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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
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"Ridare la Luce"
Ridare la luce

​Dal 2004 l’Aeronautica Militare, in collaborazione con l’Associazione Fatebenefratelli per i Malati Lontani (AFMAL), partecipa a “Ridare la luce”, un progetto finalizzato alla cura della cecità dovuta a cataratte e malattie non curate nei Paesi dell’Africa sub-sahariana. Due volte l’anno, medici oculisti e personale infermieristico del Corpo Sanitario Aeronautico e di vari ospedali Fatebenefratelli atterrano in mezzo al deserto, mettono in piedi ambulatori e sale operatorie presso gli ospedali locali e per due settimane visitano e operano senza sosta le popolazioni locali. Ad oggi, sono numerose le missioni effettuate, in Mali, Benin, Togo, Ghana e Ciad, per un bilancio complessivo di circa 20.000 tra operazioni di cataratta e visite ambulatoriali effettuate. Si tratta di Paesi tra i più poveri al mondo, dove un problema ormai relativamente semplice come la cataratta colpisce oltre 2 milioni di persone, circa l’80% dell’intera popolazione locale. Oltre a fornire supporto medico, logistico e organizzativo, l’Aeronautica Militare assicura il trasporto aereo del personale e del materiale della missione. Sul velivolo C-130J, oltre al personale della missione, vengono imbarcati fino a quindici tonnellate di materiale di vario tipo, tra cui quello di tipo sanitario come i microscopi operatori per microchirurgia oftalmologia, le attrezzature necessarie per l’allestimento delle sale operatorie e degli ambulatori e beni di prima necessità per la popolazione locale. Un’emergenza, quella della cecità in Africa, che è non solo sanitaria, ma anche sociale. In queste regioni africane, infatti, il cieco non può lavorare e ad esso viene affiancato un 'bambino-guida' che fino alla maggiore età deve seguirlo, sacrificando in questo ruolo la propria infanzia. Grazie a questi interventi, quindi, non solo moltissimi uomini e donne possono tornare a vedere e quindi ad essere autosufficienti per i propri villaggi di appartenenza, ma anche molti bambini hanno l’opportunità di riacquistare la libertà di correre, giocare e andare a scuola.

 

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