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FULMINI E TIFONI PER LA TEMPESTA PERFETTA

Quello svoltosi presso il 32° Stormo dall'11 al 12 gennaio scorso è solo l'ultimo degli eventi addestrativi condotti nel contesto del continuo processo di integrazione fra sistemi d'arma di 4a e 5a generazione volto ad accrescere l'efficacia del Potere aerospaziale espresso dall'Aeronautica Militare.

Il nome richiama quello di un devastante evento atmosferico che ha ispirato anche un celebre film, ma la nostra "Tempesta Perfetta 3.0" non ha niente a che fare con la meteorologia. I "Fulmini" e i "Tifoni" sono, infatti, i velivoli Lightning II e Typhoon, che hanno partecipato, l'11 e il 12 gennaio scorso, a un evento addestrativo presso la base aerea di Amendola (Foggia), sede del 32° Stormo, che si inserisce nel contesto del continuo percorso di integrazione fra sistemi d'arma di 4a e 5a generazione dell'Aeronautica Militare. Come vedremo più avanti, "Tempesta Perfetta 3.0" si è sviluppata intorno a un'unica, ma complessa missione OCA (Offensive Counter Air), che ha richiesto l'ingaggio simultaneo di diversi target altamente protetti da sistemi SAM (Surface-to-Air Missiles) e da minacce aeree avanzate, oltre che di un TST (Time Sensitive Target) in rapido movimento. Ciò attraverso l'impiego combinato degli assetti aerei partecipanti e lo scambio di dati di targeting e d'ingaggio direttamente con il COA (Comando Operazioni Aerospaziali). All'evento addestrativo ha preso parte anche il Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, Gen. S.A. Alberto Rosso che, commentando «gli obiettivi prefissati ed i traguardi raggiunti» da "Tempesta Perfetta 3.0" si è detto «particolarmente orgoglioso ed ottimista per il futuro della Forza Armata. Stiamo evolvendo concretamente nell'esprimere capacità operative che ci permettono di assolvere la missione dell'Aeronautica Militare: garantire efficacemente il Potere aerospaziale, con specifico riguardo alla capacità di pianificare, condurre e controllare un'operazione aerea complessa, cosa che solo l'Aeronautica Militare, insieme a poche altre Forze Aeree a livello globale, è in grado di fare efficacemente. Il processo di integrazione tra velivoli di 4a e 5a generazione – ha aggiunto – è essenziale e continua grazie alle elevate competenze del personale in grado di valorizzare le tecnologie dei sistemi d'arma in dotazione».

© Riproduzione riservata

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 1 del 2021

 

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