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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Esportiamo il made in Italy

Quella che ci attende è una "trail" di 2.200 miglia, la prima tappa di un "demo tour" di dieci giorni, organizzato in collaborazione con Leonardo, che ci porterà in Qatar, in Bahrain e, infine, in Kuwait. Bisogna portare a termine un task complesso ma, allo stesso tempo, decisamente stimolante: con il contributo di due assetti dell'RSV (Reparto Sperimentale Volo) – il T-346A e l'F2000 – e la partecipazione delle "Frecce Tricolori", dobbiamo dimostrare, a una vetrina internazionale, le capacità operative dell'Aeronautica Militare e i prodotti di punta dell'industria del nostro Paese. Dalle prime ore del mattino attendiamo nelle sale dell'ATOC (Air Terminal Operational Center) di Pratica di Mare (Roma) che vengano completate le operazioni di carico dei materiali e delle attrezzature di terra, i cosiddetti AGE (Air Ground Equipment), che sono gli "item" fondamentali per garantire l'operatività e l'efficienza degli aeromobili per l'intera durata di questo esercizio di rischieramento. L'organizzazione ha richiesto una scrupolosa pianificazione, iniziata molti giorni prima della partenza: «Un rischieramento di lungo raggio, come quello che ci accingiamo a fare – ci dice nell'attesa di imbarcarci il col. pil. Luciano Ippoliti comandante dell'RSV – mette alla prova tutte le componenti del Reparto, dagli equipaggi di volo all'intero sistema di supporto alla missione. Allo stesso tempo – prosegue – quella che ci viene offerta è un'opportunità importante per rafforzare la collaborazione in termini di Difesa tra la Forza Armata e l'industria, tra chi impiega e chi sviluppa sistemi altamente tecnologici». Da parte nostra non ci siamo lasciati sfuggire l'occasione di seguire da vicino i nostri assetti e abbiamo voluto condividere, in prima persona, le dinamiche e lo sforzo logistico-organizzativo richiesto ai nostri militari. La "lead" di questa prova è in mano ai piloti, agli ingegneri, ai tecnici e agli operatori ARO (Air Refuelling Operator) dell'RSV, con il supporto del personale dell'8° Gruppo del 14° Stormo e del 212° Gruppo del "61°" di Galatina (Lecce). Da alcune ore, nell'area di parcheggio, ci aspetta il KC-767A dell'A.M., il "tanker/transport airplane" allestito per l'occasione in configurazione combi, da 100 passeggeri e 10 pallet militari secondo lo standard NATO: dovrà portare a termine, contemporaneamente, un'attività di rifornimento in volo e di trasporto di personale e di materiale, dimostrando appieno la grande versatilità del sistema d'arma e rendendo autonomo, di fatto, il rischieramento in Medio Oriente dell'RSV. I piloti del "767" hanno già pianificato la rotta, gli orari e le aree di attività, stabilendo la sequenza degli aeroplani, le quantità di carburante richiesto da ogni receiver, le frequenze radio e tutte le altre informazioni necessarie a raggiungere l'aeroporto militare Al Udeid in Qatar. Il capo equipaggio, terminato il briefing pre-volo, ci dà l'ok: finalmente si va! Saliamo a bordo, allacciamo le cinture e restiamo in attesa che "Spera 1, 2, 3 e 4", rispettivamente i due "346" e i due Typhoon dell'A.M. "stacchino" da terra. Una volta in volo prendiamo quota e velocità e ci dirigiamo verso l'area dedicata al primo "air refuelling". Le condizioni meteo non sono del tutto ottimali: c'è, infatti, una moderata turbolenza per le nubi che si sono accumulate poco lontano dalla costa. In ala al tanker i quattro velivoli stanno seguendo un'identica "track", riportando i punti pianificati verso Sud. Raggiunti i 25mila piedi diminuiamo i nostri 300 nodi, dobbiamo perderne circa 30, e ci prepariamo al cosiddetto "rendez-vous", mentre i piloti del "346", saranno loro a rifornirsi per primi, e l'ARO iniziano la checklist preliminare alla fase "contact". I tubi con i basket-probe sono già stati stesi, tutto è pronto!

 

Servizio speciale di Antonio Calabrese

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 6 del 2018

 

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