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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
NORTHEN LIGHTNING

A pochi mesi di distanza dal primo rischieramento, gli F-35 dell'Aeronautica Militare sono tornati in Islanda per una nuova operazione di Air Policing della NATO.

3 luglio 2020, la sirena dello scramble suona; gli equipaggi e i tecnici iniziano la "corsa" per permettere agli F-35A dell'Aeronautica Militare di decollare nel minor tempo possibile. Passano pochi minuti e due caccia di 5a generazione staccano il carrello dalla pista di Keflavik; ancora qualche minuto e anche la seconda coppia è in volo. A dare l'ordine di decollo immediato, scramble in gergo, è la sala operativa del CAOC (Combined Air Operations Centre) di Udem in Germania che ha rilevato alcuni velivoli non identificati dirigersi verso la spazio aereo islandese. Il CRC (Control & Reporting Center) di Keflavik, dove opera personale locale insieme a controllori italiani, guida i primi due F-35 verso i velivoli da identificare mentre gli altri due stazionano in CAP (Combat Air Patrol) a difesa delle coste islandesi. Si tratta di tre velivoli russi Tu-142MK/MR Bear F/J scortati da un gruppo di caccia MiG-31 della flotta settentrionale che, come dichiarerà più tardi il ministero della difesa di Mosca, stavano compiendo una missione sulle acque neutrali di Barents, il mar di Norvegia e l'Atlantico nord-orientale. Nessun transponder, il dispositivo che emette un codice di riconoscimento, né piani di volo né tantomeno comunicazioni con gli enti del traffico civile; una serie di mancanze che hanno fatto scattare l'allarme nella sala operativa della NATO. È il primo Alpha scramble, quello reale diverso dal "Tango" che si effettua per addestrare il personale, dell'operazione "Northern Lightning II" che ha preso il via all'inizio di giugno. Un altro "primato" per la Forza Armata  che, per prima nell'ambito di un'operazione della NATO, ha effettuato uno scramble reale con velivoli di 5a generazione. Per gli F-35A del 32° Stormo si tratta di un ritorno in Islanda a pochi mesi di distanza e sempre nell'ambito delle operazioni di Air Policing della NATO. Anche in quella occasione i velivoli italiani "conquistarono" un altro primato visto che si trattò del primo impiego operativo di un velivolo di 5a generazione nell'ambito di un'operazione reale dell'Alleanza.

© Riproduzione riservata

 

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 3 del 2020

 

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