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Sicurezza del Volo: nuovo sistema di gestione per ridurre le aree di rischio
08/02/2021
Istituto Superiore per la Sicurezza del Volo
T.Col. Massimo Paradisi

Nel solco tracciato dal percorso denominato Aeronautica 4.0, la rivoluzione dominata dall'automazione, dalla tecnologia smart, dalla realtà virtuale e da cyber-sistemi modulari, flessibili e pienamente interoperabili, si inserisce il  rinnovamento adattivo della  Sicurezza del Volo e, nello specifico, il nuovo sistema di gestione - Flight Safety Management System (FSMS) per un approccio sistemico alla gestione dei rischi in tema di sicurezza del volo a qualsiasi livello organizzativo, al fine di massimizzare l'efficacia operativa al più alto grado di sicurezza possibile.

Il Flight Safety Management System è il nuovo sistema che segna il passaggio da una Sicurezza del Volo proattiva ad una predittiva, per contribuire ad anticipare potenziali pericoli o aree di rischio prima ancora che essi si palesino.

Il Generale di Brigata Aerea Roberto Di Marco, Ispettore per la Sicurezza del Volo, in occasione di un incontro, lunedì 8 febbraio 2021, con i frequentatori del 19° Corso Volontari in Servizio Permanente e del 6° Corso Sergenti della Scuola Specialisti A.M di Caserta, ha illustrato le linee programmatiche della Sicurezza del Volo 4.0, sempre più integrata nei processi lavorativi e basata sulla raccolta e analisi dei dati.

"La Sicurezza del Volo non è solo diretta responsabilità degli equipaggi di volo , ma è frutto di un lavoro di squadra intenso e partecipato, e degli effetti che questo genera quando si opera per obiettivi. Sebbene in prima linea ci siate voi anche voi futuri manutentori, sarà  sempre più necessaria l'integrazione del contributo del restante personale che opera nei Reparti di Volo, o presso le Direzioni di Logistica Manutentiva, come i Reparti Manutenzione Velivoli e i Gruppi Efficienza Aeromobili, o presso i comandi sovraordinati. La chiave di volta risiede nell'accorciare la distanza percepita tra centro e unità periferiche, e quindi nella forte sinergia tra tutte le componenti e nell'adozione di processi standard a carattere sistemico". Queste le parole che il Generale Di Marco ha voluto rivolgere ai frequentatori, proseguendo poi il suo intervento con un plauso agli Specialisti dell'Aeronautica Militare, "che sono storicamente la spina dorsale della Forza Armata, capaci di esprimere elevatissima professionalità grazie alla formazione di qualità e all'addestramento continuo che la nostra Forza Armata è capace di esprimere con orgoglio".

"L'errore  - ha concluso - sia in volo sia a terra, è sempre dietro l'angolo, e in alcune circostanze  può persino generare conseguenze fatali. Ma attraverso una solida, diffusa e consapevole Cultura del Riporto dell'errore, possiamo tutti trasformare le nostre esperienze in occasioni e opportunità di miglioramento e crescita professionale per tutta la nostra Aeronautica, un valore aggiunto fatto di lessons e correttivi che possono fare la differenza e generare vera prevenzione. Inoltre, attraverso il racconto di errori e disattenzioni, si può disporre di un data base di studio che riduce l'incidenza e attenua gli effetti fino ad evitare che quegli stessi errori possano ripetersi."


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Per l'Aeronautica Militare la Sicurezza del Volo è uno dei pilastri vitali che si concretizza in un'incessante attività di prevenzione e analisi degli eventi indesiderati connessi con il volo e con tutte le attività di contorno, con l'obiettivo di ottimizzare l'uso efficiente delle risorse, preservare l'incolumità di persone, mezzi e ambiente circostante, salvaguardando e moltiplicando le capacità operative della Forza Armata. La Cultura del Riporto si basa sul principio della Just Culture, cioè su quell'insieme di pratiche e atteggiamenti che assicurano la non punibilità degli errori commessi involontariamente, sostenendo al contempo la ferma condanna di tutte le violazioni volontarie e dolose. Per questo scopo, l'elemento umano non può che essere considerato centrale, e le scuole di alta formazione e formazione specialistica offrono la prima consapevolezza per la futura e corretta assunzione di responsabilità in questo campo.

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