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Il 6° ed il 37° Stormo uniti nel ricordo di due valorosi aviatori
20/02/2020
37° Stormo - Trapani
Magg. Cristian Angelillo

​Il 20 febbraio il 6° Stormo di Ghedi ed il 37° Stormo di Trapani hanno voluto ricordare, due audaci ed arditi piloti da caccia colpiti in combattimento nel corso della Seconda Guerra Mondiale: il Tenente Alfredo Fusco, a cui è intitolato il 6° Stormo, ed il Tenente Livio Bassi, a cui è intitolato l'aeroporto di Trapani Birgi sede del 37° Stormo, accomunati tragicamente proprio da quel funesto 20 febbraio 1941.

Entrambi animati da una grandissima passione per il mondo dell'aviazione, nel 1936 si arruolarono nella Regia Aeronautica e frequentarono il Corso "Rex" della Regia Accademia Aeronautica di Caserta, conseguendo il brevetto di pilota militare. Nel 1940, promossi Tenenti, si ritrovarono ancora insieme a svolgere la propria missione in Albania e precisamente nel campo di volo presso Berat. Il Tenente Fusco venne assegnato alla 361ª Squadriglia del 24° Gruppo Caccia e successivamente al 154° Gruppo Autonomo Caccia Terrestre equipaggiato con velivoli caccia Fiat G.50 "Freccia"; il Tenente Bassi, invece, venne assegnato alla 395ª Squadriglia del 154° Gruppo Autonomo Caccia Terrestri equipaggiato con velivoli caccia Fiat C.R.42 "Falco".

Il 20 febbraio 1941, a seguito di un allarme, i due si levarono in volo rapidamente e presero parte ad una veemente battaglia aerea tra caccia italiani e 16 bombardieri inglesi sui cieli dell'Albania meridionale. Nel corso degli eventi, l'aereo del Tenente Fusco venne circondato da sei caccia "Hawker Hurricane" inglesi, tra cui quello pilotato dall'asso Marmaduke Pattle. In quel momento, il suo collega di corso in Accademia, Tenente Bassi, accorse in suo aiuto.

Nello scontro che ne seguì, Bassi colpì due "Hurricane", ma l'aereo di Fusco, colpito ripetutamente, esplodeva in volo, uccidendo il pilota. Ferito a sua volta dai piloti britannici, Bassi riuscì a disimpegnarsi e tentò di compiere un atterraggio di fortuna sul campo di Berat  ma il suo aereo si rovesciò prendendo fuoco ed egli riportò gravi ustioni che ne provocarono il decesso il successivo 02 aprile 1941 presso l'Ospedale Militare del Celio in Roma. Ad entrambi gli sfortunati aviatori fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Nel corso di una breve cerimonia tenutasi presso il 51° Stormo di Istrana, dove si stava già svolgendo la periodica riunione dei Comandanti dipendenti dal Comando Forze da Combattimento, il Comandante del 6° Stormo, Colonnello Pilota Roberto Del Vecchio e il Comandante del 37° Stormo, Colonnello Pilota Mauro Gnutti, alla presenza del Generale Divisione Aerea Francesco Vestito, Comandante delle Forze da Combattimento, hanno voluto quindi rievocare le gesta e sugellare lo stretto rapporto che legava allora i due amici-aviatori-eroi risaldando quel cavalleresco spirito di corpo che lega ancora oggi i due Reparti dell'Aeronautica Militare che ne conservano riverente e ossequiosa memoria.

Motivazione Medaglia d'oro al valor militare: Tenente Alfredo FUSCO 

«Brillante ed audace pilota da caccia, in moltissime azioni ed in acerrimi combattimenti, contribuiva all'abbattimento di dieci apparecchi dimostrando elette doti di combattente generoso e sprezzante del pericolo. Il giorno 20 febbraio, in un combattimento contro una soverchiante formazione da caccia nemica, benché ripetutamente colpito continuava a combattere fino a quando gli avversari non rinunciarono alla lotta. Nel pomeriggio dello stesso giorno, pronunciatasi sul campo una incursione di bombardieri nemici, scortati da numerosi caccia, si levava per primo in volo all'allarme benché fosse in turno di riposo. Conscio del pericolo cui si esponeva prendeva quota immediatamente e da solo impegnava combattimento, attirando contro sé l'intera formazione nemica, riuscendo così a distoglierne l'offesa dall'obiettivo prefisso. Nell'impari lotta, crivellato dalle raffiche dei numerosi caccia di scorta, immolava gloriosamente la sua giovane esistenza. Cielo della Grecia e dell'Albania, novembre 1940 - 20 febbraio 1941»

 Motivazione Medaglia d'oro al valor militare: Tenente Livio BASSI 

«Arditissimo pilota da caccia di provato valore partecipava a numerose ed alle più rischiose azioni di guerra compiute dal suo reparto abbattendo con azione individuale 4 velivoli nemici. Durante un bombardamento aereo sul proprio campo, eseguito da preponderanti forze aeree nemiche scortate da caccia, partiva subito in volo affrontando l'impari lotta con suprema audacia e slancio incomparabile, contribuendo a stroncare l'offesa avversaria e ad abbattere due apparecchi. Rimasto ferito, con il velivolo gravemente danneggiato, anziché salvarsi col paracadute, tentava rientrare al campo; ma, nel generoso tentativo, ai limiti del campo stesso rimaneva avvolto dalle fiamme sprigionatesi dai serbatoi forati. Gravemente ustionato veniva soccorso e trasportato all'ospedale dove, dopo due mesi di atroci sofferenze, chiudeva serenamente la gloriosa giovane vita nella visione della Patria vittoriosa, già da lui tanto mirabilmente servita. Cielo della Grecia, ottobre 1940 - febbraio 1941.»

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