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ACCRESCERE le CAPACITÀ operative

Dal primo settembre scorso l'Aeronautica Militare ha collocato una coppia di Typhoon d'allarme a Cameri, incrementando, così, la capacità di Difesa Aerea nazionale.

Sebbene la recente configurazione dell'intero dispositivo di Difesa Aerea nazionale fosse corretta per il contesto geopolitico di riferimento, l'Aeronautica Militare dal primo settembre scorso ha deciso di dislocare una cellula d'allarme nel nord del Paese, sulla base di Cameri, con una coppia di Eurofighter 2000 pronti a intervenire in tempi rapidi qualora ce ne fosse bisogno.

Una misura, quella adottata dalla Forza Armata, che risponde al preciso intento di fornire un contributo ancora più capillare al contrasto di una possibile minaccia non più solo tradizionale ma ormai di tipo ibrido, e che, in un certo senso, rende più efficace e completo il servizio di sorveglianza dello spazio aereo di competenza. Partendo proprio dalla possibile "offesa" che oggi è in grado di portare un qualsiasi velivolo renegade, come ha già precisato il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, gen. s.a. Enzo Vecciarelli, si è addirittura disposto che «tutti i caccia, anche quelli in missioni addestrative, fossero in volo armati, sfruttando anche la residuale capacità d'ingaggio aereo dei velivoli cacciabombardieri attraverso l'impiego in attività di air policing».

Una cellula composta da velivoli, specialisti e piloti provenienti dal 4° Stormo di Grosseto e dal 36° Stormo di Gioia del Colle, le due basi principali da dove operano i nostri intercettori. La coppia di Eurofighter basata a Cameri, dal novembre scorso inserita nel dispositivo della Difesa Aerea NATO che dipende dal CAOC (Combined Air Operations Centre) di Torrejon, in Spagna, ha le stesse mansioni, gli stessi tempi di reazione, la stessa catena di comando e controllo e le stesse prerogative delle cellule che lavorano da Grosseto, Gioia del Colle e Trapani.

È stato scelto l'aeroporto piemontese come base di rischieramento per questa attività per la sua vicinanza con la città più importante del nord, Milano, e per il supporto logistico che esso può garantire, grazie soprattutto alla presenza sul sedime del 1° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli), che si occupa delle ispezioni principali del veli volo Eurofighter. Una facility non da poco che consente, come ci ha confermato uno dei piloti di allarme, «di fronteggiare con la necessaria tempestività eventuali problematiche tecniche che si possono incontrare lungo il percorso, a vantaggio dell'elevata efficienza richiesta per garantire questo servizio».

Una soluzione diversa, almeno nell'immediato, avrebbe certamente comportato lo sforzo di portare con sé parti "spare", privando il reparto di pezzi di ricambio, oppure di intervenire all'occorrenza, con tempi di reazione decisamente più lunghi. Una scelta maturata nel mese di agosto, quando si parlava di queste nuove misure operative. «La FOC (Final Operational Capability, nda) – ci ha detto il col. pil. Roberto Zamponi, comandante dell'Aeroporto di Cameri – doveva essere ottenuta il 1° settembre. Al CFC (Comando Forze da Combattimento, nda) era devoluta la predisposizione della "squadra" e degli assetti da impiegare, noi, invece, dovevamo essere pronti per riceverli. Grazie alla motivazione del nostro personale, siamo riusciti a portare avanti un'opera di ricondizionamento di tutte le strutture, con particolare attenzione agli shelter, fondamentali per l'attività operativa da intraprendere».

 di Antonio Calabrese e Serafino Durante ​

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 6 del 2016 ​

 

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