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L'America di Trump ..... la NATO e l'Europa


Chi si ripromette di affrontare con un minimo di logica e serenità l'argomento, deve innanzi tutto sgomberare la mente da alcuni condizionamenti psicologici che, oggi ancora "montanti", sono per forza di cose destinati a esaurirsi. Primo, finiremo per capire che il tentativo di delegittimazione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d'America, guidato oltre Atlantico dai "liberals" iper-obamiani – cui stanno facendo eco i radical-chic e le anime candide perdenti di mezza Europa – è ridicolo, offensivo e fuori luogo. Tanto più da parte nostra che, dopo settant'anni di Repubblica non siamo ancora riusciti a trovare una legge elettorale buona per tutte le stagioni. Gli Stati Uniti ce l'hanno, è nella costituzione, e con questa hanno eletto decine di presidenti. Compreso Trump. Secondo, il nuovo presidente non sta sovvertendo, come si dice, l'ordine mondiale, perché questo è già cambiato da tempo, anche se le lenti affumicate del politicamente corretto hanno sinora impedito di rendercene conto. Cercherà solo di ritagliarsi una parte per provare a governare – a beneficio dell'America – questo nuovo ordine, non più monopolare, ma non ancora multipolare. Terzo, vedremo sorgere, molto presto, numerosi cattivi imitatori di Trump, così come avevamo visto quelli di Obama. Di costoro ne ricordiamo più d'uno, con camicia bianca e maniche arrotolate, mentre dai palchi arringano i "followers" per illuminarli con inconfutabili principi universali. Che poi, alla prova dei fatti, non funzionano. Il pericolo sta sempre nelle cattive imitazioni, mai nell'originale. L'America di Trump Sgomberato il campo almeno dai principali preconcetti, possiamo provare ad argomentare sull'America di Donald Trump. Non pensiamo a New York, a Chicago, a Los Angeles o a San Francisco. Ormai la vera America non è questa. L'America vera è quell'immensità profonda che la maggior parte di noi non conosce. Della quale i media non ci raccontano mai nulla, se non le sparatorie nei college e nelle scuole. L'espressione popolare degli elettori di Trump abita qui, e rappresenta il carattere ereditato da quei Padri Pellegrini che fondarono Boston, e che poi dalla Nuova Inghilterra si spinsero a raggiera verso le nuove frontiere, per colonizzare il nord, l'ovest e il sud. Forse non sono più i puritani di un tempo, ma ne conservano lo spirito d'iniziativa, la volontà, la sagacia, la laboriosità, ovvero quelle qualità dei "predestinati" che hanno fatto grande l'America. Costoro vivono ancora nella convinzione che, religione o meno, gli Stati Uniti siano un Paese speciale, con una missione sempre nuova da compiere. È sempre stato così. Superare le crisi economiche, sostenere la democrazia, sconfiggere il comunismo, abbattere l'impero del male, isolare e sconfiggere gli Stati-canaglia. E, oggi, annientare il terrorismo islamico.

 di Mario Arpino ​

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 1 del 2017

 

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