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L’Aeronautica Militare testa i biocarburanti

Il Centro Sperimentale di Volo, con il sostegno del MATTM (Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare), in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e con l'ENEA (Azienda Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), sperimenta il biocombustibile in ambito aeronautico.

Sul numero 5-2020 di Rivista Aeronautica avevamo affrontato il delicato tema della sostenibilità ambientale nel settore dell'aviazione civile, ma avevamo anche "promesso" ai nostri lettori un approfondimento sulla produzione e sull'impiego dei biocombustibili in Aeronautica Militare, per quello che la Forza Armata ha definito progetto ABC (Aerotrazione con BioCarburanti), condotto in collaborazione con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e l'ENEA (Azienda Nazionale per le nuove tecnologie, l'Energia e lo sviluppo economico). Tra gli istituti del CNR coinvolti, determinante il contributo dell'Istituto Nazionale di Ottica di Firenze, che mediante una propria tecnologia (brevetto italiano) è in grado di verificare la provenienza biologica dei biocarburanti. Ebbene, anche se con un numero di ritardo, abbiamo tenuto fede all'impegno preso facendo visita all'RTMAS (Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali) di Pratica di Mare per "ricostruire" in modo dettagliato lo studio e la sperimentazione effettuati sui biocombustibili nel campo dell'aviazione militare. A fare gli onori di casa è il Col. Fabrizio De Paolis, Capo dell'RTMAS, che ci illustra sinteticamente le peculiarità e i compiti del Reparto: «Qui – ci dice – svolgiamo le attività che interessano tutti i materiali di impiego aeronautico e spaziale e che si collocano nell'ambito della scienza dei materiali, della tecnologia e della balistica, della chimica analitica, della chimica applicata e della merceologia. Le peculiari capacità di indagine, analisi e controllo – ha proseguito il Col. De Paolis – costituiscono una risorsa quasi unica nel panorama nazionale e, per tale ragione, è spesso utilizzata da altre Forze Armate, dalla Direzione Armamenti Aeronautici e dell'Aeronavigabilità, dall'Agenzia Nazionale della Sicurezza del Volo e, su specifica richiesta, dalle Procure della Repubblica». 

© Riproduzione riservata

 

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 1 del 2021

 

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