (RC-W) e dall’Air Component Element di ISAF (International Security Assistance Force) a Kabul il 1° giugno 2007 è stata costituita la Joint Air Task Force ​(JATF), componente aerea nazionale della presenza italiana ad Herat. La Task Force è coinvolta negli aspetti di coordinamento di quegli assetti che sono sotto il Controllo Operativo diretto della NATO. Altri assetti, quali i velivoli da trasporto C-27J e C130-J, i caccia AMX (precedentemente sono stati impiegati i Tornado IDS) e gli UAV stessi, ricevono invece "ordini operativi" per l’impiego direttamente dal Comandante della Componente Aerea NATO, poiché operano su larga scala su tutto il territorio afghano. E’ stato successivamente costituito l’Aviation Battalion, alle dipendenze dirette del Comandante di RC-W, con gli assetti ad ala rotante di Esercito Italiano, Marina Militare ed Aeronautica Militare, e una porzione di ore di volo dell’UAV Predator. Per tali motivi, la JATF rappresenta l’interlocutore unico nei confronti delle agenzie aeree presenti sul teatro operativo per la gestione di tutta la messaggistica operativa. Tecnicamente questo significa che la JATF interviene a gestire quel flusso di comunicazione che traduce gli “ordini di missione”, emessi dal Comandante ISAF, in "ordini esecutivi" per tutte le unità di volo di RC-W, affinché le missioni vengano svolte con criteri di efficacia e integrazione nell’ambito delle operazioni aeree in corso. Viene altresì curata tutta quella fase post-missione di volo necessaria a supportare l’intelligence e a quantificare gli "effetti operativi" raggiunti sul territorio, ovvero determinare il risultato dell’azione aerea, proprio per modellare i futuri successivi interventi. Fondamentale per tutte le operazioni aeree all’interno di RC-W è il Regional Air Operations Coordination Centre-West (RAOCC-W), che rappresenta la cerniera tra le attività aeree e l’Air Component Command ISAF presente a Kabul. Esso è un’interfaccia che mette al servizio di RC-W il potere aereo: un sistema generale della componente aerea costituito anche dalla catena di Comando e Controllo, necessaria per garantire il flusso coordinato oltre che controllato e l’azione degli assetti.
Gli aeromobili dell'Aeronautica Militare sono presenti nei Task Group:
  • ​"Devil": con i Tornado del 6° Stormo (fino a tutto il 2009) dotati di capacità di ricognizione aerea, per incrementare la sorveglianza aerea del territorio afghano e garantire così una maggiore sicurezza e protezione del contingente NATO e della popolazione civile;
  • "Black Cats": con gli AMX del 51° Stormo che hanno sostituito i Tornado e che sono rientrati in Italia a giugno 2014;
  • "Albatros": con C-130J da trasporto ed EC-27J JEDI da guerra elettronica della 46^ Brigata Aerea, rientrati in patria rispettivamente nei primi mesi del 2015 e dicembre 2014;
  • "Tigre": con gli elicotteri AB.212 ICO (Implementazione Capacità Operative) del 9° Stormo, impiegati da giugno 2009 ad aprile 2010;
  • "Astore": con i Predator del 32° Stormo, il cui ultimo volo operativo in terra afghana è avvenuto il 1° dicembre 2014. 
Il 18 gennaio 2009 si è svolta per la prima volta sui cieli della Regione Ovest dell’Afghanistan una COMAO (Combined Air Operation), operazione aerea complessa, che ha visto contemporaneamente coinvolte tutte le forze della componente aerea della JATF del RC-W. Da questa complessa attività aerea è emerso il carattere joint del contingente italiano impegnato in un territorio non permissivo in una missione che richiede l’unione sinergica di tutte le Forze. La COMAO si è resa necessaria per proteggere da una potenziale azione ostile degli insurgents talebani il trasporto aerotattico di mezzi dell’Esercito verso una base remota a Nord. 

 
La sicurezza dell’aeroporto di Herat è garantita dal personale dei Fucilieri dell’Aria dell’Aeronautica Militare del 16° Stormo unitamente a forze straniere della coalizione. Il Battaglione Fucilieri dell’Aria non è un reparto di Forze Speciali come quello degli Incursori e opera fuori dai confini nazionali in contesti tipo PSO (Peace Support Operations) limitatamente ai compiti di "Force Protection". Tra le varie azioni contemplate nel supporto logistico a sostegno delle operazioni aeree, il personale del 10° Reparto Manutenzione Velivoli (RMV) ha concluso il 14 marzo 2009 i lavori per l’installazione del cavo di arresto per velivoli tattici sulla pista della base aerea di Herat (Afghanistan). Il cavo garantisce ai velivoli militari a propulsione jet, nel caso di particolari avarie, di arrestare la loro corsa nella fase di atterraggio o di decollo. La "barriera d’arresto" è stata installata per garantire la sicurezza dei caccia AMX, attualmente impiegati nella base aerea.
Da sottolineare l’esordio operativo in teatro del C-27J Spartan, il nuovo velivolo da trasporto tattico di produzione italiana dell’Aeronautica Militare in dotazione alla 46^ Brigata Aerea di Pisa a partire dal gennaio 2007. L’attività di trasporto tattico "intra-teatro" è una delle capacità più importanti nel contesto operativo afghano in quanto permette, attraverso il trasferimento di uomini e materiali, il sostentamento logistico delle basi avanzate e remote sparse nel territorio. In molte circostanze gli equipaggi operano su piste semi-preparate, effettuando decolli e atterraggi su strisce di erba e pietrisco generalmente acquitrinose e ricoperte di neve, sfidando i limiti operativi del velivolo. La novità più importante di questa nuova presenza consiste nell’aggiunta di un altro delicato compito per i velivoli della 46^ Brigata Aerea: l’avio-rifornimento delle Task Force italiane e alleate dislocate nel teatro operativo per il controllo del territorio afghano. ​
 

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