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Missione in Kuwait: i velivoli Tornado subentrano agli EFA
05/09/2020
Task Force Air Kuwait
Cap. Giulio Finotti

Nella missione in Kuwait, presso la base aerea di Ahmed Al Jaber, è avvenuta la cerimonia di passaggio tra i caccia Eurofighter del Task Group Typhoon che terminano il loro primo periodo di impiego operativo in Kuwait e i velivoli Tornado del Task Group Devil che tornano a schierarsi in Kuwait, nell'ambito dell’Operazione Inherent Resolve, dopo poco più di cinque anni.

Una cerimonia semplice a causa delle implicazioni connesse con la prevenzione e il contrasto al covid-19, ma densa di significato che rende omaggio al lavoro svolto dal Task Group Typhoon che, arrivato sulla base aerea di Al Jaber il 26 marzo 2019, ha compiuto 2900 ore di volo operative di ricognizione aerotattica, in oltre 700 sortite, riuscendo a coprire quasi 9000 punti di interesse, fotografandoli in alta risoluzione e predisponendoli per l’analisi e le valutazioni della coalizione.

Per il Task Group “Devil”, appena ricostituito sulla base di Al Jaber con 4 Tornado dotati di POD da ricognizione (gondola subalare che contiene gli apparati video-fotografici), si tratta di un ritorno in Kuwait dopo poco più di cinque anni, per operare di nuovo all’interno della “Coalition of willings” che diede il via all’operazione Inherent Resolve contro i terroristi del Daesh operanti in Iraq e Siria.

In poco meno di 24 mesi (dalla fine del 2014 a metà 2016), con oltre 3000 ore di volo e con più di 2000 obiettivi ricogniti ed analizzati, il Task Group Devil contribuì intensamente alle operazioni di contrasto del costituito stato islamico.

“I velivoli che decollano per svolgere la loro attività sono solo l’evidenza più visibile e concreta di un lavoro corale, spesso silente, svolto con passione, dedizione e sacrificio da molteplici persone. Per raggiungere risultati così ambiziosi - ha sottolineato il Col. Sergio Cavuoti, Comandante dell’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air Kuwait -  non è sufficiente che ciascuno faccia la propria parte in modo impeccabile, ma è necessario che tutti si sentano realmente partecipi e protagonisti di un unico obiettivo, si sentano uniti non solo dall’appartenenza alla Forza Armata ma animati dallo stesso spirito e dagli stessi profondi valori che rappresentano l’essenza stessa dell’Aeronautica”.

​I quattro Tornado saranno impiegati in missioni di ricognizione e sorveglianza aerea – in gergo tecnico Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR) – per continuare ad assicurare alla Coalizione il contributo richiesto in termini di monitoraggio e controllo dall’alto del Teatro di operazioni, fondamentale per ottenere l’Information Superiority che ha da sempre avuto un ruolo cruciale nelle operazioni militari.

Le missioni di ricognizione sono svolte esclusivamente sul territorio iracheno e prevedono la ricognizione fotografica di obiettivi assegnati dalla Coalizione.

I contributi raccolti vengono inviati, in tempo reale, alle stazioni di terra per essere valorizzati da cellule intelligence specializzate e resi disponibili sotto forma di analisi.

Dal 2016 la configurazione dell’Italian National Component Command e della Task Force Air è mutata ed il contributo nazionale si è espresso e diversificato attraverso l’impiego di differenti assetti e capacità, dall’AMX, all’EUROFIGHTER, consolidando nel tempo una struttura organizzativa in cui si andrà ora ad inserire anche il Task Group Devil, affianco ad altri tre differenti Task Group, il TG BREUS con il BOING 767, il TG ARABA FENICE che impiega il velivolo PREDATOR, il TG ALBATROS che utilizza il C27J e la cellula di integrazione e fruzione delle informazioni multisensore denominata I2MEC.

Le forze dei Paesi che hanno espresso l’intendimento di aderire alla Coalizione stanno operando ai sensi dell’Art. 51 della Carta dell’ONU, nonché delle Risoluzioni n. 2170 del 15 agosto 2014 e n. 2178 del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq presso l’ONU al Presidente del Consiglio di Sicurezza. Dopo la caduta fisica dello stato islamico, avvenuta nel marzo 2018, la minaccia è costituita dalle cellule del Daesh che cercano di riemergere.

La missione del contingente italiano resta invariata.

 Leggi la notizia sul sito dello Stato Maggiore della Difesa

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