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SAPR: LA SCUOLA D’ECCELLENZA DELL’A.M.

L’Aeronautica Militare li chiama SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) ma oggi fa molto più tendenza chiamarli “droni”. Ce ne sono per tutti i gusti, da quelli più grandi a quelli formato tascabile, da quelli ad ala fissa a quelli a singolo o multi rotore. Per non parlare, poi, delle implementazioni con le quali possono essere equipaggiati, come stabilizzatori, GPS, sensori multispettrali, infrarossi, termici o ambientali. Complici le dimensioni sempre più miniaturizzate e l’estrema facilità con la quale possono essere acquistati sul mercato con prezzi alla portata di tutti, si sta assistendo a una proliferazione impressionante di questi sistemi a pilotaggio remoto, soprattutto per le cosiddette classi mini e micro, ossia quelle al di sotto dei 20 kg. La semplicità di impiego e i vantaggi che si possono trarre dal loro utilizzo estendono in maniera illimitata quello che potremmo definire il raggio d’azione di questi droni; basti pensare al settore pubblico, nel quale possono spaziare dalla ricognizione e sorveglianza delle installazioni strategiche e dei centri urbani al monitoraggio e alla tutela ambientale, dal contrasto agli incendi al soccorso in caso di calamità naturali. Un impiego, dunque, a 360 gradi che coinvolge, oseremmo dire in modo massiccio, anche le Forze Armate e i Corpi Armati dello Stato. Oggi l’Aeronautica Militare, da tempi non sospetti leader in questo specifico settore, attraverso il Centro di Eccellenza APR di Amendola è in grado di mettere a disposizione del Sistema Paese nuove capacità che si realizzano in un più vasto contesto interforze e interagenzia. Questa integrazione appare necessaria a fronte della minaccia attuale, ma anche delle risorse messe a disposizione della Difesa. «Abbiamo reso il Centro di Eccellenza – ci dice il suo direttore, il Col. Pil. Andrea Esposito – di valenza interforze per valorizzare e mettere a disposizione di altre Forze Armate e agenzie nazionali il nostro know how nel segmento dei Sistemi a Pilotaggio Remoto. L’A.M. ha, infatti, il compito primario della difesa dello spazio aereo nazionale, ma le implicazioni legate all’impiego dei SAPR sconfinano anche nella cosiddetta “area sicurezza” e nelle attività di protezione civile». Dal 2009, anno della sua costituzione, il Centro ha investito una parte importante del proprio impegno nella promozione e nella standardizzazione del settore SAPR, nello sviluppo dei regolamenti e dei concetti d’impiego, collaborando, in particolare, con gli organismi della Difesa preposti alla stesura della dottrina di settore e delle TTPs (Tactics, Techniques, and Procedures). «Contribuendo a migliorare le già esistenti sinergie joint e interagenzia – prosegue il direttore – il CdE ha il compito di addestrare il personale impiegato nella condotta dei SAPR (piloti e operatori di sensore) non solo delle Forze Armate ma anche di tutti gli enti governativi che impiegano i sistemi per il controllo del territorio, il monitoraggio ambientale, l’ordine pubblico e la ricerca e soccorso in caso di calamità». Il Centro d’Eccellenza, infatti, è articolato su due grandi pilastri: quello dell’addestramento all’utilizzo di sistemi APR, con una domanda elevatissima da parte di Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito Italiano, Marina Militare, Capitaneria di Porto, Croce Rossa e, in passato, anche del Corpo Forestale, e quello operativo, che riguarda maggiormente i settori del C-UAS (Counter-Unmanned Aerial Systems), di cui faremo accenno più avanti, e quello dell’attività giudiziaria, qualora venga richiesto il supporto tecnico e l’expertise del “team” di Amendola. E proprio nell’ottica addestrativa, dunque, il 21° Corso, che si è concluso nella seconda metà del febbraio scorso, ha registrato la partecipazione di 30 frequentatori, portando a 470 il numero di persone formate presso il Centro. L’offerta formativa del CdE prevede, sostanzialmente, tre tipologie di corsi, che vanno da un livello basico a uno avanzato: la prima, della durata di quattro settimane, è dedicata alla formazione di “operatori mini-micro”, di personale che, come detto, andrà a impiegare APR dal peso inferiore ai 20 kg; la seconda, della durata di tre settimane, è riservata all’addestramento dei “sensor operator”; la terza, di due settimane, è specifica per il training basico dei piloti di SAPR tattici e strategici (dai 20 ai 500 kg). «Non vi è dubbio – ci dice il Ten. Col. Pil. Marco Pojer, il capo sezione Concetti, Interoperabilità e Capacità del Centro – che il core business della “nostra” attività formativa è rappresentato dal corso APRM (Aeromobili a Pilotaggio Remoto Mini e Micro, nda). Questi operatori, infatti, spesso non hanno esperienza aeronautica, non conoscono gli spazi aerei, non possiedono quel livello di consapevolezza adeguata per interagire in sicurezza all’interno di aree dove possono operare anche velivoli ad alte prestazioni. La nostra sfida – continua Pojer – è quella di fornire in poco tempo un bagaglio culturale in grado di colmare questo gap di conoscenze». Si parte dalla teoria di funzionamento della macchina e dei sensori per poi passare ad approfondire anche aspetti legati agli spazi aerei e alla meteorologia. L’iter addestrativo legato in modo più diretto all’impiego dei SAPR viene svolto, invece, utilizzando il Battle Lab, un moderno cluster integrato di simulatori costituito da tre piattaforme collegate per la realizzazione di scenari virtuali complessi dedicati a sistemi di classe mini-micro, di classe “tattica” e di una cosiddetta “generica MALE” (Medium Altitude Long Endurance). Si tratta di un’attività improntata più sulla condotta della missione piuttosto che sul pilotaggio della macchina. Da una prima simulazione quasi tutta dimostrata dall’istruttore si arriva all’ultimo simulatore sul quale il frequentatore andrà autonomamente a sviluppare la sua missione per assolvere al task assegnatogli. «Dalla pianificazione in aula – precisa Pojer – che permette di individuare e valutare gli obiettivi della missione, si passa all’attività “in volo” a difficoltà crescente, concentrando lo sforzo addestrativo dell’operatore sull’utilizzo dei sensori che sono prevalentemente di tipo EO/IR (Electro-Optical/InfraRed, nda) e SAR (Synthetic Aperture Radar, nda)». Il Centro di Eccellenza ha ricevuto, inoltre, un simulatore per missioni strategiche, nell’ambito del programma IMRIT (Interoperable MALE RPAS ISR Training) dell’EDA (European Defence Agency).

di Antonio Calabrese e Serafino Durante

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 1 del 2019

 

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