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A PRATICA DI MARE PROTAGONISTA IL “DUAL USE”

«Vogliamo una Difesa moderna, innovativa, sostenibile, in grado di difendere lo Stato [...] ma vogliamo anche una Difesa che possa operare sinergicamente anche con le istituzioni civili, in caso di calamità per fronteggiare le situazioni di straordinaria necessità ed urgenza». Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo il 7 maggio scorso all’evento “Duplice Uso Sistemico: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese” - Progetto IANUS organizzato dal COI (Comando Operativo di vertice Interforze) sull’aeroporto di Pratica di Mare. Presenti anche il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, i Sottosegretari alla Difesa, Raffaele Volpi e Angelo Tofalo, il Sottosegretario del Miur, Salvatore Giuliano, il Sottosegretario all’Ambiente, Vania Gava, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli e i vertici delle Forze Armate. Ad assistere anche numerosi studenti di istituti delle scuole secondarie invitati a vedere da vicino come Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri si muovono in caso di emergenze nazionali.

Scopo dell’attività era, infatti, dimostrare, attraverso la simulazione di uno scenario realistico di emergenza, le competenze e le capacità a duplice uso delle Forze Armate al fianco di tutte le componenti del sistema Paese che concorrono sinergicamente a garanzia e tutela degli interessi vitali nazionali. L’obiettivo e lo spirito che hanno fatto da filo conduttore all’evento sono stati richiamati dal Capo di Stato Maggiore della Difesa che ha parlato di «un’attività utile a dimostrare sul campo la capacità di fare sistema, collaborando e sviluppando un’azione integrata ed efficace per la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini». Sempre il Gen. Vecciarelli ha tenuto a sottolineare che «non si tratta solo di dispiegare mezzi ma di essere in grado di immaginare in maniera innovativa l’impiego, adattandolo a scopi non prettamente militari e di integrarsi con una marcata caratterizzazione inter-agenzia perché tale è l’unico approccio che può essere dato nell’affrontare scenari caratterizzati da una pluralità di emergenze co-esistenti. Ciò – ha proseguito – non significa ridimensionare i compiti militari di difesa del Paese, che sono l’essenza delle Forze Armate, ma migliorare il loro apporto per essere sempre più utili al Paese».

© Riproduzione riservata

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 2 del 2019

 

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