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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Rivista Aeronautica n. 1/2017

La Rivista Aeronautica effettivamente risponde alla sua funzione di organo vitale per la diffusione e la formazione del pensiero aeronautico.

[Lo testimoniano] i risultati ottenuti, [dei quali però] non ci appaghiamo, vogliamo ancora progredire e migliorare, sì da poter portare un reale contributo di pensiero […]nel campo delle discipline aeronautiche. […]

Per poter nel miglior modo assolvere questo compito che ci siamo imposti vogliamo che la Rivista non solo risvegli nei lettori interesse e simpatia, ma che stringa con essi legami di vera e propria collaborazione, diventando una palestra dove tutti gli ingegni possano misurarsi e da ogni parte possa giungere pensiero fresco e vivo. La Rivista sebbene sorta in ambiente militare e per il progresso degli studi militari, non pone alcuna limitazione nella trattazione degli argomenti. Il militare e il civile che nella vita moderna hanno tanti contatti e tanta reciproca influenza […] s'incontrano più strettamente che altrove qui in aeronautica, che è la più moderna tra tutte le attività militari e dove scienza, tecnica, industria sono strettamente legate fra loro […].

Se non vi fosse qualche lieve locuzione "arcaica" il pezzo riportato qui sopra potrebbe essere stato scritto ai giorni nostri; in realtà è estratto dal primo editoriale comparso sulla Rivista Aeronautica nel mese di gennaio 1926 – a sei mesi dalla nascita del periodico – firmato dal direttore di allora, col. Giuseppe Angelo Manni. Sono passati novantuno anni , ma la modernità di quanto si afferma in quelle righe è a dir poco sorprendente.

Si riconosceva anche allora, in una realtà politica e sociale estremamente diversa dalla nostra, la forza del pensiero e la necessità di una sua libertà di espressione attraverso idee nuove, vivificatrici del progresso, e della continua evoluzione necessaria all'ambiente aeronautico, ma in quelle righe si ravvedeva ancora e soprattutto l'esigenza di partecipare. Di partecipare e confrontarsi sul nuovo, che scaturiva dal "lampo" dell'ingegno, per mezzo di uno strumento aperto e agile come quello di un giornale dedicato, che diveniva esercizio del pensiero e si proponeva come cenacolo di discussione sulle più diverse questioni che interessassero direttamente o indirettamente il mondo aeronautico. E questo fu fatto.

Chi ha avuto la pazienza e la curiosità di leggere la Rivista degli anni 30 avrà sicuramente notato quanto fosse vivace il dibattito aeronautico e quanto fossero libere le opinioni espresse in quelle pagine. Ecco, a distanza di 91 anni possiamo dire che quel modo di coagulare pensiero e idee che poi si tramutano in proposte di cambiamento, di evoluzione, di trasformazione dimostra ancora la sua validità. Il metodo applicato alla stesura del Libro Bianco della Difesa, voluto dal Ministro della Difesa, sen. Roberta Pinotti, infatti, non è lontano dall'approccio auspicato in questo primo editoriale della Rivista Aeronautica: un contributo ampio e diffuso di pensiero per intraprendere quella trasformazione dello Strumento militare che i tempi richiedono.

Il Ministro Pinotti, nell'intervista che segue, spiega chiaramente il principio ispiratore del documento che è a sua volta alla base del disegno di legge approvato dal Governo il 10 febbraio scorso e di cui si parla ampiamente in questo numero. Spiega come questa, che abbiamo brevemente tratteggiato, sia la via per ottenere un modello di trasformazione valido, sostenibile, ma soprattutto efficace una volta applicato. E in Aeronautica Militare alla palestra del pensiero aeronautico è stata data proprio in questi ultimi mesi ulteriore vitalità e concretezza coinvolgendo, in questo ineludibile e necessario processo di trasformazione verso l'Aeronautica 4.0, ogni componente della Forza Armata, senza distinzione di grado, che avesse la sua proposta per il cambiamento.

 È un approccio innovativo, come ha più volte sottolineato il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, gen. s.a. Enzo Vecciarelli, del quale è fermamente convinto. Le idee valide non hanno padrone e non possono sottostare alla gerarchia ma devono avere la possibilità di affermarsi di proporsi senza ostacoli. È la forza del pensiero che su queste pagine trova incondizionata ospitalità nella forma più nitida di inchiostro nero su carta bianca.

Alessandro Cornacchini

 

 

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