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DIFESA EUROPEA e AERONAUTICA MILITARE

Lo scenario di sicurezza europeo ha subito negli ultimi anni un profondo mutamento: osserviamo, infatti, un crescente livello di multiformi rischi e minacce, provenienti sia dall'interno sia dall'esterno dei nostri confini, che generano sensazioni di paura, incertezza e disorientamento. In questa situazione è richiesto che i Governi nazionali e le Istituzioni europee agiscano rapidamente per trovare risposte efficaci alle crescenti preoccupazioni dei cittadini, in primis aumentando gli sforzi per fornire nuove e concrete soluzioni in termini di sicurezza e difesa comune. Questo obiettivo è compiutamente individuato nella recente "EU Global Strategy", che prevede un rafforzamento delle politiche di sicurezza e difesa proprio per far fronte a queste nuove sfide.

Per definire in sede comunitaria una efficace strategia, l'Italia si è fatta promotrice, con un documento congiunto Esteri-Difesa, di un'articolata proposta politica mirata a sviluppare una nuova dimensione di sicurezza europea, ovvero rilanciare le istituzioni europee che si occupano di PSDC (Politica di Sicurezza e Difesa Comune) per dotarle della rilevanza oggi necessaria. Gli obiettivi individuati sono quelli di migliorare la nostra capacità di operare insieme nelle missioni di sicurezza e difesa, di costruire un complesso credibile di capacità e di assicurare una robusta base industriale e tecnologica europea. La proposta nasce dalla convinzione che rafforzare la difesa comune europea si traduca in una più ampia capacità di proiettare stabilità in regioni d'importanza critica per la nostra sicurezza, rendendo contestualmente più efficace ed efficiente 'uso che facciamo delle nostre risorse. Una più ampia e strutturata difesa comune, inoltre, consente di dimostrare la volontà europea di rafforzare il legame transatlantico, mediante l'assunzione di maggiori responsabilità nel condividere i costi legati a sicurezza e difesa e fornendo alla NATO un insieme di capacità più omogeneo, più sostenibile e, in definitiva, più impiegabile.

Il documento nazionale e quelli provenienti da altre nazioni sono stati lungamente dibattuti a Bratislava nel corso della riunione dei Ministri della Difesa (26-27 ottobre scorso). Nell'incontro è emerso un sostanziale accordo sulla necessità di procedere a un rafforzamento della dimensione di sicurezza e difesa europea mediante tre attività: lo sviluppo di un piano di Implementazione della Strategia Globale, per gli aspetti relativi alle istituzioni e alle capacità; la finalizzazione dell'EDAP (European Defence Action Plan), per quanto attiene alla ricerca tecnologica e alle attività industriali; l'attuazione della dichiarazione congiunta NATO-UE, siglata al Vertice NATO di Varsavia, per una più stretta collaborazione tra le due istituzioni.

Per quest'ultima attività, molto ampia e complessa, sono già state individuate le aree di concreta cooperazione e avviati i necessari percorsi di lavoro. Lo scorso 14 novembre, invece, nel corso della sessione congiunta del Consiglio Affari Esteri con i ministri della Difesa, è stato discusso il piano di implementazione della Strategia Globale Europea nel settore della sicurezza e difesa e sono state adottate le relative conclusioni. Il 30 novembre, infine, la Commissione Europea ha approvato l'EDAP, il quale introduce significative novità e facilitazioni per la ricerca tecnologica e la cooperazione industriale per lo sviluppo di progetti congiunti nel settore della sicurezza e difesa.

L'insieme di questi documenti programmatico-attuativi è stato formalmente approvato il 15-16 dicembre scorso nel Consiglio Europeo a livello di capi di Stato e di Governo. Sebbene alcuni commentatori ritengano le decisioni prese non particolarmente coraggiose o incisive, nella realtà esse delineano un ampio ventaglio di possibilità d'azione il cui esito di medio-lungo termine potrebbe portare ad un effettivo cambiamento. Come in molte altre occasioni del passato, la reale portata delle novità introdotte è legata alla capacità delle Istituzioni comunitarie e delle Nazioni di tradurle in attività concrete e fruibili. La prossima "fase esecutiva", dunque, sarà centrale per il reale rilancio della dimensione sicurezza e difesa europea e, conseguentemente, per offrire ai cittadini della Comunità una cornice più ampia di garanzie e rassicurazioni in questo settore.

di Stefano Cont

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 6 del 2016

 

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