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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
F-35A

Sulla base di Decimomannu (Cagliari) gli F-35 dell'Aeronautica Militare si sono addestrati in missioni congiunte con gli AMX e i T-346° in un environment joint, condiviso con l'Esercito Italiano.

L'aeroporto militare di Decimomannu, 20 chilometri a nord-ovest da Cagliari, è una realtà atipica, per non dire unica, fra i Reparti dell'Aeronautica Militare. Con un organico di circa un migliaio di unità fra personale civile e militare, l'RSSTA/AWTI (Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo/Air Weapon Training Installation), questa la denominazione esatta dell'Ente, rappresenta una risorsa importante per le attività legate all'addestramento al tiro e al combattimento aereo dei piloti dell'A.M.. Il Reparto, oltre ad assicurare il supporto logistico e operativo a tutte le componenti in "training" della Forza Armata, gestisce, ogni anno, 35mila movimenti dallo scalo civile di Elmas e circa 1.500 sortite militari che equivalgono a 2.000 ore di volo. Raggiungiamo la base sarda in un momento d'intensa attività con il rischieramento, lungo la pista dell'aeroporto, degli F-35 del 32° Stormo di Amendola (Foggia), degli AMX del 51° Stormo di Istrana (Treviso) e dei T- 346A del 61° Stormo di Galatina (Lecce). Per gli F-35, in particolare, quello di Decimomannu è il primo rischieramento al di fuori della "home base" pugliese, una tappa fondamentale nella "road map" che porterà, a breve, alla dichiarazione del raggiungimento della IOC (Initial Operational Capability). L'architettura "F-35", infatti, intesa come sistema d'arma che comprende l'aeroplano, gli equipaggi, la logistica, la manutenzione e la capacità di pianificazione, è molto diversa da quella di un "legacy airplane" e deve essere validata per step successivi. I piloti del 13° Gruppo si stanno addestrando proprio in questo senso e hanno portato a termine, il 1° marzo scorso, un importante obiettivo: da quella data, infatti, gli assetti JSF (Joint Strike Fighter) dell'A.M. fanno parte ufficialmente del dispositivo di Difesa Aerea nazionale e sono stati inseriti operativamente nell'SSSA (Servizio di Sorveglianza dello Spazio Aereo). La validazione di questa capacità è stata ottenuta attraverso un intenso addestramento degli equipaggi e dei tecnici del Reparto che ha completato, con esito positivo, le missioni QRA (Quick Reaction Allert) previste dal programma. In questo primo rischieramento, il personale del gruppo è arrivato in Sardegna con una lista di attività da effettuare sia dal un punto di vista logistico-manutentivo che addestrativo- operativo. Innanzitutto si è voluta verificare la capacità di operare da una base remota, proiettando uomini e mezzi in un contesto diverso dalla "casa madre". Che il velivolo appartenga a una nuova "generazione" non è dovuto solo al fatto che si tratta di una piattaforma tecnologicamente avanzata con caratteristiche stealth. Ciò che cambia, infatti, è la filosofia di gestione sia delle componente operativa che di quella logistica. Per quest'ultima, in particolare, una "global pooling strategy" prevede che i pezzi di ricambio non siano più di "proprietà" del singolo utilizzatore ma vengano condivisi con gli altri partner del programma. Questa caratteristica consente di beneficiare delle economie di grande scala legate all'intera flotta di velivoli F-35. Nello specifico, la spina dorsale della gestione di questo sistema d'arma di quinta generazione risiede nell'ALIS (Autonomic Logistics Information System), un vero e proprio "cervello" informatico che pianifica le missioni, monitorizza lo stato dei velivoli, calcola le scorte e i pezzi di ricambio, per garantire l'efficienza del mezzo in qualsiasi parte del mondo. 


servizio speciale di Antonio Calabrese ed Emanuele Salvati

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 2 del 2018
 

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