Ignora comandi barra multifunzione
Torna a contenuto principale
Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
Skip Navigation Links Comunicazione > Editoria > Rivista Aeronautica > Archivio > RA_2017_01 > 61° Stormo eccellenza internazionale “Made in Italy”
61° Stormo eccellenza internazionale “Made in Italy”

Veniamo svegliati dal rombo incessante degli aeroplani in linea di volo. A giudicare dalle automobili nelle aree di parcheggio il personale è già nel pieno delle operazioni giornaliere, e siamo soltanto alle 7.00 del mattino. Ci guardiamo intorno e vediamo tante e diverse tute da volo, le tinte sono simili ma le svariate fogge che notiamo passarci accanto ci fanno percepire, sin da subito, l'aria internazionale che si respira all'interno di questa base militare. Un'attività operativa così frenetica e la presenza di così tanti piloti stranieri, asiatici, arabi, nordici e mediterranei, ci inducono quasi a pensare di essere in una delle tante basi aeree statunitensi. In realtà ci troviamo sull'aeroporto "Fortunato Cesari" di Galatina, sede del 61° Stormo dell'Aeronautica Militare, che oggi ospita una delle Scuole di Volo più all'avanguardia e apprezzate nel panorama aeronautico internazionale, grazie al sistema di addestramento integrato ITS (Integrated Training System), di cui parleremo più avanti, e al nuovo addestratore avanzato T-346A. Oltre 40 sortite giornaliere e più di 10 mila ore di volo annue: questi i numeri sorprendenti del "Sessantunesimo", che ospita oggi oltre 50 frequentatori stranieri, provenienti da otto Paesi diversi. Che Galatina avesse una "vocazione", per così dire, internazionale non è certo un mistero, visto che già nel 1950 l'allora Scuola di Volo delle Puglie addestrava ben dieci allievi ufficiali siriani. Da quel momento non si è più fermata, rilasciando al personale navigante straniero ben 350 titoli, che attestano il completamento delle diverse fasi di pilotaggio, basico e avanzato, e del corso per Istruttori. Un interesse, dunque, quello per la Scuola di Galatina, che affonda le sue radici nel tempo e che oggi più che mai, complici gli elevatissimi standard tecnologici e addestrativi, è ai massimi livelli. A dirlo sono certamente i numeri: le 34 visite ufficiali da parte di ben 23 delegazioni straniere negli ultimi due anni, solo gli USA ne hanno effettuate tre, ma queste meritano un discorso che le aeronautiche di tutto il mondo stanno riservando a questa eccellenza tutta italiana. Gli Stati Uniti, come già i nostri attenti lettori sapranno, sono alla ricerca di un nuovo addestratore. Il velivolo italiano è uno dei papabili nell'ambito del programma T-X, con cui il Pentagono intenderebbe sostituire lo storico trainer T-38. Ma, notizia di pochi giorni fa, la Raytheon (azienda USA partner del programma T-100, così si chiama il "346" offerto agli Stati Uniti) non ha trovato l'accordo economico con Leonardo, il che ha portato il Gruppo italiano a puntare sulla controllata Leonardo DRS per continuare la corsa verso l'aggiudicazione della commessa di 350 addestratori destinati all'USAF. Oltre ai nostri piloti, attualmente sono in addestramento kuwaitiani, polacchi, greci, francesi, singaporiani, olandesi, argentini e austriaci, per una cooperazione internazionale che accresce maggiormente il bagaglio culturale e operativo dei futuri "top gun". Il fiore all'occhiello della scuola salentina è sicuramente il sistema ITS, unico al mondo e totalmente "made in Italy". Esso s'identifica con la Fase 4 dell'addestramento svolto a Lecce, il primo step che si è avvicinato all'internazionalizzazione. Un carattere quest'ultimo anche rimarcato dalla recente visita del Presidente della Repubblica che ha elogiato il 61° Stormo come esempio di tecnologia italiana da esportare all'estero.

di Serafino Durante e Luca Ricci

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 1 del 2017

 

Questo sito utilizza cookie tecnici e analitici, anche di terze parti, per migliorare i servizi.

Se vuoi saperne di più clicca qui. Continuando la navigazione accetterai automaticamente l’utilizzo dei cookie.