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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
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Missioni umanitarie
Aeronautica Militare e VIS

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​Al trasporto aereo è affidato il compito, sempre più attuale e pressante, del trasferimento di personale, mezzi e materiali in ogni parte del mondo. Uno sforzo continuo e intenso anche per il trasporto di malati gravi e di organi per il trapianto, in supporto a spedizioni scientifiche e in concorso agli interventi di protezione civile. Nell’ottobre 1998 in Pakistan per un potente terremoto nella regione del Beluchistan; nel Sud-est asiatico per portare i primi aiuti ai sopravvissuti dello tsunami del dicembre 2004; a New Orleans per i danni provocati dal passaggio dell’uragano "Katrina"​ nel settembre dello stesso anno. E ancora l’impegno in Africa, nell’area sub-sahariana, per combattere la cecità dovuta a cataratte e a malattie non curate; in Sudan per supportare progetti di ricostruzione e sviluppo dopo oltre venti anni di guerra civile nella regione del Darfur; nella Repubblica Democratica del Congo, sotto le insegne dell’Unione Europea, per consentire il regolare svolgimento delle prime elezioni democratiche nella storia del Paese. A seguire gli aiuti per Haiti e il Nepal colpiti, rispettivamente nel 2010 e 2015, da disastrosi terremoti e anche il soccorso, sempre nel 2015, ai passeggeri della nave "Norman Atlantic" in fiamme nel Mar Mediterraneo. Sono solo alcune delle emergenze umanitarie degli ultimi anni nelle quali il personale e i velivoli dell’Aeronautica Militare sono stati impegnati, spesso tra i primi a intervenire in ambito internazionale, per trasportare nel minor tempo possibile medici e generi di primo soccorso, o per portare al sicuro connazionali in pericolo di vita in luoghi anche molto lontani dall’Italia. Una capacità di proiezione che consente, quando ritenuto necessario dall’autorità politica, di far giungere ovunque nel mondo il segno dell’impegno del Paese per la sicurezza e la solidarietà internazionale. Uno sforzo che, oltre al supporto ai contingenti rischierati all’estero per le operazioni di pace, si estende anche al trasporto per esigenze nazionali di malati gravi e organi per il trapianto medico, e al soccorso e assistenza alle popolazioni in caso di pubbliche calamità, come avvenuto ad esempio nel 2009 dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo. Missioni complesse, effettuate spesso con tempi molto ristretti a disposizione e in condizioni ambientali e di sicurezza estremamente critiche, e rese possibili dall’elevato livello di addestramento dei piloti e del personale di bordo e dalla versatilità d’impiego dei mezzi della Forza Armata. I velivoli da trasporto C-130J e C-27J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, entrambi utilizzati anche per i ponti aerei con i teatri operativi all’estero, sono infatti in grado di atterrare in sicurezza su piste molto corte e semi-preparate. Così come i Falcon 50 e Falcon 900 del 31° Stormo di Ciampino (Roma), normalmente utilizzati per il trasporto di Autorità civili e militari, sono configurabili in tempo reale per l’imbarco di barellati e per il trasporto di organi ed équipe mediche specializzate.​​

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​Equipaggi composti da piloti, specialisti di bordo e personale medico sono pronti per decollare in tempi strettissimi, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, verso qualsiasi destinazione, sia in Italia che all’estero. Su tutto il territorio nazionale, sotto la responsabilità del Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico (Ferrara), è attiva inoltre una catena di Comando e Controllo per l’attività di ricerca e soccorso. Elicotteri HH-139 e AB.212 ed equipaggi del 15° Stormo CSAR (Combat Search and Rescue) di Cervia (Ravenna) sono pronti a intervenire con team specializzati di aerosoccorritori e con la possibilità, unica in campo aeronautico, di operare anche di notte attraverso l’impiego di speciali visori notturni NVG (Night Vision Goggles). Ci sono situazioni in cui i velivoli dell’Aeronautica sono addirittura gli unici a poter intervenire, come ad esempio per il trasporto di pazienti che non possono essere scollegati dalle apparecchiature di respirazione e monitoraggio medico e che vengono quindi imbarcati sul velivolo insieme all’ambulanza stessa, o per il trasporto di malati altamente infettivi attraverso una speciale barella di bio-contenimento, denominata ATI (Aircraft Transport Isolator). L’Aeronautica Militare è l’unica componente aerea in grado​ di eseguire una tale operazione in Europa, oltre alla britannica RAF (Royal Air Force). L’ATI è una barella isolata, dotata di filtri ad alta efficienza a pressione interna negativa, aviotrasportabile e si differenzia dalla più piccola STI (Stretcher Transit Isolator) che può solo viaggiare su mezzi gommati. I due sistemi si interfacciano al momento del trasferimento del paziente dal velivolo all’ambulanza, al fine di consentire il passaggio senza contaminazione esterna.​

La forza delle donne e degli uomini dell’Arma Azzurra si concretizza anche con le azioni di solidarietà sociale e l’adesione a campagne di sostegno verso i più deboli e bisognosi. Accanto ai suoi attori noti al pubblico (person​ale Frecce Tricolori, astronauti, atleti) a tutto il personale AM è riconosciuto il ruolo di messaggero di valori umani fondamentali: rispetto, solidarietà, amicizia. Lo testimoniano da tanti anni la collaborazione che unisce l’Aeronautica ​Militare ad alcune strutture sanitarie pediatriche, la partnership con organismi sovranazionali per la tutela dei diritti dei bambini (UNICEF) e le ​innumerevoli iniziative di solidarietà e volontariato realizzate da Enti o Reparti AM..​​​​
 

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