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Spazio: concluso in Russia addestramento di sopravvivenza in mare del T.Col. Villadei
26/10/2019
Stato Maggiore Aeronautica - Roma
Ufficio Generale per lo Spazio

Si è conclusa il 26 ottobre l'ultima sessione di addestramento del cosmonauta Walter Villadei, Tenente Colonnello dell'Aeronautica Militare che, da luglio dello scorso anno, aveva ripreso il training presso il Centro Addestramento Cosmonauti Yuri Gagarin (GCTC) di Star City in Mosca, per il mantenimento della qualifiche come ingegnere di bordo della Soyuz e operatore dei sistemi del segmento russo della Stazione Spaziale internazionale oltre che quelle necessarie all'utilizzo del sistema Orlan per attività extra-veicolari.

In questi mesi il T.Col. Villadei, in servizio presso l'Ufficio Generale per lo Spazio dello Stato Maggiore Aeronautica, ha effettuato un "passaggio macchina" dai sistemi della Soyuz TMA-M, per i quali si era qualificato a fine 2015, alla nuova versione della navetta russa denominata Soyuz MS. L'intensa attività, suddivisa in diverse sessioni di addestramento, ha incluso simulatori, corsi di sopravvivenza, utilizzo delle facilities per le EVA, pilotaggio manuale della Soyuz in fase di rientro anche con sessioni nella centrifuga.
Il GCTC è inoltre tornato ad effettuare addestramento per la sopravvivenza in mare aperto, presso la località di Sochi, sul Mar Nero, dopo ben 12 anni.

La Soyuz è dal 2011 l'unico mezzo per il trasporto di astronauti e cosmonauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nel caso di un rientro in emergenza con ammaraggio (detto 'splashdown'), gli equipaggi devono essere in grado di gestire le diverse possibili condizioni in attesa dei team SAR (Search And Rescue). Per tale ragione si addestrano sia nella procedura di rapida evacuazione dal modulo di comando, che prevede un escape con i kit sopravvivenza il più rapido possibile, sia in quella più lunga e complessa in cui l'equipaggio, di tre persone, deve districarsi per indossare in uno spazio di soli 3m x 3m tutte le necessarie combinazioni per la sopravvivenza in acqua. Una volta in acqua, l'equipaggio sperimenta le diverse tecniche di comunicazione e gestione delle risorse disponibili nei kit di sopravvivenza installati a bordo del modulo di comando, utilizzati in tutte le situazioni di emergenza nei quali l'equipaggio può trovarsi in fase di rientro non-nominale. Il tutto sotto stretto controllo medico del team del GCTC e con il supporto del Rescue Team che si prende cura della sicurezza dei cosmonauti sia durante le fasi di lancio che di rientro in caso di emergenza.

Di ancora maggiore interesse, dal punto di vista aeronautico, il pilotaggio in fase di rientro della Soyuz. Si tratta di un blunt body (termine che indica una tipica forma aerodinamica 'tozza') con bassa efficienza aerodinamica ma è che possibile controllare grazie ad uno stratagemma ingegneristico: creare un angolo d'attacco dopo la capture (termine che indica l'ingresso) in atmosfera per generare una portanza che è possibile utilizzare, effettuando delle S-turn (ovvero delle manovre ad S variando la componente della portanza sul piano della traiettoria), in modo tale da controllare in contemporanea due parametri: il livello di accelerazione e la distanza dal punto nominale di atterraggio.

A chiusura delle attività il Direttore del Centro Addestramento GCTC, Mr Pavel Vlasov, si è complimentato con gli equipaggi e l'intero staff che ha supportato l'intero addestramento.

Il volo umano spaziale rappresenta per l'Aeronautica Militare una ulteriore occasione di crescita in termini di competenze operative e conoscenza dei sistemi di accesso allo spazio, nell'ottica di espansione dell'inviluppo di volo dalle quote tradizionali al dominio aerospaziale. Il settore si sta rapidamente trasformando: il prossimo ingresso dei nuovi sistemi di trasporto americani (Dragon, Dreamliner), le iniziative dei privati nelle orbite basse (come nel caso della Virgin Galactic, Axiom, Bigelow) e non da ultimo il mutato scenario geopolitico che riconosce nello spazio un dominio operativo abilitante e un ambiente di possibile confronto.

​L’Ufficio Generale per lo Spazio, costituito nel 2017, è l’articolazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica che si occupa di sviluppare la policy e le direttive per lo sviluppo delle capacità spaziali ed aerospaziali della Forza Armata. L’Aeronautica Militare, infatti, ambisce a divenire il principale abilitante per l’accesso allo spazio mediante lo sviluppo di competenze consolidate nel settore aerospaziale anche mediante la formazione e lo sviluppo di precorsi d’eccellenza del proprio personale.

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