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Presentazione telescopio ottico a Pratica di Mare
21/04/2016
Ufficio "Politica Spaziale Aeronautica" - Roma

​​​​Il giorno 4 aprile 2016 presso il Gruppo Ingegneria per l’Aero-Spazio (GIAS) del Reparto Sperimentale Volo di Pratica di Mare è stato presentato il telescopio ottico,  denominato PdM-MiTe, e il costituendo Centro Operativo Italiano per la SST (ISOC), facenti parte dell’architettura nazionale di Sorveglianza dello Spazio.

 

L’acronimo SST si riferisce proprio alla Space Surveillance and Tracking, capacità di monitorare gli oggetti spaziali per garantire la protezione e la sicurezza degli assetti satellitari che forniscono servizi e capacità abilitanti per le attività sia civili che militari.

 

La Commissione Europea ha infatti attivato nell’Aprile 2014 un Support Framework che curasse la costituzione di un Consorzio Europeo tra i Paesi Membri interessati all’iniziativa. In tale ambito l’Italia ha partecipato con il coinvolgimento dell’Amministrazione Difesa, dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

 

L’evento in parola, presenziato dal Gen. D.A. Fabio MOLTENI e dal Col. Alessandro DE LORENZO del Centro Sperimentale Volo e dal Col. Piero Gilberto SERRA dell’Ufficio “Politica Spaziale Aeronautica” dello Stato Maggiore Aeronautica, ha visto la partecipazione dell’OCIS, Organismo di Coordinamento ed Indirizzo nazionale, che ha il compito di curare le attività nazionali nel settore della Sorveglianza dello Spazio con riferimento all’iniziativa Europea e, per tale ragione, vede oltre ai rappresentanti dell’Aeronautica Militare, la partecipazione di quelli dello Stato Maggiore Difesa, del Centro Interforze di Gestione e Controllo-SICRAL di Vigna di Valle, dell’ASI e dell’INAF.

 

Il PdM-MiTe di recente installazione, è un telescopio ottico utilizzato per la sorveglianza degli oggetti orbitali, le cui caratteristiche sono avanzate e quindi ottimizzate proprio per le finalità di Space Surveillance and Tracking.

 

L’ISOC di Pratica di Mare consentirà invece di raccogliere, processare ed integrare i dati provenienti dai diversi sensori nazionali dedicati alla SST, grazie ad adeguati strumenti informatici ed alle competenze del personale dell’AM.

 

L’Italia è entrata a far parte del Consorzio Europeo SST a giugno dello scorso anno  insieme a Francia, Regno Unito, Germania e Spagna.

 

Il Consorzio si avvarrà anche del supporto del Centro Europeo SATCEN di Torrejon (SPA) per la fornitura dei servizi SST ai potenziali utenti dei programmi europei, in primis Galileo e Copernicus.

 

Nel corso della mattinata sono stati anche presentati alcuni esempi di data fusion, che consiste nella capacità di integrare dati provenienti da sensori diversi (telescopi ottici, radar o laser), usando i dati generati dai sensori dell’architettura di proprietà dell’AM e dell’ASI.

 

Tali capacità sono ottenute proprio attraverso lo sviluppo di interfacce software predisposte dal RSV.

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