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Missione in Romania: Gen. Vecciarelli in visita al TFA 4° Stormo
13/06/2019
TFA 4° Stormo - Romania
Ten. Orsola Santoro

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, ha incontrato presso la base aerea di Mihail Kogalniceanu -  Costanza (Romania), il personale italiano rischierato per l’assolvimento della missione NATO “Black Shield”.

Nell'ambito dell'attività denominata “Enhanced Air Policing”, il personale e gli assetti italiani - 4 velivoli Eurofighter del 4°, 36° e 37° Stormo - dal mese di maggio contribuiscono infatti a garantire, per un mandato di quattro mesi, l'integrità dello spazio aereo NATO, assicurando la Difesa Aerea dei cieli della Romania, Paese membro dell'Alleanza.

Il Generale Vecciarelli, accolto dal Comandante della Task Force Air 4° Stormo, Colonnello Andrea Fazi, ha visitato le infrastrutture logistiche ed operative del distaccamento italiano e ha potuto verificare personalmente l'integrazione raggiunta con il Paese ospitante e con gli altri Paesi Alleati presenti nell’area di operazione.

Oltre al concorso nella difesa dello Spazio Aereo della Romania, infatti, sono state svolte quotidianamente una vasta tipologia di missioni congiunte con velivoli rumeni, bulgari e statunitensi nonché attività di volo di supporto alle forze di terra. Tali missioni hanno consentito di migliorare la sinergia tra le diverse forze dell’Alleanza e la standardizzazione di procedure e tattiche operative in operazioni congiunte e complesse.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha ringraziato il personale “Per il sacrificio, l’impegno dimostrato e il lavoro svolto, apprezzato sia dai nostri concittadini che dalla nazione ospitante". Congratulatosi poi per i risultati fin qui ottenuti, il Generale ha evidenziato che la missione “Rappresenta un fondamentale arricchimento formativo per il personale e sta contribuendo a dare lustro all’impegno dell’Italia nelle 38 missioni internazionali in cui il Paese è coinvolto”. Il capo di SMD ha poi concluso la sua visita con la tradizionale firma dell’Albo d’Onore.

L'attività di Air Policing consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello Spazio Aereo della NATO al fine di controllare ed identificare eventuali violazioni, dinnanzi alle quali sono previste appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che in termini tecnici è definito scramble.

L'Air Policing viene svolta nell'ambito dell'area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation - ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (Air Command) di Ramstein (GER).

L’attività di Air policing assicura che tutti i Paesi della NATO, anche quelli che da soli non possono garantire gli standard richiesti dall’Alleanza, possano usufruire di una adeguata Difesa Aerea integrando assetti e capacità proprie a quelle messe a disposizione, in maniera temporanea o permanente, da altre Nazioni.

L’Air policing rappresenta quindi la capacità dei Paesi dell’Alleanza di condividere e ottimizzare l’impiego di mezzi, di personale e di professionalità, per salvaguardare lo Spazio Aereo NATO, riducendo i costi e massimizzando l’efficienza.

La NATO ha deciso, inoltre, un potenziamento di tali attività – la cosiddetta enhanced Air Policing – a favore dei Paesi membri del fianco orientale.

La Aeronautica Militare italiana volge tale attività, oltre che in Romania, anche nei confronti della Slovenia (permanentemente), dell’Albania e del Montenegro.

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