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Storia: presentato a Roma il libro "La Guerra del Golfo. Diario di una guerra dimenticata" del Gen. Mario Arpino
16/11/2021
Ufficio Generale del Capo di SMA
Magg. Stefano Testa

Si è tenuta presso la Sala Baracca della Casa dell'Aviatore, a Roma, lo scorso 16 novembre 2021, la presentazione del libro "La Guerra del Golfo. Diario di una guerra dimenticata", scritto dal Generale Mario Arpino, già Capo di Stato Maggiore della Difesa e in precedenza Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, ed edito dalla Edizioni Storia Militare Srl.

L'evento, che si è svolto in aderenza alle attuali disposizioni anti Covid-19, è stato aperto da un indirizzo di saluto del Gen. Isp C. (r) Nazzareno Cardinali, Presidente della Sezione Roma 2 Luigi Broglio dell'Associazione Arma Aeronautica, che ne ha curato l'organizzazione, e del Generale di Squadra Aerea (r) Giulio Mainini, Presidente Nazionale dell'Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d'Italia.

"E' un grande piacere ed un onore prendere parte alla presentazione di questa opera del Generale Arpino, quello che per molti di noi è stato non solo un Comandante ma anche una sorta di secondo padre", ha detto il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica. "Un libro fatto con il cuore, una testimonianza importante, non solo per la missione in sé, ma per tutta la storia recente dell'Aeronautica Militare. Da quella missione in poi, la Forza Armata ha iniziato a cambiare; se oggi siamo ciò che siamo lo dobbiamo molto alla modestia, alla lungimiranza e alle grandi capacità del Generale Arpino. Mi piace pensare che questa guerra non sia realmente dimenticata: molti altri equipaggi si sono trovati in seguito ad affrontare altre situazioni di conflitto, sono certo facendo tesoro di quegli insegnamenti. Occasioni come questa – ha concluso il Gen. Goretti - e colgo l'occasione per ringraziare l'Associazione Arma Aeronautica per il supporto a questa iniziativa editoriale, sono davvero importanti per portare l'Aeronautica all'esterno e farla conoscere anche alle generazioni più giovani". 

La presentazione è stata moderata dal Col.(r) Alessandro Cornacchini, già storico Direttore della Rivista Aeronautica, che nel sottolineare l'importanza dell'opera, sia da un punto di vista letterario che storico, ha coordinato gli interventi dei due relatori - il Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, già Capo di Stato Maggiore AM, ed il Gen. Isp. Capo Basilio Di Martino, Capo del Corpo del Genio Aeronautico – e dell'autore del libro.

"Molti eventi del dopoguerra rischiano di finire nel dimenticatoio. Quest'opera ha un grande valore, perché aiuta a tenere viva la memoria su una pagina di storia densa di sacrifici e vissuta in un contesto molto difficile", le parole del Gen. Rosso. "La principale funzione della storia, del resto, è proprio quella di aiutare a capire il passato e trarne gli insegnamenti utili affinché gli errori commessi non si ripetano. La missione nel Golfo ha aperto gli occhi all'Aeronautica Militare su un mondo completamente nuovo ed ha avviato un percorso di crescita che ci ha portato fino ad oggi. La lezione più importante che ci portiamo dietro è che addestrarsi al meglio è certamente importante, ma ancor di più è fondamentale mantenere la mente sempre aperta alle nuove esigenze e a nuove dottrine di impiego del mezzo aereo. Dobbiamo essere bravi ad acquisire e mantenere capacità e macchine flessibili, per affrontare situazioni a cui magari adesso non riusciamo neanche a pensare, sfide alla sicurezza verso le quali dobbiamo farci trovare assolutamente pronti e preparati".

E' stata poi la volta del Gen. Di Martino, giovane ufficiale tecnico del Reparto Sperimentale Volo ai tempi della missione nel Golfo Persico. "La storia ci insegna che non è inconsueto arrivare un po' impreparati agli eventi, è nell'ordine delle cose", ha commentato il Generale, oggi a Capo del Corpo del Genio Aeronautico ed uno dei massimi storici dell'aviazione nel nostro Paese. "I nostri equipaggi Tornado erano addestrati a profili di volo bassi e bassissimi, quella era la dottrina di impiego fino a quel momento. In pochissimo tempo ci fu chiesto, a noi della parte tecnica quanto agli equipaggi, di riconfigurarci per un altro tipo di missione, ed è quello che è accaduto grazie a quello spirito e senso di appartenenza che a mio avviso contraddistinguono la Forza Armata, oggi come allora".

La presentazione si è chiusa con l'intervento del Generale Arpino, a capo dell'unità di coordinamento aereo nel corso delle operazioni belliche in Arabia Saudita durante la crisi del Golfo, dall'ottobre 1990 al marzo 1991. "E' una grande emozione essere qui dopo oltre venti anni. Mi sento riaccolto in Aeronautica, a cui mi lega una passione fortissima, che parte da lontano, da quando, durante le guerra (ndr, secondo conflitto mondiale) - appena bambino - scappavo di nascosto dai rifugi per andare a vedere gli aeroplani di Adriano Visconti in picchiata sui cieli friulani". Proseguendo poi sul libro, nel ringraziare l'editore per aver creduto in questo progetto, il Generale Arpino ha voluto sottolineare come non si tratti "dell'ennesimo libro sulla guerra del Golfo, argomento che è stato oggetto di diverse altre opere in passato. Avevo il desiderio di raccontare quell'esperienza operativa, far capire – attraverso aneddoti quotidiani e riflessioni personali - le difficoltà di operare in quel contesto, un contesto – va detto - di guerra. Questo libro vuole essere quindi, innanzitutto, un segno di riconoscenza per chi, tra mille difficoltà ed incertezze, ha operato in questa missione, al servizio della Forza Armata e del Paese".

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