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Celebrato a Pisa il 56° anniversario dell’Eccidio di Kindu
11/11/2017
46^ Brigata Aerea - Pisa
T. Col. SAMMACICCIO Pompilio

Alla cerimonia, presso il Sacrario di Kindu, hanno preso parte l'Ordinario Militare per l'Italia, S.E. Monsignor Santo Marcianò, il Comandante delle Forze di Supporto e Speciali, Generale di Divisione Aerea Giampaolo Miniscalco ed il Comandante della 46ª Brigata Aerea, Generale di Brigata Aerea Girolamo Iadicicco, nonché i familiari dei Caduti e le Autorità militari e civili cittadine.

 "L'impegno ed il sacrificio dei nostri uomini hanno permesso di promuovere la stabilità e la salvaguardia della pace, rafforzando così il prestigio e la credibilità dell'Italia sulla scena mondiale", ha sottolineato il Generale Miniscalco nel suo intervento. "La loro memoria è sempre motivo di profonda e sincera commozione, un'occasione per riflettere sul fatto che la via del dovere e dello spirito di servizio per gli aviatori è lastricata di atti e gesti concreti e che, proprio su questo difficile cammino, può accadere di dover anche piangere".

Un impegno, ha ricordato Monsignor Marcianò, che è testimonianza del servizio degli uomini e delle donne delle Forze Armate alla comunione e alla pace, ed un sacrificio che si può spingere, come nel caso dei tredici aviatori di Kindu, fino al dono della propria vita.

Al termine delle celebrazioni, ha preso la parola uno studente in rappresentanza della classe 5ª C del Liceo XXV Aprile di Pontedera, che con la Brigata ha compiuto un progetto di alternanza scuola-lavoro; la classe ha preparato un testo proprio per la giornata dell'11 Novembre, a compimento di un lavoro approfondito di ricerca storica sulla 46ª Brigata Aerea.


L'Eccidio di Kindu

La mattina dell'11 novembre 1961 due C-119 di Pisa decollarono da Kamina, in Congo, per rifornire la locale guarnigione di caschi blu malesi di stanza a Kindu. Dopo aver scaricato il materiale, tra cui due piccoli mezzi blindati Ferret dell'Onu, i due equipaggi si recarono presso la mensa Onu situata a circa un chilometro dall'aeroporto. Verso le 16,30, mentre stavano ancora pranzando, fecero irruzione nella mensa una ottantina di ribelli dell'Armata Nazionale Congolese seguaci del colonnello Pakassa che, dopo aver immobilizzato il personale malese di guardia, picchiarono e trascinarono i 13 italiani nella prigione della città. Testimoni riferirono che già in quel frangente uno degli aviatori fosse stato abbattuto per la sua reazione. Rinchiusi in uno stanzone del carcere, poche ore dopo venivano trucidati selvaggiamente a raffiche di mitra.


I componenti dei due equipaggi vittime dell'eccidio furono:

- Maggiore Pilota Amedeo Parmeggiani

- Sottotenente Pilota Onorio De Luca

- Tenente Medico Francesco Paolo Remoti

- Maresciallo Motorista Nazzareno Quadrumani

- Sergente Marconista Francesco Paga

- Sergente Maggiore Emb Martano Marcacci

- Sergente Maggiore Sivestro Possenti

- Capitano Pilota Giorgio Gonelli

- Sottotenente Pilota Giulio Garbati

- Maresciallo Motorista Filippo Di Giovanni

- Sergente Marconista Antonio Mamone

- Sergente Maggiore EMB Armando Fabi

- Sergente maggiore Nicola Stigliani.

 

Il contributo della 46ª Brigata Aerea nelle missioni internazionali

Sin dalle prime missioni fuori confini nazionali, la capacità di trasporto dei velivoli della 46ª Brigata Aerea, ha fatto sì che il Reparto divenisse uno degli strumenti principali attraverso il quale il Paese ha potuto offrire aiuto alle popolazioni in difficoltà in tutto il mondo.

 

Nel 2006 l'Aeronautica Militare è stata nuovamente chiamata ad operare, per conto dell'Unione Europea e dell'ONU, in Congo, in supporto alle prime elezioni libere del Paese ((EUFOR RD Congo). Un aereo da trasporto C-130J, con 50 uomini tra equipaggi di volo, Fucilieri dell'aria e specialisti hanno garantito per sei mesi il regolare svolgimento delle prime elezioni democratiche del Congo fino all'elezione del nuovo Presidente. In 210 missioni, per un totale di oltre 400 ore di volo, sono stati trasportati 2.479 passeggeri ed oltre 800.000 chilogrammi di materiali tra i quali quelli necessari per l'installazione di seggi elettorali e le relative schede.

 

La 46ª Brigata Aerea ha volato più di 60.000 ore esclusivamente per trasporto di aiuti, dai viveri  e medicine alle apparecchiature mediche, dal personale sanitario agli ospedali da campo. Grazie alle capacità di carico degli aerei da trasporto C-130J e C-27J, la Brigata svolge anche il prezioso servizio di trasporto di organi per trapianti e di persone in imminente pericolo di vita che vengono trasportate a bordo del velivolo rimanendo, se necessario, all'interno dell'ambulanza. Per questo servizio la 46ª Brigata Aerea ha ogni giorno due equipaggi di allarme (12 ore ciascuno) pronti a partire in 120 o 180 minuti a seconda delle esigenze.





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