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L'82° CSAR CONTRO GLI INCENDI IN SICILIA

Dallo scorso 8 giugno l'Aeronautica Militare opera in Sicilia con gli elicotteri HH-139A dell'82° Centro CSAR per combattere gli incendi boschivi. Abbiamo trascorso due giorni a Trapani con gli equipaggi in prontezza operativa impegnati in questa delicata missione.

«Siamo a 20 dal target. Buona la direzione. Ora 15. Correggi due a destra... Mi preparo allo scarico. Siamo a cinque, quattro, tre due uno... Scarico ora! Fuoco centrato. Benna vuota». Ci troviamo nel bel mezzo di una operazione AIB (AntiIncendi Boschivi) condotta dagli equipaggi dell'82° Centro CSAR (Combat Search And Rescue) dell'Aeronautica Militare in Sicilia e con queste parole l'operatore di bordo dell'HH-139A, grazie al suo trigger, una sorta di joistick con il quale controlla l'apertura e la chiusura della vescica della benna, esegue la procedura di scarico dell'acqua sul bersaglio di fuoco. Una missione, quella che l'"82°" svolgerà fino al prossimo 31 ottobre, che rientra in quelle attività "dual use" della Forza Armata, sempre più attenta a svolgere un servizio utile al Paese. La partecipazione dell'Aeronautica Militare alla Campagna Antincendi boschivi in Sicilia, frutto di precisi accordi con la Protezione Civile e la Regione isolana, prevede quest'anno la disponibilità quotidiana, dall'alba al tramonto, di un equipaggio e un elicottero HH- 139A, impiegato per la prima volta in configurazione AIB, per un totale di 120 ore complessive. La capacità antincendi in Forza Armata fino allo scorso anno era espressa esclusivamente dall'AB.212 e a operare sulla Sicilia erano gli elicotteri dell'80° CSAR di Decimomannu rischierati sul sedime del 37° Stormo di Trapani. Da quest'anno, complice anche la massiccia campagna in Sicilia della scorsa stagione, con numerosissimi interventi richiesti, si è scelto di assicurare la prontezza operativa nello specifico settore con l'HH-139, in forza al 15° Stormo per il soccorso aereo, le cui capacità antincendi sono state verificate nel 2015. Una sorta di primato per l'Aeronautica Militare, considerato che si tratta del primo "139" italiano che opera come vettore antincendio. I test hanno dimostrato come la macchina fosse ben "attrezzata" per sostenere brillantemente questo sforzo, consentendo di poter gestire in sicurezza situazioni complicate e mutevoli, tipiche di uno scenario antincendi. La missione AIB, del resto, contrariamente a quanto si pensi, non è una missione convenzionale: sebbene si possano avere diverse informazioni sulla zona di operazioni, non sai mai cosa si può trovare sul luogo dell'incendio.

di Serafino Durante e Luca Ricci

 




Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 4 del 2018
 

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