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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
CALENDARIO AERONAUTICA MILITARE


Qualche apprensione ce l'avevamo. Sì, eravamo pronti per presentare al pubblico il Calendario 2018 dell'Aeronautica Militare. Tutto era perfettamente al suo posto. Eppure qualche timore, qualche incertezza ci assaliva. Il cambio di passo che stavamo proponendo era notevole. Nonostante ci fossimo prodigati, infatti, nel dire che il calendario di quest'anno non fosse una novità assoluta, sapevamo in realtà che l'innovazione che stavamo proponendo era tutt'altro che trascurabile. Avrebbe provocato reazioni nel pubblico che dovevamo e volevamo sollecitare, e, perché no, provocare. Il "nostro" modo d'interpretare il compito di un calendario era senz'altro e in ogni caso originale, coinvolgente, ma lo era davvero così come ci aveva richiesto il capo di Stato Maggiore, il gen. Vecciarelli?

Eravamo riusciti davvero a interpretare il suo pensiero e a dare concretezza e incisività alla sua idea, o il calendario sarebbe risultato agli occhi dei più, ora che è fatto e attende solo di "calcare le scene", un puro esercizio retorico? Eravamo riusciti a far trasparire attraverso le dodici storie che lo compongono il vero volto della Forza Armata fatta di uomini e donne per bene, eravamo anche noi caduti, come spesso accade quando le Forze Armate si raccontano, nella retorica dell'autocelebrazione? Se ciò fosse accaduto non ce lo saremmo perdonato: avevamo preso degli impegni precisi con i nostri colleghi, alcuni dei quali avevamo esposto in prima persona, con i superiori e con noi stessi. Dobbiamo essere veri, ci siamo detti in continuazione, essenziali, semplici, anche se il nostro è molto spesso un lavoro complicato. E ci siamo resi conto ancora una volta quanto sia difficile "parlare semplice" e raggiungere il cuore e la mente di chi ci ascolta. Ci saremo riusciti? Ma ormai non c'è più tempo per le insicurezze: Palazzo Aeronautica è bellissimo e austero in questa sera di dicembre, impreziosito, se possibile, da luci, musiche e proiezioni sulla sua facciata. È qui, nella sala Madonna di Loreto, che il calendario istituzionale 2018 dell'Aeronautica Militare vedrà la luce. E lo farà con uno spettacolo unico: la trasposizione su di un palcoscenico di questa "comune storia aeronautica" in dodici racconti. Qualcosa di nuovo sta per iniziare: non una semplice presentazione ma quasi una rappresentazione teatrale, composta di storie vere, quoti diane, delle donne e degli uomini dell'Aeronautica Militare.

 Si apre il sipario e il racconto comincia sulle note de "La Storia siamo noi" di Francesco De Gregori; con le parole di Valentina Bisti, giornalista del TG1, inizia un entusiasmante viaggio di un'ora all'interno dell'Aeronautica Militare, viaggio scandito dalle recitazioni degli attori Ilaria Spada e Danilo Brugia che hanno letto alcuni brani del calendario, e dalla testimonianza diretta dei "ragazzi" che hanno ispirato il lavoro di quest'anno. Dietro le quinte cercavamo di carpire dagli sguardi e dalle espressioni del pubblico, se gradisse o meno questa rappresentazione o la trovasse azzardata; mescolandoci in platea cercavamo di verificare se il "format" reggesse. E sulle note di "C'è tempo", una vera e propria poesia del cantautore Ivano Fossati, abbiamo percepito ancora di più che il nostro lavoro è arrivato dritto al cuore della platea. Tutto ha funzionato alla perfezione, con il massimo del gradimento: siamo stati capiti, nessuno ha gridato all'eresia, dandoci conferma che i contenuti c'erano, erano ben "somministrati" ma, soprattutto, che l'ambiente era pronto per recepire il messaggio che il capo di Stato Maggiore ha voluto affidare anche a un semplice calendario che passerà la sua vita appeso a un muro: l'Aeronautica non è solo aeroplani e tecnologia ma soprattutto uomini e donne pensanti che utilizzano mezzi e apparati per finalità alte, lavorando gomito a gomito esclusivamente per il bene, la sicurezza e la difesa del Paese. Questo è! Non c'è molto da aggiungere e che nessuno si stupisca! Ormai lo possiamo dire.

di  Alessandro Cornacchini

 

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